CIE, molto più di una carta d’identità: guida completa all’uso, ai servizi digitali e al rapporto con lo SPID

 

Carta d’Identità Elettronica accanto a uno smartphone con le opzioni di accesso digitale tramite CIE e SPID.
La CIE consente di identificarsi, accedere ai servizi online e affiancare lo SPID nelle operazioni digitali. Immagine creata con intelligenza artificiale a solo scopo illustrativo.

La Carta d’Identità Elettronica, comunemente chiamata CIE, non è soltanto il documento che ha sostituito la vecchia carta d’identità cartacea. È contemporaneamente un documento di riconoscimento, un possibile titolo di viaggio e una vera identità digitale rilasciata dallo Stato, attraverso la quale è possibile accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione e dei soggetti privati aderenti. Conoscere tutte le sue funzioni consente di utilizzarla molto meglio e, in molti casi, di evitare la creazione di ulteriori credenziali.

Pier Carlo Lava

Che cos’è la Carta d’Identità Elettronica

La CIE ha le dimensioni di una carta di pagamento ed è realizzata in policarbonato. La fotografia e i dati del titolare sono incisi mediante laser e protetti da ologrammi, inchiostri speciali e altri elementi anticontraffazione. All’interno è presente un microchip contactless, leggibile a breve distanza con uno smartphone dotato di tecnologia NFC o con un apposito lettore collegato al computer.

Nel microchip sono memorizzati i dati anagrafici, la fotografia, il codice fiscale e, per le persone che hanno compiuto almeno 12 anni, due impronte digitali. Sono inoltre presenti le informazioni necessarie per autenticare il titolare nei servizi digitali. Secondo il Ministero dell’Interno, le impronte restano custodite nel microchip e non vengono memorizzate in altre banche dati; possono essere lette soltanto dalle autorità provviste delle necessarie autorizzazioni e non sono accessibili attraverso un normale smartphone o computer. Le caratteristiche tecniche e le tutele sono illustrate nel portale ufficiale della Carta d’Identità Elettronica.

La CIE serve innanzitutto per dimostrare la propria identità fisica negli uffici pubblici, in banca, alle Poste, durante un controllo o in tutte le altre situazioni nelle quali è richiesto un documento di riconoscimento. Se rilasciata valida per l’espatrio, può essere utilizzata dai cittadini italiani per viaggiare nell’Unione europea e negli altri Paesi che accettano la carta d’identità italiana. Prima di partire è comunque sempre opportuno verificare i documenti richiesti dal Paese di destinazione sul portale Viaggiare Sicuri.

L’identità digitale contenuta nella CIE

La funzione meno conosciuta è quella di identità digitale. Quando su un sito compare il pulsante “Entra con CIE”, il cittadino può identificarsi senza creare un nuovo account per quel servizio. La CIE può essere utilizzata, per esempio, per consultare pratiche previdenziali, servizi sanitari regionali, fascicoli amministrativi, certificati anagrafici, tributi, concorsi, servizi scolastici e universitari, bonus e numerose altre prestazioni pubbliche.

La CIE può dare accesso anche ai servizi online di alcuni soggetti privati aderenti. Grazie al sistema europeo eIDAS, può inoltre essere riconosciuta per accedere a determinati servizi digitali offerti in altri Paesi dell’Unione europea. Il servizio deve però mostrare espressamente l’opzione “Entra con CIE”: il semplice possesso della carta non garantisce che ogni portale sia già predisposto per accettarla.

Esistono tre livelli di autenticazione, scelti dal servizio in base alla delicatezza dell’operazione richiesta. Il livello 1 utilizza una coppia di credenziali, il livello 2 aggiunge un secondo fattore di sicurezza, come un codice temporaneo o una conferma tramite applicazione, mentre il livello 3 richiede il possesso materiale della carta, la conoscenza del PIN e la lettura del microchip. Il terzo è quindi il livello più sicuro.

Come attivare le credenziali CIE di livello 1 e 2

Per utilizzare la modalità più semplice è necessario attivare le credenziali CIE attraverso il portale ufficiale del Ministero dell’Interno. La procedura può essere avviata anche subito dopo la richiesta del documento al Comune, utilizzando il codice fiscale, il numero della CIE e alcune cifre della prima metà del PUK riportate sulla ricevuta. In alternativa, chi possiede già la carta può eseguire prima un accesso di livello 3 e completare successivamente l’attivazione.

Durante la registrazione occorre indicare e verificare un indirizzo e-mail e un numero di cellulare, quindi impostare le credenziali richieste. Questi contatti sono molto importanti perché possono essere utilizzati per le comunicazioni di sicurezza e per il recupero del PUK. È consigliabile inserire recapiti personali, aggiornati e realmente accessibili dal titolare della carta.

Una volta completata l’attivazione, sui portali abilitati bisogna selezionare “Entra con CIE”, scegliere l’accesso con le credenziali di livello 1 o 2 e seguire le istruzioni mostrate. Per il livello 2, dopo l’inserimento delle credenziali, viene richiesta una seconda conferma attraverso l’app CieID o, quando previsto dalla configurazione scelta, tramite un codice ricevuto sul cellulare.

Questa modalità è particolarmente utile per chi possiede uno smartphone privo di NFC. La tecnologia NFC, infatti, è indispensabile per leggere direttamente il microchip e usare il livello 3, ma non è necessaria per utilizzare le credenziali CIE di livello 1 e 2. Le procedure ufficiali di attivazione sono disponibili nella sezione Entra con CIE – Livelli 1 e 2.

Come usare la CIE con l’app CieID e il livello 3

Per utilizzare il livello più elevato di sicurezza bisogna scaricare gratuitamente l’applicazione ufficiale CieID sul proprio smartphone. Il telefono deve essere dotato di tecnologia NFC, la stessa impiegata per i pagamenti contactless. Dopo aver aperto l’app, si registra la carta inserendo il PIN completo di otto cifre e avvicinando la CIE alla parte dello smartphone nella quale è collocato il lettore NFC.

Quando si accede a un servizio direttamente dal telefono, dopo aver scelto “Entra con CIE” si apre l’app CieID, si inseriscono le ultime quattro cifre del PIN e si avvicina la carta allo smartphone. In alcuni casi l’app consente di abilitare il riconoscimento biometrico del telefono per rendere più rapidi gli accessi successivi, secondo le modalità consentite dal servizio.

Se invece il sito viene aperto dal computer, è possibile scegliere l’accesso con l’app, inquadrare con lo smartphone il codice QR mostrato sullo schermo e completare il riconoscimento tramite CieID. In alternativa si può collegare al computer un lettore contactless compatibile, installare il Software CIE e utilizzare direttamente la carta.

Il Ministero precisa che l’app CieID consente di accedere con il massimo livello di sicurezza e di velocizzare l’autenticazione tramite codice QR. Non bisogna confonderla con CieSign, che è invece l’applicazione destinata alla firma elettronica dei documenti.

PIN e PUK: che cosa sono e perché vanno conservati

Al momento della richiesta al Comune vengono consegnate le prime quattro cifre del PIN e le prime quattro cifre del PUK. Le restanti quattro cifre di entrambi i codici arrivano insieme alla CIE. Occorre quindi unire le due metà: il PIN completo è formato da otto cifre e anche il PUK completo ne contiene otto.

Il PIN serve per autenticarsi e utilizzare la carta. Il PUK è il codice di recupero che permette di impostare un nuovo PIN quando quello precedente è stato dimenticato o bloccato. I due codici non devono essere conservati nel portafoglio insieme alla CIE e non devono essere comunicati ad altre persone.

Se si perde il PIN ma si possiede ancora il PUK, è possibile impostarne uno nuovo attraverso l’app CieID oppure mediante il Software CIE installato sul computer. Se è stato smarrito anche il PUK, lo si può recuperare attraverso l’app CieID, a condizione che alla propria identità digitale siano stati associati un indirizzo e-mail o un numero di cellulare. Per la procedura occorrono uno smartphone NFC, la carta, il suo numero di serie e i contatti comunicati durante la richiesta. Le indicazioni sono disponibili nella guida ministeriale dedicata al recupero del PUK.

CIE e SPID: differenze e rapporto tra i due sistemi

La CIE non contiene lo SPID e i due strumenti non sono la stessa cosa. La CIE è un documento fisico e un’identità digitale pubblica garantita direttamente dallo Stato. Lo SPID, acronimo di Sistema Pubblico di Identità Digitale, è invece un insieme di credenziali rilasciate da uno dei gestori di identità accreditati dall’Agenzia per l’Italia Digitale.

Con lo SPID si accede ai servizi online inserendo il nome utente e la password e completando, normalmente, la verifica tramite l’applicazione o il codice temporaneo del proprio gestore. Con la CIE si può entrare utilizzando le credenziali attivate oppure, al livello 3, leggendo materialmente il microchip della carta. Anche SPID prevede differenti livelli di sicurezza, ma nella pratica la maggior parte degli accessi ordinari utilizza il secondo livello.

Entrambi permettono di consultare molti servizi di INPS, Agenzia delle Entrate, Comuni, Regioni, scuole, università e altre amministrazioni. Se un portale mostra sia “Entra con SPID” sia “Entra con CIE”, il cittadino può scegliere liberamente. Non è necessario possederli entrambi: per la maggior parte dei servizi è sufficiente uno dei due strumenti, purché il portale lo accetti.

Avere sia CIE sia SPID può tuttavia risultare comodo come soluzione di riserva. Se l’app di un gestore SPID non funziona, si può provare a entrare con la CIE; se non si ha la carta a portata di mano o il telefono non dispone di NFC, può essere più pratico usare SPID oppure le credenziali CIE di livello 1 e 2. Il portale dell’Agenzia per l’Italia Digitale spiega che SPID consente l’accesso ai servizi pubblici e privati aderenti attraverso un’unica identità digitale.

La CIE può essere utilizzata anche durante la procedura richiesta da alcuni gestori per ottenere o attivare lo SPID, perché consente di riconoscere con sicurezza il richiedente. Questo non significa però che lo SPID venga memorizzato nella carta: le due identità rimangono autonome e vengono gestite attraverso sistemi differenti.

Firmare documenti elettronici con la CIE

La CIE può essere utilizzata come dispositivo di Firma Elettronica Avanzata, attraverso l’app CieSign su uno smartphone NFC oppure mediante un lettore contactless e il Software CIE su computer. È possibile firmare file PDF e altre tipologie di documento, producendo firme nei formati PAdES o CAdES.

Per firmare occorre avere materialmente la carta e conoscere il PIN. Il documento firmato può essere inviato tramite posta elettronica o altri sistemi di comunicazione. La firma con CIE non deve però essere confusa automaticamente con una firma elettronica qualificata: per alcuni atti particolari, come determinate transazioni immobiliari, la legge richiede una forma di firma di livello superiore. Le caratteristiche e i limiti sono spiegati nella pagina ministeriale Firma con CIE – CieSign.

Come richiedere la CIE ad Alessandria

Ad Alessandria il rilascio avviene su appuntamento. È necessaria la presenza dell’interessato, anche quando si tratta di un minore, e bisogna presentare una fototessera recente conforme alle prescrizioni ministeriali e la precedente carta d’identità. In caso di furto o smarrimento occorre portare la relativa denuncia.

Per prenotare si può utilizzare il servizio online del Comune, recarsi allo sportello dedicato al piano terra del Palazzo comunale, telefonare al numero 0131 515486, scrivere ad anagrafe@comune.alessandria.it oppure chiamare il numero verde dell’Anagrafe 800 755464. Per ogni persona deve essere fissato uno specifico appuntamento.

Il costo indicato dal Comune è di 22,21 euro per il primo rilascio, il normale rinnovo e il duplicato in seguito a furto con denuncia. È di 27,37 euro per i duplicati conseguenti a deterioramento, distruzione integrale o smarrimento. La carta viene prodotta dal Poligrafico dello Stato e spedita generalmente entro sei giorni lavorativi; nel frattempo viene consegnato un foglio sostitutivo valido come documento di riconoscimento esclusivamente in Italia.

La CIE ha una validità di tre anni per i bambini sotto i tre anni, cinque anni tra i tre e i diciotto anni e circa dieci anni per i maggiorenni, con scadenza adeguata al compleanno del titolare secondo le regole vigenti. Dai 12 anni vengono acquisite le impronte digitali e la firma grafica. Durante la richiesta, il cittadino maggiorenne può inoltre esprimere il consenso, il diniego oppure scegliere di non pronunciarsi sulla donazione di organi e tessuti.

Che cosa fare in caso di furto o smarrimento

In caso di perdita o furto della CIE bisogna presentare una denuncia alle autorità di Pubblica Sicurezza e chiedere il blocco del documento contattando il numero ministeriale 800 098558. Per il blocco possono essere richiesti nome, cognome, codice fiscale, numero di serie della carta se disponibile ed estremi della denuncia.

Successivamente bisogna consegnare la denuncia al Comune e richiedere un nuovo documento. È utile conservare separatamente una copia del numero della CIE e dei codici di sicurezza, evitando naturalmente di lasciare PIN, PUK e carta nello stesso luogo.

La CIE è dunque molto più di una tessera da mostrare quando viene richiesta l’identificazione. Se configurata correttamente, diventa una chiave personale per i servizi digitali, permette accessi con diversi livelli di sicurezza, può affiancare o sostituire lo SPID in numerose operazioni e consente persino di firmare documenti elettronici. Il primo passo è conservare PIN e PUK, attivare le credenziali e installare soltanto le applicazioni ufficiali.

Guida completa alla Carta d’Identità Elettronica italiana, con spiegazioni sulle funzioni del documento, sull’identità digitale, sull’app CieID, sui livelli di sicurezza, sui codici PIN e PUK, sulla firma elettronica, sul rapporto con lo SPID e sulle modalità di rilascio nel Comune di Alessandria.

GEO

La guida è rivolta in particolare ai cittadini del Comune di Alessandria, in Piemonte, che possono richiedere la Carta d’Identità Elettronica presso l’Ufficio Anagrafe comunale in piazza della Libertà 1. Le funzioni digitali, le regole di sicurezza e le modalità di utilizzo della CIE valgono su tutto il territorio nazionale.

Per approfondire l’attualità nazionale, la cronaca, la cultura e le notizie dal territorio, visita anche Alessandria Post e Italian News Post.



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