Carlo Gilardenghi, il partigiano “Dario” che dedicò la vita alla cultura e alla memoria democratica di Alessandria

 

Carlo Gilardenghi, partigiano con il nome di battaglia “Dario”, ritratto in una fotografia storica tra altre persone durante i giorni della Resistenza.

Carlo Gilardenghi, figura centrale dell’antifascismo e della vita culturale alessandrina, fu partigiano, amministratore comunale e tra i fondatori dell’ISRAL, oggi intitolato alla sua memoria. Fotografia pubblicata dalla pagina Facebook Visita Alessandria con riferimento all’ISRAL.

Carlo Gilardenghi è stato una delle figure più significative della vita politica, culturale e civile di Alessandria nel secondo Novecento. Partigiano durante la guerra di Liberazione, amministratore comunale, dirigente politico e tra i fondatori dell’ISRAL, dedicò gran parte della propria esistenza alla scuola, alla ricerca storica e alla trasmissione dei valori democratici alle nuove generazioni.

La fotografia storica che accompagna questo articolo è stata pubblicata sulla pagina Facebook “Visita Alessandria”, che indica come riferimento l’ISRAL – Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria “Carlo Gilardenghi”. L’immagine restituisce il volto di un giovane protagonista della Resistenza e permette di avvicinarsi, anche visivamente, a una storia profondamente legata alla città.

Il suo cognome viene talvolta ricordato o trascritto erroneamente come Girardenghi, probabilmente per l’assonanza con quello del celebre ciclista Costante Girardengo. La forma corretta è invece Gilardenghi, come riportato nella denominazione ufficiale dell’Istituto storico alessandrino oggi intitolato alla sua memoria.

Un ricordo personale

"Ho abitato, e abito tuttora, nello stesso condominio nel quale vivevano Carlo Gilardenghi e sua moglie. Ho quindi avuto la possibilità di conoscerli non soltanto attraverso la dimensione pubblica, politica e culturale, ma anche come persone nella vita di ogni giorno.

Erano entrambi persone di grande educazione, preparazione e sensibilità. Amavano la cultura, la conoscenza e il confronto. Sua moglie è mancata molti anni dopo il marito, dopo aver superato i cento anni. Il ricordo che conservo di entrambi è quello di due persone corrette, riservate e profondamente colte, capaci di lasciare un’impressione positiva anche nei rapporti quotidiani più semplici.

Quando una personalità assume un rilievo storico, si rischia talvolta di ricordarne soltanto gli incarichi, le battaglie politiche e le iniziative pubbliche. Nel caso di Carlo Gilardenghi, alla storia del partigiano e dell’amministratore si affianca il ricordo di un uomo disponibile, sobrio e attento, inserito con naturalezza nella vita del proprio quartiere e della comunità."

Dalla dittatura alla scelta antifascista

Carlo Gilardenghi nacque nel 1923 e appartenne alla generazione cresciuta interamente durante il regime fascista. La guerra, la caduta di Mussolini e soprattutto l’armistizio dell’8 settembre 1943 rappresentarono, per lui e per molti giovani dell’epoca, un passaggio decisivo.

L’occupazione tedesca, la nascita della Repubblica sociale italiana e la persecuzione degli oppositori imposero scelte difficili. Gilardenghi maturò la propria coscienza antifascista e decise di partecipare alla Resistenza, assumendo il nome di battaglia “Dario”.

La sua attività partigiana è collegata alla 108ª Brigata Garibaldi “Rossi”, formazione operante nell’ambito della Resistenza alessandrina. Diverse ricostruzioni lo ricordano anche come commissario politico della brigata, incarico che nelle formazioni partigiane aveva il compito di sostenere la preparazione politica, la coesione del gruppo e la consapevolezza delle finalità della lotta di Liberazione.

La partecipazione alla Resistenza non rappresentò per Gilardenghi soltanto una parentesi giovanile. L’esperienza della clandestinità, della guerra e della lotta contro il nazifascismo determinò le scelte compiute nel dopoguerra e il suo modo di intendere la politica, la scuola e la cultura.

Il dopoguerra e l’impegno nel Comune di Alessandria

Terminata la guerra, Gilardenghi proseguì il proprio impegno nelle istituzioni democratiche e nel Partito Comunista Italiano, diventando uno degli esponenti di maggiore rilievo del PCI alessandrino.

Partecipò a lungo alla vita amministrativa della città. Fu assessore comunale alla Pubblica istruzione per circa dieci anni e consigliere comunale per un periodo complessivo indicato in circa venticinque anni.

L’incarico alla Pubblica istruzione rispecchiava una delle sue convinzioni più profonde: la democrazia non può vivere soltanto attraverso elezioni, partiti e istituzioni formali, ma ha bisogno di cittadini istruiti, consapevoli e capaci di conoscere criticamente la storia.

La scuola, la lettura e l’accesso alla cultura erano per Gilardenghi strumenti essenziali di emancipazione personale e collettiva. La sua attività amministrativa non può quindi essere separata dall’impegno culturale che caratterizzò tutta la sua esistenza.

Per chi aveva vissuto la propaganda e la censura fascista, garantire alle nuove generazioni un’istruzione libera e aperta rappresentava una parte fondamentale della ricostruzione democratica del Paese.

La nascita dell’ISRAL

Nel 1977 Carlo Gilardenghi fu tra i fondatori dell’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria, conosciuto con l’acronimo ISRAL.

L’Istituto nacque per raccogliere, conservare e studiare la documentazione relativa alla Resistenza e alla storia del Novecento alessandrino. Nel corso degli anni ha ampliato la propria attività alla ricerca storica, alla didattica, alla formazione degli insegnanti, alla conservazione archivistica e bibliotecaria e all’organizzazione di incontri e iniziative culturali.

Gilardenghi non fu soltanto uno dei fondatori dell’ISRAL. Lo presiedette per circa vent’anni, contribuendo in modo decisivo alla sua crescita e alla sua affermazione come punto di riferimento per la città, la provincia e la rete nazionale degli istituti storici della Resistenza.

La scelta di creare un istituto dedicato alla ricerca nasceva dalla consapevolezza che la memoria, senza documenti e senza studio, rischia di indebolirsi, deformarsi o trasformarsi in semplice retorica.

Per Gilardenghi ricordare la Resistenza non significava limitarsi alle commemorazioni. Significava raccogliere testimonianze, salvare archivi, ricostruire i fatti e mettere a disposizione degli studiosi e delle scuole gli strumenti necessari per comprendere il passato.

Un istituto intitolato alla sua memoria

Carlo Gilardenghi morì nel 2003. Nel 2006 l’ISRAL venne ufficialmente intitolato alla sua memoria, riconoscendo il ruolo fondamentale che aveva svolto nella fondazione e nello sviluppo dell’istituzione.

La denominazione completa è oggi Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria “Carlo Gilardenghi”.

L’intitolazione non rappresenta soltanto un omaggio formale. Ricorda un uomo che comprese quanto fosse importante trasformare l’esperienza personale della Resistenza in un patrimonio storico accessibile all’intera comunità.

L’ISRAL continua a conservare documenti riguardanti le formazioni partigiane, i Comitati di liberazione nazionale, i movimenti politici, le organizzazioni sociali e la vita culturale del territorio. Svolge inoltre attività di ricerca, divulgazione e formazione e mantiene un rapporto costante con le scuole.

La memoria come responsabilità civile

L’eredità di Carlo Gilardenghi non appartiene soltanto al passato. In un periodo nel quale la storia viene spesso semplificata, utilizzata come terreno di scontro politico o deformata attraverso informazioni prive di fondamento, il suo metodo conserva una grande attualità.

Studiare prima di giudicare, documentare prima di affermare e conoscere per difendere la democrazia sono principi che attraversano la sua esperienza di partigiano, amministratore e promotore culturale.

La memoria della Resistenza, nella sua visione, non doveva essere una celebrazione astratta. Doveva aiutare a comprendere il valore della libertà, il funzionamento delle istituzioni democratiche e le conseguenze prodotte dalla dittatura, dalla guerra e dalla negazione dei diritti.

Un uomo colto e una presenza familiare

La storia pubblica di Carlo Gilardenghi è importante, ma per chi ebbe modo di incontrarlo resta anche il ricordo umano. Dietro il partigiano, l’assessore, il consigliere comunale e il presidente dell’ISRAL vi era una persona profondamente legata ad Alessandria.

Conoscere personalmente lui e sua moglie, incontrarli nello stesso condominio e osservarne la semplicità nella vita quotidiana consente di aggiungere alla biografia istituzionale un elemento che spesso manca nei racconti storici: la qualità della persona.

Erano due persone che amavano la cultura non come forma di distinzione, ma come occasione di crescita e dialogo. La loro preparazione si accompagnava alla correttezza e alla discrezione. Anche per questo il loro ricordo rimane vivo in chi li ha conosciuti.

Una storia che appartiene ad Alessandria

Carlo Gilardenghi non ha lasciato alla città soltanto gli incarichi ricoperti, i documenti conservati o l’Istituto che porta il suo nome. Ha lasciato un modo di intendere la cultura come responsabilità civile e la memoria come impegno verso il futuro.

La sua storia attraversa alcuni dei momenti più importanti del Novecento italiano: la dittatura fascista, la guerra, la Resistenza, la ricostruzione democratica, l’impegno nei Comuni e la nascita degli istituti storici.

Ricordare Gilardenghi significa quindi ricordare anche la storia di Alessandria e di una generazione che, dopo aver combattuto per la libertà, dedicò il dopoguerra alla costruzione delle istituzioni democratiche.

Fonte fotografica: pagina Facebook “Visita Alessandria”. Documentazione e approfondimenti storici: ISRAL – Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria “Carlo Gilardenghi”.

La storia di Carlo Gilardenghi, nome di battaglia “Dario”: partigiano, esponente del PCI alessandrino, assessore alla Pubblica istruzione, consigliere comunale e fondatore dell’ISRAL, istituto intitolato alla sua memoria nel 2006.

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Per approfondire la storia, la cultura, l’attualità e le notizie dal territorio, visita anche Alessandria Post e Italian News Post.

Fonte dell’immagine: Fotografia storica pubblicata dalla pagina Facebook Visita Alessandria, con riferimento all’ISRAL – Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria “Carlo Gilardenghi”.

Fonti e approfondimenti: Ricostruzione elaborata attraverso le informazioni storiche dell’ISRAL e le fonti dedicate alla Resistenza e alla vita politica e culturale alessandrina. Il ricordo personale di Carlo Gilardenghi e di sua moglie è di Pier Carlo Lava, che abita ancora oggi nello stesso condominio nel quale vivevano.


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