Custodi dell’anima: la resistenza e la sacralità del femminile in Come parabole d' amore di Mariella Bernio - Recensione di Ada Rizzo
- Editore : CTL (Livorno)
- Data di pubblicazione : 25 gennaio 2025
- Lingua : Italiano
- Lunghezza stampa : 84 pagine
- ISBN-10 : 8833877027
- ISBN-13 : 978-8833877020
Esiste una letteratura che non ha bisogno di gridare per farsi sentire, che rifiuta i colpi di scena artificiali e preferisce l’archeologia paziente dei sentimenti. È in questo solco che si inserisce Come parabole d’amore, la densa raccolta di racconti di Mariella Bernio: un'opera che si presenta come un atto di resistenza della memoria e si rivela un’indagine lucida e profonda sulla complessità dell’animo umano, esplorata con una straordinaria e partecipe attenzione all’universo femminile. Sono proprio le donne, con le loro ferite, i loro silenzi e la loro silenziosa determinazione, a farsi custodi delle verità più intime e universali della raccolta.
1. Il Fiume come Archetipo e il Mito dell’Eden Perduto
La raccolta affonda le sue radici sentimentali nella campagna cremonese, in riva a quel fiume che per l’autrice non è mera cornice geografica, ma un testimone silenzioso e un rifugio della mente. La scrittura della Bernio è sorretta da una struggente nostalgia per i ritmi del passato, per la coralità della vita contadina di un tempo, dove "tutti sapevano tutto di tutti" e la solidarietà rurale offriva un calore che oggi appare smarrito. I dettagli domestici — il profumo di bosco e cannella, i gerani ai davanzali, il ronzio del gatto vicino alla stufa — costruiscono un quadro di purezza arcaica, un Eden perduto che l'autrice sente il dovere morale di tramandare.
2. La Grande Dicotomia: Incanto Rurale e Violenza Omertosa
Tuttavia, il pregio maggiore dell'opera risiede nel totale rifiuto di un nostalgismo sterile e zuccheroso. La Bernio opera con onestà intellettuale, svelando la strana e dolorosa dicotomia che convive in quei tempi lontani: la bellezza della natura e dei legami familiari opposta alla crudezza e alla violenza omertosa di una società rigidamente patriarcale e provinciale.
Quel "tutti sanno" si ribalta drammaticamente nel silenzice complice della comunità di fronte all'abuso. Lo vediamo in racconti come Gloria, dove lo scandalo della violenza su una quattordicenne viene risolto dal paese e dalla famiglia con l’allontanamento punitivo della vittima; o in Qui non aprirà nessuno, dove il dramma di una gravidanza illegittima sfocia nel suicidio sotto i colpi di un orgoglio patriarcale feroce. La Bernio non indora la pillola: mostra il fango e la fragilità con un realismo asciutto che disarma il lettore.
3. L'Universo Femminile: Tra l'Involucro del Dolore e la Rivendicazione Tragica
Come anticipato, il vero baricentro dell'opera è l'universo femminile, descritto come un territorio di scontro ma anche come la roccaforte assoluta di dignità e resilienza. Le donne della Bernio si scontrano con la solitudine, l'abbandono, e con la vecchiaia vissuta come un "involucro" o un "guscio estraneo" che minaccia l'irriconoscibilità del corpo (come nella potente e commovente rivendicazione identitaria del racconto La lettera).
Ma è nella figura di Sara in Nenè che questa resistenza femminile tocca il suo culmine più tragico e dirompente. Di fronte alla forma più abietta di violenza di genere — la pedofilia consumata tra le mura domestiche ai danni di una bambina — Sara pronuncia un "no" titanico. Spezza il cerchio dell'omertà rassegnata attraverso l'atto estremo del delitto, facendosi giustizia da sola laddove la comunità ha fallito.
4. Il Tribunale dell'Anima e la Pietas Letteraria
La grande forza della narrazione, però, non risiede nel trionfalismo della vendetta, bensì nell'esplorazione delle macerie psicologiche che ne conseguono. Sara, che si dissocia da se stessa fino a cambiare nome in Nenè, non è un'assassina spietata; la sua mente si frammenta sotto il peso di un tribunale interiore implacabile, che le impone di "scontare la pena vivendo", contando i giorni e le ore del suo logorio interno.
È proprio questa totale incapacità di perdonarsi, questa sofferenza profonda e purificatrice, che riscatta la sua dignità umana agli occhi del lettore. Nell'indimenticabile finale del racconto, il silenzio pietoso del comandante Ferrari di fronte al segreto di Nenè sigilla la cifra stilistica dell'intera opera: una profonda pietas che non giudica le miserie degli uomini, ma ne accoglie il dolore sotto "lo stesso cielo".
Ciascun racconto di Mariella Bernio si configura, come suggerisce il titolo, come una "parabola": non un dogma morale calato dall'alto, ma un piccolo quadro di vita da cui emerge spontaneo l'invito alla compassione, all'ascolto e alla solidarietà. Come parabole d’amore è un libro prezioso e ruvido al tempo stesso, capace di curare le ferite del mondo attraverso la cura della parola e la sacralità del ricordo.
Biografia autrice
Nata in provincia di Cremona, Mariella Bernio risiede fin da giovanissima nell'hinterland milanese. Attiva nel volontariato in diversi ambiti, con particolare propensione all’assistenza di bambini e anziani, coltiva diversi hobby, quali la passione per la natura, il giardinaggio, i viaggi e la lettura.
Scrittrice e poetessa prolifica, attenta osservatrice di quei fili invisibili che legano le persone nei loro rapporti e che si concretizzano in gesti e comportamenti, trae ispirazione dal senso della vita, traducendola in versi pregni di sentimento.
Nel 2012 pubblica la raccolta E le stelle graffiavano il cielo, seguono Saudade (non solo poesie) e la raccolta di poesie Cieli Di Versi (gds ed). Altre sue liriche sono pubblicate in antologie collettive di Aletti e di Ursini. Nel 2015 con i tipi di Pragmata pubblica Di donne e di Amori, poesie; e Sotto quel grembo di cielo, omaggio ai luoghi e persone d’infanzia; nel 2016 la raccolta di poesie Paesi di bruma; nel 2017 la raccolta di poesie Così io ti amo; nel 2018 una riedizione ampliata della raccolta di poesie Così io ti amo; nel 2019 il romanzo ...e nel tramonto l'abbraccio dell'alba; nel 2020 il romanzo La paura dentro.
Riconoscimenti letterari concessi a Mariella Bernio per le sue opere:
2013 - Primo premio al Concorso Nazionale La Tavolozza Mezzi di Pontedera con le poesie “Ricordi” e “Portami la mimosa”; Primo premio al Concorso Internazionale Chimera d’Oriente a Giffoni V.P. per la poesia “Il sentiero dei larici” e menzione speciale per la poesia “Il ritorno del soldato”; Targa di merito al Concorso Alda Merini, Accademia dei Bronzi di Catanzaro, per la poesia “Amami”; Coppa di merito al Concorso internazionale Finestra Eterea per la poesia “Dimmi dove”.
2014 - Secondo premio ex aequo Concorso Alda Merini, Catanzaro, per la poesia “Uomini”; Primo premio Concorso La Tavolozza Meozzi, Pontedera, per la silloge “Di donne e di amori” ; Coppa speciale al merito al Concorso indetto dall’ “Università della Pace” per la poesia “Uomini”, Premio della Regione Campania, Premio del Presidente, Premio Chimera d’Oriente al Concorso “Chimera d’Oriente” Giffoni Valle Piana per la poesia “Io so volare”; Premio Villa Bruno, San Giorgio a Cremano per la poesia Estemporanea; Targa d’oro per la Poesia per Salvo d’Acquisto al Concorso Universum A. Abruzzo per la poesia “Stabat mater”.
2015 – Primo Premio al Concorso Internazionale Europa di Lugano per la poesia “L’uomo nero”; Primo Premio al Concorso nazionale Tavolozza Meozzi, Pontedera, per il libro edito di poesia “Cieli di versi”; Primo Premio al Concorso Salvo D’Acquisto, Pescara, per il libro edito “Di donne e di amori”; Finalista con targa di merito al Concorso Merini, Accademia dei Bronzi Catanzaro, con la poesia “Stabat mater”; finalista premiata al concorso Villa Bruno, città di Empoli, con la poesia “Il cielo è a due passi”.
2016 - Menzione d’onore Universum Basilicata con le poesie “Scarpette rosse” e “Clochard”; finalista al Concorso Meozzi con la raccolta poetica “Di donne e di amori” e con la poesia “L’ultima notte di Said”; Premio speciale Universum Academy, Lugano - Switzerland, per la poesia inedita “Sera d’angeli di pietra”; inserimento nel Calendario Artistico dell’Accademia dei Bronzi e nell’opera “Repertorio Arte e poesia”; Primo premio assoluto “Città di Viterbo” per il libro edito Paesi di Bruma; Quarta classificata “Accademia delle Muse” - Berlizzi;
2017 - Premio speciale della Presidenza Universum Switzerland per il libro edito Paesi di Bruma. Premio Menzione d'Onore per la poesia “Amore malato, amore assassino” e Attestato di Benemerenza per meriti artistici Concorso Merini – Catanzaro; Inserimento nel Calendario artistico 2018 - Accademia dei Bronzi.
2018 - Premio della giuria al Concorso internazionale Universum di Lugano; Finalista al Concorso “Voci nel deserto” -Frascineto – (CS); Finalista al Concorso internazionale Merini - Accademia dei Bronzi (CZ); Finalista al Concorso internazionale “Per troppa vita che ho nel sangue” – Pasturo (LC).
Sempre per l’anno 2018 Mariella Bernio è stata dichiarata “Poeta dell’anno 2018”.
2019 - Primo premio assoluto al Concorso Letterario Sirmione Lugana; Premio speciale al Concorso letterario int. Academy Universum Sw; Menzione d'onore al Concorso letterario Nuovi Occhi sul Mugello(Fi); Menzione di merito al Concorso Vincenzo Ammirà; Finalista al Premio Accademico intern. Letteratura Contemporanea Seneca (BA); Finalista al Concorso int.le Per troppa vita che ho nel sangue (Pasturo- LC; 3° Premio al Concorso int.le di Poesia e narrativa “Club della poesia” (CS).
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