ECOSTORE-H2 CONCLUDE IL SUO PERCORSO:
NUOVI MATERIALI SOSTENIBILI PER LO STOCCAGGIO DELL'IDROGENO
Si conclude il progetto da 3,8 milioni di euro finanziato
dal PNRR che vede UPO come capofila.
Il 21 luglio a Villa San Remigio l’evento pubblico dedicato
a risultati e prospettive industriali.
Si è concluso
con successo, dopo tre anni e mezzo di intensa attività, il progetto di
ricerca ECOSTORE-H2, un'iniziativa strategica dedicata allo sviluppo
ecosostenibile di polimeri e carboni ultra-porosi per lo stoccaggio e il
trasporto di idrogeno.
Finanziato con
oltre 3,8 milioni di euro dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza
Energetica nell'ambito del PNRR, il progetto è stato coordinato
dall'Università del Piemonte Orientale. Questa sinergia tra mondo
accademico, centri di ricerca e realtà industriali ha affrontato una delle
sfide più complesse per la diffusione dell'idrogeno come vettore energetico,
ovvero la necessità di immagazzinarlo in sicurezza a pressioni nettamente inferiori
rispetto ai sistemi tradizionali.
«Siamo partiti
dall'idea di applicare i principi dell'economia circolare a una tecnologia di
frontiera – ha spiegato il professor Leonardo Marchese, coordinatore del
progetto –. Abbiamo recuperato scarti come polistirene, biomasse e resine
industriali per trasformarli in materiali carbonosi ultra-porosi ad altissima
efficienza. Grazie all'intelligenza artificiale siamo riusciti a prevedere le
loro capacità di stoccaggio dell'idrogeno, portando la tecnologia fuori dal
laboratorio: oggi abbiamo un vero e proprio impianto pilota e un dimostratore
pronto a testare questo sistema di accumulo sicuro e sostenibile in condizioni
reali».
Il successo
dell'iniziativa si deve a una stretta collaborazione multidisciplinare che ha
unito competenze di chimica dei materiali, ingegneria di processo,
modellizzazione e analisi dell'impatto ambientale. Il partenariato ha
visto la partecipazione attiva dell'Università del Piemonte Orientale,
dell'Università degli Studi del Sannio, del Consiglio Nazionale delle Ricerche
(CNR-IPCB), di Stellantis (un tempo Centro Ricerche Fiat) e di SOL S.p.A., con
il supporto fondamentale di Environment Park per studi LCA (Life Cycle
Assesment) e di altre aziende impegnate nello scale-up industriale.
I traguardi
scientifici raggiunti saranno illustrati dettagliatamente il 20 luglio 2026 a
Verbania, nella splendida cornice di Villa San Remigio, durante un
incontro di chiusura riservato ai partner. Il giorno successivo, il 21
luglio, la stessa sede ospiterà l'evento pubblico di presentazione del
progetto, che si offrirà come un'importante occasione di confronto tra
scienza, istituzioni e industria sul futuro della hydrogen economy.
Il programma si
aprirà con i saluti del Rettore dell'Università del Piemonte Orientale professor
Menico Rizzi, e proseguirà con gli interventi del dottor Matteo
Beccuti, Amministratore Delegato di Environment Park e Responsabile del
Polo di Innovazione CLEVER, del professor Leonardo Marchese e di rappresentanti
dei gruppi Stellantis e SOL.
Con la sua
conclusione, ECOSTORE-H2 si afferma come un modello virtuoso di
trasferimento tecnologico capace di generare innovazione ad alto impatto. I
risultati ottenuti non solo accelerano la transizione energetica verso
soluzioni più sicure e sostenibili, ma rafforzano concretamente la
competitività del sistema industriale italiano in due settori chiave per il
futuro: l'idrogeno e i materiali avanzati.
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