Pippo Bunorrotri
Viviamo intrappolati in una fretta cronica, misuriamo l'esistenza in scadenze, rincorriamo i minuti, cerchiamo scorciatoie persino nei secondi. In questa battaglia invisibile e silenziosa contro il tempo, finiamo spesso per dimenticare la persona più importante: noi stessi.
Questa Poesia, ci ricorda che gran parte della nostra stanchezza nasce dallo sforzo di "conquistare il tempo degli altri".
Viviamo per soddisfare aspettative altrui, accumulando tensioni in quelle che Bunorrotri definisce, con una folgorante intuizione poetica, "battaglie senza guerra". Le nostre giornate diventano pesanti e le notti si trasformano in foreste di ombre.
Ma c'è un momento esatto in cui tutto può cambiare,
basta fermarsi e guardare il mondo da una prospettiva diversa.
Con versi che costruiscono una immagine visiva di rara bellezza, dove i colori del cielo si fondono con lo specchio del mare blu, ci mostra quel preciso istante di sosta in cui avviene il miracolo della consapevolezza: capire che non abbiamo più bisogno di combattere, né di correre.
Governare il proprio destino non significa controllare tutto, ma riappropriarsi della pazienza. Significa sedersi nella "sala d'attesa del proprio tempo" senza risentimento o amarezza, ma con una rinnovata speranza.
Il messaggio più commovente e rivoluzionario risiede nella conclusione, dove emerge tutto il talento lirico dell'autore. Bunorrotri ci invita a raccogliere i pezzi, a mettere insieme le parole dei sogni che avevamo abbandonato lungo la strada e ci mostra come le ferite del passato non sono fardelli da nascondere, ma materia viva da trasformare in arte, poesia, metafore.
E anch'io, in questo mio articolo, vi invito a fermarvi, a respira e, proprio come fa il poeta nei suoi versi, trasformare la polvere del vostro cammino nel capolavoro della vostra rinascita.
Giuseppina De Biase
Vivimos atrapados en una prisa crónica, medimos la existencia en plazos, perseguimos los minutos, buscamos atajos incluso en los segundos. En esta batalla invisible y silenciosa contra el tiempo, a menudo terminamos por olvidar a la persona más importante: nosotros mismos.
Esta poesía nos recuerda que gran parte de nuestro cansancio nace del esfuerzo de "conquistar el tiempo de los demás". Vivimos para satisfacer expectativas ajenas, acumulando tensiones en lo que Bunorrotri define, con una deslumbrante intuición poética, como "batallas sin guerra". Nuestros días se vuelven pesados y las noches se transforman en bosques de sombras.
Pero hay un momento exacto en que todo puede cambiar, basta con detenerse y mirar el mundo desde una perspectiva diferente. Con versos que construyen una imagen visual de rara belleza, donde los colores del cielo se funden con el espejo del mar azul, nos muestra ese preciso instante de pausa en el que ocurre el milagro de la conciencia: comprender que ya no necesitamos luchar ni correr.
Gobernar el propio destino no significa controlarlo todo, sino reapropiarse de la paciencia. Significa sentarse en la "sala de espera de nuestro propio tiempo" sin resentimiento ni amargura, sino con una renovada esperanza.
El mensaje más conmovedor y revolucionario reside en la conclusión, donde emerge todo el talento lírico del autor. Bunorrotri nos invita a recoger los pedazos, a unir las palabras de los sueños que habíamos abandonado a lo largo del camino, y nos muestra que las heridas del pasado no son cargas que esconder, sino materia viva para transformar en arte, poesía, metáforas.
Y yo también, en este artículo mío, os invito a deteneros, a respirar y, tal como hace el poeta en sus versos, a transformar el polvo de vuestro camino en la obra maestra de vuestro renacer.
Giuseppina De Biase
CAMINO
He caminado…
en el camino sinuoso de los días
en los senderos de las horas,
con los atajos de los minutos
con los desvíos de los segundos,
detrás de las prisas del momento.
He caminado…
en las veredas del tiempo
contando los pasos del reloj de arena
llenando la mente de ilusiones y fantasías
y el alma de miedos, tristezas, heridas, silencios
y de sonrisas y lágrimas invisibles
en los lamentos de un suspiro.
Cada camino,
era una batalla sin guerra
un sendero de sables
que en cada amanecer se renovaba,
los días pesaban
en sus batallas invisibles
de querer conquistar
el tiempo de otros,
y las noches eran bosques
de sombras y penumbras
donde hacías hogueras
invocando meigas,
mas la memoria se negaba
a quemar lo recuerdos
de esa batalla,
en el fuego
de la hoguera
del olvido.
En el amanecer…
de un día de rojiza alba
me detuve a observarlo
con una mirada diferente,
viendo como la rojiza alba
se fundía en el espejo
del azul mar
y su reflejo iluminaba
un nuevo horizonte.
Comprendí…
que ya no necesitaba batallas
ni caminar en las prisas del momento
en los senderos de las horas
con los atajos de los minutos
con los desvíos de los segundos,
que yo solo quería tiempo
para gobernar
mi destino.
Entonces…
sin tristeza ni rencor ni amargura,
con la paciencia de mi tiempo perdido
y la esperanza
de un anhelo y un deseo
en la sala de espera de mi tiempo
comencé a hilvanar las palabras
de mis sueños…
esos que había abandonado
por las batallas sin guerra,
transformando las heridas
de mis batallas
en las metáforas de mis versos
que hablan del polvo
del camino de los días.
Pippo Bunorrotri
CAMMINO
Ho camminato…
sul tortuoso sentiero dei giorni
sui sentieri delle ore,
con le scorciatoie dei minuti
con le deviazioni dei secondi,
dietro alla fretta del momento.
Ho camminato…
sui sentieri del tempo
contando i passi della clessidra
riempiendo la mente di illusioni e fantasie
e l'anima di paure, tristezze, ferite, silenzi
e di sorrisi e lacrime invisibili
nei lamenti di un sospiro.
Ogni percorso,
Era una battaglia senza guerra.
un sentiero di sciabole
che si rinnovava ad ogni alba,
le giornate erano pesanti
nelle loro battaglie invisibili
nel voler conquistare
il tempo degli altri,
e le notti erano foreste
di ombre e crepuscolo
dove accendevi falò
invocando le streghe,
Ma la memoria si rifiutava
di bruciare i ricordi
di quella battaglia,
nel fuoco
dal falò
dell'oblio.
All'alba…
di un giorno di alba rossastra
Mi fermai ad osservarlo
con una prospettiva diversa,
guardando l'alba rossastra
fondersi nello specchio
del mare blu
e il suo riflesso illuminava
un nuovo orizzonte.
Ho capito…
che non avevo più bisogno di battaglie
Né camminare nella fretta del momento
sui sentieri delle ore
con le scorciatoie dei minuti
con le deviazioni dei secondi,
che volevo solo del tempo
Per governare
il mio destino.
COSÌ…
senza tristezza, risentimento o amarezza,
con la pazienza del mio tempo perduto
e la speranza
di nostalgia e desiderio
nella sala d'attesa del mio tempo
Ho iniziato a mettere insieme le parole
dei miei sogni…
quelli che avevo abbandonato
per battaglie senza guerra,
trasformando le ferite
delle mie battaglie
nelle metafore dei miei versi
che parlano della polvere
del cammino dei giorni.
Pippo Bunorrotri
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