Alimentazione, la professoressa: “Produrre cibo nello spazio può aiutarci a rispondere al fabbisogno sulla Terra"

 



Calligaris (Università di Udine) all'evento di Convention Bureau Italia e AIAA: "Dalla liofilizzazione alla nutrizione personalizzata, le tecnologie sono sempre più all’avanguardia”


Torino, 24 luglio 2026 - “Riuscire a produrre alimenti nello spazio, in ambienti difficili come sulla Luna o durante i voli spaziali, potrebbe sicuramente ispirare innovazioni capaci di migliorare anche il modo in cui produciamo gli alimenti sulla Terra”.

A dirlo è la professoressa Sonia Calligaris, del Dipartimento di Scienze Agroalimentari, Ambientali e Animali dell'Università di Udine, tra i protagonisti dell'incontro "A Dialogue on Space and Non-Space" promosso a Torino dal progetto Italian Knowledge Leaders di Convention Bureau Italia e dalla rappresentanza EMEA dell'American Institute of Aeronautics and Astronautics, la più grande società tecnica aerospaziale al mondo con oltre 33.000 membri in 91 Paesi, con il supporto di Turismo Torino e Provincia Convention.

Calligaris ricorda che “già in passato le esigenze dell'esplorazione spaziale hanno accelerato lo sviluppo e la diffusione di innovazioni nel settore della produzione di alimenti. Un esempio su tutti sono i prodotti liofilizzati, oggi di largo consumo. La ricerca in questo campo si sta muovendo su più fronti con esperimenti di preparazione di alimenti in condizioni di microgravità o su come gli ambienti estremi influenzino la crescita cellulare o lo sviluppo di microrganismi”.

Un ambito che, precisa la professoressa, potrebbe aprire interessanti prospettive che vanno ben oltre la sola sopravvivenza in orbita: “La possibilità di produrre alimenti in ambienti spaziali, anche sulla Luna, potrebbe rappresentare un vantaggio da riportare sulla Terra".

Calligaris si sofferma anche su come è mutata, nel tempo, l'esperienza di consumo degli astronauti: "Il cibo nello spazio è cambiato tantissimo nel corso degli anni. All'inizio le opzioni disponibili erano poche e sempre le stesse, mentre oggi parliamo di nutrizione personalizzata". 

Un capitolo a parte riguarda poi la percezione sensoriale: “Gli alimenti anche se preparati da un grande chef sulla Terra possono essere percepiti in modo diverso nello spazio. Sarà sempre più interessante approfondire anche questo aspetto”.

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