Alessandria, via Vochieri tra memoria risorgimentale e futuro delle vecchie edicole

 

Antica edicola ancora attiva in via Andrea Vochieri ad Alessandria, davanti agli edifici storici del quartiere.
La caratteristica edicola di via Andrea Vochieri, testimonianza del commercio di prossimità e della storia quotidiana di Alessandria. Foto di Salvo Agola.

Due fotografie di Salvo Agola raccontano un angolo di Alessandria nel quale convivono storia, architettura e vita quotidiana. La prima mostra la vecchia edicola di via Andrea Vochieri, ancora esistente e attiva, con la sua struttura tradizionale; la seconda inquadra l’incontro tra via Vochieri e corso Virginia Marini, impreziosito dai caratteristici lampioni e dalle facciate degli edifici circostanti.

Pier Carlo Lava

Sono immagini che invitano a osservare con maggiore attenzione una parte della città spesso attraversata distrattamente. Una strada non è soltanto un collegamento tra due punti: conserva nomi, attività, edifici e testimonianze delle diverse epoche. Via Vochieri porta inoltre il nome di uno dei personaggi più significativi della storia alessandrina dell’Ottocento.

Andrea Vochieri, l’avvocato alessandrino diventato simbolo di libertà

Il nome corretto è Andrea Vochieri, non Bocchieri. Nacque ad Alessandria il 15 gennaio 1796 da Giovanni Vochieri e Maddalena Casagrande. Dopo gli studi di giurisprudenza compiuti a Torino, tornò nella sua città e intraprese, come il padre, la professione di avvocato.

Vochieri visse in un periodo attraversato dalle aspirazioni costituzionali e nazionali che avrebbero preceduto il Risorgimento. Nel 1821 partecipò ai moti piemontesi, conclusi con la sconfitta delle forze costituzionaliste. Fu quindi costretto all’esilio a Barcellona, ma tornò successivamente ad Alessandria, dove rimase sotto la sorveglianza delle autorità. Nel 1823 sposò Margherita Pereno, dalla quale ebbe due figlie.

Negli anni successivi si avvicinò sempre più alle idee di Giuseppe Mazzini e aderì, tra i primi in Piemonte, alla Giovine Italia. Il suo impegno si concentrò anche sulla diffusione delle idee mazziniane tra i militari dell’Armata sarda. L’attività clandestina venne però scoperta e Vochieri fu arrestato nel maggio del 1833.

Fu rinchiuso nella Cittadella di Alessandria, dove ancora oggi la sua vicenda rappresenta una delle pagine più drammatiche legate alla fortezza. Durante la detenzione venne sottoposto a forti pressioni affinché rivelasse i nomi degli altri aderenti all’organizzazione, ma mantenne il silenzio e non coinvolse i propri compagni.

Condannato a morte il 20 giugno 1833 per alto tradimento, venne fucilato due giorni dopo, il 22 giugno, nella piazza d’armi fuori Porta Marengo. Aveva 37 anni. Il suo testamento politico e il comportamento tenuto durante la prigionia contribuirono a trasformarlo in uno dei simboli della resistenza mazziniana e della lotta per la libertà e l’indipendenza italiana.

La città di Alessandria gli ha dedicato una strada, una scuola e numerose iniziative commemorative. La sua cella nella Cittadella rimane un luogo della memoria, mentre la figura dell’avvocato alessandrino continua a essere studiata e raccontata anche attraverso libri, ricerche e opere cinematografiche.

Incrocio tra via Andrea Vochieri e corso Virginia Marini ad Alessandria, con lampioni tradizionali, pavimentazione e palazzi storici.
Uno scorcio caratteristico di Alessandria tra via Andrea Vochieri e corso Virginia Marini, valorizzato dagli eleganti lampioni tradizionali. Foto di Salvo Agola.

Via Vochieri e corso Virginia Marini, uno scorcio della vecchia Alessandria

La fotografia dell’incrocio tra via Vochieri e corso Virginia Marini restituisce un’immagine raccolta ed elegante della città. I lampioni di foggia tradizionale, la pavimentazione, i balconi e le facciate costruiscono una prospettiva che conserva ancora parte dell’atmosfera della vecchia Alessandria.

Questo punto urbano compare anche in fotografie storiche risalenti almeno agli anni Trenta del Novecento. Una testimonianza del 1934 mostra il fondo di via Vochieri e corso Virginia Marini, con il palazzo Della Torre Caneva, costruito nei primi anni del secolo scorso. Il confronto tra le immagini di ieri e quelle di oggi permette di comprendere quanto alcuni dettagli – edifici, incroci, lampioni e attività commerciali – contribuiscano a definire l’identità di un luogo.

Via Vochieri attraversa una parte del centro legata al Borgo Rovereto, dove la dimensione residenziale convive con negozi, botteghe, esercizi di vicinato e luoghi di incontro. È un tessuto urbano che non deve essere considerato soltanto come una successione di immobili, ma come un insieme di relazioni e memorie.

La vecchia edicola, presidio commerciale e sociale

Nella seconda fotografia di Salvo Agola compare una vecchia edicola ancora esistente, con la tradizionale forma a chiosco, le tende verdi e le vetrine occupate da quotidiani, riviste e altri prodotti. La struttura appartiene visivamente a un’altra stagione del commercio cittadino e rappresenta ormai una presenza rara nel paesaggio urbano.

Per decenni le edicole non sono state soltanto punti vendita. Erano luoghi nei quali si acquistavano le notizie, si commentavano gli avvenimenti, si incontravano persone del quartiere e si ricevevano informazioni sulla città. Il giornalaio conosceva i propri clienti, conservava le pubblicazioni richieste e costituiva spesso uno dei primi riferimenti aperti al mattino.

La diffusione degli smartphone, dei giornali digitali e dell’informazione in tempo reale ha però cambiato profondamente le abitudini dei lettori. Secondo i dati riportati nel 2025 dal presidente del Sindacato nazionale autonomo giornalai, in Italia erano rimaste circa 10.720 edicole, rispetto alle 13.189 del 2020 e alle circa 36.000 censite nel 2001. Più di duemila Comuni risultavano ormai privi di un punto vendita dedicato alla stampa.

Dietro ogni chiusura non scompare soltanto un’attività economica. Viene meno anche un presidio di prossimità e, quando si tratta di un chiosco, rimane una struttura vuota che rischia di deteriorarsi o di essere rimossa. Per questa ragione è importante sostenere innanzitutto le edicole ancora operative, permettendo loro di diversificare i servizi senza perdere la funzione originaria legata alla vendita di giornali e riviste.

Come salvare o riutilizzare le edicole che chiudono

Le edicole ancora attive potrebbero diventare veri punti multiservizio di quartiere: vendita di libri e prodotti editoriali, biglietti del trasporto pubblico, ricariche, pagamenti, prenotazioni, ritiro e consegna di piccoli pacchi, informazioni turistiche, servizi digitali e distribuzione di materiali comunali. Una diversificazione controllata potrebbe aiutare gli esercenti ad affrontare la diminuzione delle vendite della stampa.

Quando invece un chiosco viene definitivamente abbandonato, la soluzione non dovrebbe essere automaticamente la demolizione. Le strutture di maggiore interesse potrebbero essere recuperate come piccole biblioteche di strada, punti di scambio dei libri, sportelli informativi, spazi per associazioni, esposizioni di artisti locali, vendita di prodotti artigianali, postazioni per iniziative culturali oppure presìdi dedicati agli eventi cittadini.

Un’altra possibilità potrebbe essere la creazione di una rete di edicole civiche, affidate attraverso bandi trasparenti a giovani, associazioni o imprese sociali. Oltre a conservare e vendere una selezione di quotidiani, riviste e libri, potrebbero offrire informazioni sui servizi pubblici, raccogliere segnalazioni, promuovere gli appuntamenti della città e aiutare le persone meno abituate agli strumenti digitali.

Naturalmente ogni progetto dovrebbe considerare la proprietà del chiosco, le concessioni del suolo pubblico, la sostenibilità economica, l’accessibilità, la sicurezza e l’effettivo bisogno del quartiere. Prima di intervenire sarebbe utile realizzare ad Alessandria un censimento delle edicole attive, chiuse o inutilizzate, individuando quelle da tutelare per il loro valore storico o per la particolare qualità della struttura.

Conservare i piccoli segni della città

L’edicola fotografata in via Vochieri è ancora presente e non deve essere osservata come un semplice residuo del passato. È la testimonianza di un modello commerciale che, pur attraversando una crisi profonda, può ancora trovare una funzione contemporanea. Sostenerla significa difendere il pluralismo dell’informazione, il commercio di prossimità e un piccolo ma importante luogo di relazione.

Le due immagini di Salvo Agola uniscono così epoche differenti: Andrea Vochieri e la memoria risorgimentale, l’architettura del centro, i lampioni tradizionali e una vecchia edicola che continua a occupare il proprio posto nella città. Elementi apparentemente separati che, osservati insieme, raccontano Alessandria meglio di molte descrizioni: una città costruita anche attraverso i suoi dettagli, le sue attività e i nomi delle sue strade.

Via Andrea Vochieri ad Alessandria racconta la memoria del patriota mazziniano, l’antica edicola ancora attiva e uno scorcio caratteristico all’incrocio con corso Virginia Marini.

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Fotografie di Salvo Agola, che si ringrazia per la gentile concessione.

Fonti consultate: Treccani – Andrea Vochieri, Comune di Alessandria – La Cittadella, Amis ad Lisòndria – Via Vochieri e corso Virginia Marini nel 1934 e Fortune Italia – La trasformazione delle edicole.

GEO: Alessandria, Piemonte, Italia – via Andrea Vochieri, corso Virginia Marini e Borgo Rovereto.

Per approfondire l’attualità, la storia, la cultura e le notizie dal territorio, visita anche Alessandria Post e Italian News Post.

Crediti fotografici:

Fotografie di Salvo Agola, che si ringrazia per la gentile concessione e per l’attività di valorizzazione degli scorci cittadini.

Fonti consultate:

Per approfondire la vita del patriota alessandrino è possibile consultare la biografia di Andrea Vochieri pubblicata da Treccani.

La storia della prigionia di Vochieri nella fortezza è ricordata anche nella pagina del Comune di Alessandria dedicata alla Cittadella.

Per i dati relativi alla crisi e alla trasformazione dei punti vendita della stampa è stato consultato l’approfondimento di Fortune Italia sul futuro delle edicole.

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