Attentato al Pride di Berlino, un morto e 16 feriti: la Germania torna a fare i conti con la paura

 

Furgone bianco contro un albero e soccorritori sul luogo dell’attentato al Pride di Berlino.
Una rappresentazione dell’intervento dei soccorritori dopo l’attacco contro la folla riunita per il Pride di Berlino.

Un furgone bianco è piombato sulla folla riunita per il Christopher Street Day di Berlino, provocando la morte di una donna e il ferimento di almeno 16 persone. L’attacco è avvenuto intorno alle 22 di sabato 25 luglio 2026 nel Tiergarten, il grande parco della capitale tedesca, mentre centinaia di migliaia di persone stavano partecipando a uno dei più importanti Pride d’Europa. Il mezzo, dopo avere percorso un tratto del parco investendo numerosi presenti, si è schiantato contro un albero ed è stato trovato vuoto. La polizia ha aperto un’indagine per sospetto attentato e ha avviato una vasta caccia all’uomo.

Pier Carlo Lava

Il bilancio provvisorio parla di una donna morta e 16 feriti, inizialmente indicati dai soccorritori come cinque lievi, otto gravi e tre in pericolo di vita. Nella tarda mattinata di domenica la Charité di Berlino ha comunicato di avere assistito otto persone: quattro erano già state dimesse, mentre altre quattro si trovavano in terapia intensiva, ma in quel momento non risultavano in pericolo di vita. Il dato riguarda tuttavia soltanto i pazienti ricoverati nella struttura e non consente ancora di definire complessivamente le condizioni di tutti i feriti. Una trentina di persone ha inoltre ricevuto assistenza psicologica per lo choc subito. Tagesschau

La dinamica potrebbe essere stata ancora più complessa dell’investimento volontario. Alcuni feriti presenterebbero infatti lesioni provocate da armi da taglio. Gli investigatori stanno cercando di capire se, dopo la corsa del veicolo, vi sia stata una seconda fase dell’attacco e se dal furgone siano scese una o più persone. Non è quindi ancora certo se abbia agito un solo responsabile o se esistesse un gruppo organizzato. Il conducente sarebbe fuggito a piedi dopo lo schianto, mentre tutta la zona è stata isolata per consentire i rilievi e la ricerca di eventuali armi o altri elementi utili.

La polizia ha diffuso la fotografia di un ventunenne, indicato con il nome abbreviato di Abdul B., chiedendo la collaborazione della popolazione per rintracciarlo. Il giovane, descritto come potenzialmente armato e pericoloso, sarebbe già conosciuto dalle autorità e verrebbe collocato nell’ambiente islamista berlinese. Secondo informazioni raccolte da alcuni media tedeschi, sarebbe stato considerato un soggetto radicalizzato e avrebbe tentato di raggiungere la Siria per unirsi all’organizzazione terroristica Stato Islamico. Avrebbe inoltre trascorso alcuni mesi in custodia cautelare nell’ambito di un procedimento per la presunta preparazione di un grave reato contro la sicurezza dello Stato. Questi elementi, tuttavia, dovranno essere verificati nell’inchiesta e non dimostrano ancora quale sia stato il suo eventuale ruolo nell’attacco. Tagesschau

Una perquisizione eseguita nel quartiere berlinese di Schöneberg non ha portato alla cattura del ricercato. Rimane da accertare se il ventunenne fosse alla guida, se viaggiasse come passeggero oppure se abbia avuto un’altra funzione. Il furgone sarebbe stato noleggiato a suo nome, circostanza importante ma non ancora sufficiente per attribuirgli materialmente la responsabilità della strage. La Procura generale di Berlino e l’Ufficio criminale del Land stanno conducendo le indagini; la Procura federale potrebbe subentrare qualora venisse definitivamente confermata la matrice terroristica.

Il Christopher Street Day è stato immediatamente interrotto e gli organizzatori hanno invitato i partecipanti ad allontanarsi con calma, evitando il Tiergarten e la Colonna della Vittoria. Sono state cancellate anche le iniziative previste per domenica. Il cancelliere Friedrich Merz ha definito quanto accaduto un attacco alla società tedesca e ha promesso che i responsabili saranno individuati e perseguiti. Il sindaco di Berlino Kai Wegner ha parlato di un’aggressione contro una città libera, tollerante e aperta al mondo. Reuters

L’attacco arriva in un momento particolarmente delicato per la sicurezza della Germania. Soltanto il 18 luglio il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt aveva annunciato il passaggio da una minaccia considerata “astratta” a un livello di pericolo elevato, affermando che il rischio di nuovi attentati doveva essere preso in considerazione in qualsiasi momento. Le autorità avevano segnalato possibili minacce contro infrastrutture, istituzioni e persone, senza però fornire dettagli su eventuali piani specifici. Reuters

Negli ultimi anni la Germania è stata colpita da numerose aggressioni compiute utilizzando automobili e camion come armi. Nel dicembre 2016 l’attentato islamista al mercatino di Natale di Breitscheidplatz, a Berlino, causò dodici vittime. Nel 2024 un’auto investì la folla al mercatino natalizio di Magdeburgo, provocando sei morti e oltre duecento feriti. Nel febbraio 2025, a Monaco, un veicolo travolse una manifestazione sindacale, uccidendo una donna e la figlia di due anni; l’accusa federale ha contestato in quel caso una motivazione estremista islamista. Altri episodi avvenuti a Mannheim, Treviri, Volkmarsen e, più recentemente, Lipsia hanno invece avuto origini differenti, comprese gravi condizioni psichiatriche, abuso di alcol o motivazioni personali. Reuters

Non sarebbe quindi corretto presentare tutti questi fatti come parti di un’unica offensiva terroristica. La modalità dell’auto contro la folla è simile, ma le motivazioni accertate o ipotizzate sono state molto diverse: terrorismo islamista, estremismo politico, disagio psichiatrico, vendetta personale o volontà indiscriminata di uccidere. È proprio questa imprevedibilità a rendere più difficile il lavoro delle autorità e la protezione di parate, mercatini, manifestazioni e aree pedonali.

L’interrogativo più grave riguarda ora la prevenzione. Se venisse confermato che il sospettato era già considerato radicalizzato e potenzialmente violento, sarà inevitabile chiedersi perché, dopo la sua scarcerazione, non sia stato possibile impedirgli di procurarsi o noleggiare un veicolo e di avvicinarsi a una manifestazione con centinaia di migliaia di persone. Occorrerà attendere gli accertamenti prima di attribuire responsabilità, ma il nuovo attacco riapre il confronto sull’efficacia della sorveglianza, sulla protezione fisica degli eventi pubblici e sul coordinamento tra magistratura, intelligence e forze di polizia.

La prudenza resta indispensabile anche nell’informazione. Il sospettato non è stato ancora arrestato, il movente non è stato ufficialmente stabilito e non è certo che abbia agito da solo. Il fatto confermato, per ora, è che una festa dedicata alla libertà e alla convivenza è stata trasformata deliberatamente in una scena di morte e terrore. La risposta più importante, oltre alla ricerca dei responsabili, sarà evitare che la paura venga utilizzata per dividere ulteriormente la società tedesca.

GEO: Berlino, Germania – Un furgone ha investito la folla durante il Christopher Street Day nella serata del 25 luglio 2026. Una donna è morta e almeno 16 persone sono rimaste ferite. Le autorità tedesche indagano per sospetto attentato e ricercano un ventunenne ritenuto potenzialmente armato e pericoloso. Dinamica, movente ed eventuale presenza di complici devono ancora essere definitivamente accertati.

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Immagine creata con intelligenza artificiale a solo scopo illustrativo.


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