| Un autovelox lungo una strada italiana: dal 12 luglio cambiano le regole per omologazione, taratura e utilizzo dei dispositivi. |
Il decreto sull’omologazione entra in vigore alle 00.01 di domenica 12 luglio. Restano attivi circa 3.150 dispositivi; i numeri degli spegnimenti, però, non coincidono del tutto.
Da mezzanotte cambia davvero il modo in cui vengono controllati i limiti di velocità sulle strade italiane. Entra in vigore il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che fissa, dopo decenni di incertezza, procedure uniformi per l’omologazione, la taratura e la verifica degli autovelox. La conseguenza più immediata è lo stop temporaneo per centinaia di apparecchi che non rientrano, al momento, nei requisiti previsti.
Pier Carlo Lava - Alessandria Post - italianewspost.com
Il dato più citato parla di 1.204 dispositivi destinati a spegnersi, su un censimento nazionale di 4.060 apparecchi. Il MIT, tuttavia, indica una cifra inferiore: circa 850 autovelox per i quali i produttori dovranno chiedere l’omologazione del prototipo, mentre circa 3.150 dispositivi potranno continuare a operare. La differenza dipende in larga parte dalla classificazione e dall’aggiornamento di alcuni sistemi Tutor: per questo è corretto parlare di oltre mille apparecchi potenzialmente coinvolti, ma senza trasformare il dato in una certezza assoluta e uniforme per tutte le strade.
Non si tratta di autovelox guasti o necessariamente imprecisi. Il nodo è giuridico e tecnico: fino a oggi molti dispositivi erano stati approvati, ma l’iter di omologazione non era stato definito in modo organico. Le pronunce della Cassazione avevano più volte ribadito la distinzione tra approvazione e omologazione, aprendo un contenzioso molto ampio fra automobilisti ed enti locali.
Con il nuovo decreto, i modelli che rispondono ai requisiti indicati nell’allegato tecnico possono restare in funzione, a condizione di avere taratura valida e verifiche periodiche regolari. Gli altri dovranno completare la procedura prevista prima di poter tornare a essere utilizzati per accertare le violazioni e far partire una sanzione. Il provvedimento introduce anche maggiori garanzie per i dati raccolti, con crittografia, firma digitale e oscuramento dei volti nelle immagini frontali.
Le vecchie multe non vengono cancellate automaticamente. Il decreto non rende retroattivamente valide o nulle le sanzioni già elevate: restano possibili contestazioni nei casi e nei termini stabiliti dalla legge, mentre i giudizi già aperti seguiranno il loro percorso. Da domenica, invece, un dispositivo non conforme non potrà essere impiegato fino all’eventuale completamento dell’omologazione.
La novità arriva all’inizio dell’esodo estivo e richiede un messaggio netto: lo spegnimento di alcuni apparecchi non è un invito a correre. L’eccesso di velocità resta fra le principali cause di incidenti gravi; la riforma punta a rendere i controlli più trasparenti, verificabili e solidi dal punto di vista amministrativo, non a ridurre l’attenzione sulla sicurezza stradale.
Per gli automobilisti dell’Alessandrino, come per quelli di tutta Italia, sarà utile consultare l’elenco nazionale e verificare la presenza dei dispositivi sul territorio. La banca dati del MIT riporta ente accertatore, strada, marca e modello, ma lo stato operativo effettivo dovrà essere confermato dagli enti e dalle forze di polizia competenti.
Geo: Italia, Alessandria, Piemonte, Roma, 11 luglio 2026.
Per ulteriori approfondimenti: decreto e disciplina degli autovelox sul sito del MIT e lista nazionale dei dispositivi censiti. Sui numeri non perfettamente coincidenti tra censimento e nota ministeriale: ricostruzione del Corriere della Sera.
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Immagine creata con intelligenza artificiale a solo scopo illustrativo.
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