Alessandria verso il 2027: bilancio provvisorio della Giunta Abonante e dell’opposizione

Palazzo Comunale di Alessandria con la torre dell’orologio, i portici e gli alberi della piazza antistante.
Il Palazzo Comunale di Alessandria: a meno di un anno dalla conclusione del mandato, un’analisi sui risultati dell’amministrazione e sulle proposte dell’opposizione.

Manca ancora del tempo alle prossime elezioni comunali di Alessandria, ma non così tanto da rendere prematuro un primo bilancio. Anzi, l’estate del 2026 è probabilmente il momento giusto per distinguere ciò che è stato realmente fatto da ciò che è soltanto programmato, separare i risultati attribuibili all’attuale amministrazione dalle eredità delle Giunte precedenti e verificare se le accuse dell’opposizione siano sostenute da documenti oppure appartengano prevalentemente alla normale dialettica politica. Il giudizio che segue è quindi provvisorio, aggiornato al 31 luglio 2026, e non pretende di anticipare quello degli elettori.

Pier Carlo Lava

Il metodo: contano i risultati, non la quantità degli annunci

Il riferimento iniziale è il programma di mandato “Alessandria 2030”, approvato nell’ottobre 2022, confrontato con rendiconti, deliberazioni, gare, dati regionali e nazionali e attività del Consiglio comunale. Per evitare una valutazione propagandistica occorre applicare quattro regole: un’opera finanziata non è ancora un’opera conclusa; un progetto ereditato o pagato soprattutto con fondi statali ed europei non può essere accreditato interamente alla Giunta; un problema strutturale nato molti anni fa non può esserle imputato per intero; una critica dell’opposizione diventa politicamente forte solo quando indica dati corretti, responsabilità precise e un’alternativa sostenibile. Su questa base il quadro sintetico è il seguente. [1]

AreaValutazione provvisoriaElemento decisivo
Conti e organizzazione finanziariaPositivaDisavanzo, debito e tempi di pagamento migliorano
Servizi educativi, sociali e digitaliPiù che sufficienteNuovi posti nei nidi e risultati della facilitazione digitale
Mobilità, autobus, sosta e illuminazionePiù che sufficienteFlotta rinnovata e gara parcheggi più favorevole al Comune
Opere pubbliche e culturaSufficiente con tendenza positivaCantieri reali, ma diverse scadenze sono slittate
Strade, marciapiedi, verde e decoroSufficiente con riservaInvestimenti in crescita soprattutto nella seconda parte del mandato
Rifiuti e TARIInsufficienteRaccolta differenziata ancora sotto il 50 per cento
AmbienteInsufficienteIndicatori complessivi ancora molto deboli
Sicurezza urbanaSufficiente con forte riservaReazione più intensa, ma tardiva rispetto alla percezione del problema
Commercio e vitalità urbanaDeboleNon è ancora visibile un’inversione della crisi di lungo periodo
Partecipate e vendita AMAG Reti GasGiudizio sospesoScelta strategica valutabile solo dopo gara, garanzie e uso delle risorse

I conti sono il punto più solido dell’amministrazione

Il risultato più difficilmente contestabile riguarda la gestione finanziaria. Il rendiconto 2025 indica un disavanzo sceso da circa 54 a 48,6 milioni di euro, con un recupero annuo superiore a 5 milioni; il debito per mutui è passato da 128 a 117 milioni e il tempo medio di pagamento dei fornitori è sceso a 24 giorni, contro 77 nel 2022 e 119 nel 2021. Sono dati concreti e costituiscono un merito dell’amministrazione Abonante, dell’assessorato e degli uffici. Sarebbe però scorretto parlare di risanamento concluso: il piano di riequilibrio era stato impostato prima del 2022, il Comune conserva un disavanzo rilevante e i crediti non ancora incassati da Ministeri e Regione obbligano a ricorrere all’anticipazione di tesoreria, con relativi interessi. Anche il sostegno finanziario previsto dal patto con lo Stato contribuisce al miglioramento. La valutazione resta comunque positiva, perché l’attuale Giunta non si è limitata a rispettare il percorso ricevuto, ma lo ha accelerato. [2]

L’opposizione ha richiamato, a proposito del bilancio consolidato 2024, una perdita di 16,7 milioni, una riduzione del patrimonio netto e una liquidità in calo. I numeri non sono inventati, ma la loro interpretazione come prova di un nuovo dissesto appare eccessiva: il consolidato comprende le partecipate e il risultato è stato fortemente influenzato dalla cancellazione contabile di vecchi crediti del Comune e del gruppo AMAG. La contestazione è quindi utile come segnale di rischio, soprattutto sulle società partecipate e sulla cassa, ma non annulla il miglioramento documentato dei conti propri dell’ente. [3]

Investimenti e servizi: alcuni risultati sono già misurabili

Nel 2025 il Comune ha rendicontato oltre 20 milioni di investimenti. Fra gli interventi più visibili vi sono la sostituzione di oltre 15 mila punti luce con tecnologia LED, il rinnovo del parco autobus, gli interventi nelle scuole, il complesso di San Francesco e il cantiere del Teatro Comunale. La nuova gestione della sosta a pagamento presenta inoltre un dato rilevante: al Comune dovrebbe restare quasi l’80 per cento degli incassi, contro il 17 per cento del precedente assetto, senza aumento delle tariffe e con impegni occupazionali. Entro il completamento delle consegne la flotta urbana è stata programmata in 37 mezzi, 26 elettrici e 11 a metano. Sono risultati che giustificano un giudizio più che sufficiente su mobilità, illuminazione e capacità di utilizzare finanziamenti esterni, pur ricordando che autobus e numerose opere sono stati acquistati soprattutto con risorse PNRR o nazionali. Il merito comunale consiste nell’avere predisposto, gestito e portato avanti i progetti, non nell’aver prodotto da solo tutte le risorse. [4] [5]

Anche nei servizi educativi e digitali esistono risultati verificabili: 22 nuovi posti al nido “Il Girotondo” si sono aggiunti a quelli creati negli anni precedenti del mandato, mentre sono in costruzione due nuove strutture. Il dato delle domande mostra tuttavia che l’offerta non soddisfa ancora tutto il bisogno. La rete di facilitazione digitale ha assistito più di 4.600 cittadini, registrando oltre 6.300 accessi e superando gli obiettivi assegnati. In quest’area la valutazione è positiva ma non trionfalistica: l’ampliamento c’è, ma il divario fra richiesta e disponibilità dei nidi resta significativo. [2] [6]

Le grandi opere avanzano, ma bisogna distinguere il cantiere dal risultato

Il nuovo campus dell’Università del Piemonte Orientale è uno dei progetti più importanti per il futuro della città: la gara da circa 70 milioni è stata pubblicata dall’Ateneo e prevede, dopo la progettazione esecutiva, 720 giorni di lavori. Il Comune ha svolto un ruolo essenziale nella pianificazione e nell’integrazione urbanistica, ma il progetto appartiene all’UPO e il suo esito sarà giudicabile soltanto nei prossimi anni. Anche il Teatro Comunale è finalmente un cantiere reale, dopo una chiusura che risale al 2010; tuttavia l’originaria prospettiva di una prima riapertura entro marzo 2026 è slittata verso la fine del 2026 o l’inizio del 2027 per foyer e Sala Ferrero, mentre la sala grande richiederà altro tempo. Il bilancio delle opere è dunque sufficiente con tendenza positiva: si vedono lavori e risorse, ma non tutto ciò che compare nelle presentazioni è già stato consegnato alla città. [7] [8]

Sulla Cittadella l’opposizione ha correttamente chiesto chiarimenti sui lotti relativi al Palazzo del Governatore e alla pista ciclabile, paventando ritardi procedurali e rischi per i finanziamenti. La domanda è legittima e merita risposte puntuali; non risulta però dimostrata, allo stato delle fonti esaminate, la perdita effettiva dei fondi. Inoltre la difficoltà di recuperare la Cittadella attraversa amministrazioni di colore diverso e coinvolge più livelli istituzionali. Qui il controllo della minoranza è fondato, mentre trasformare il rischio in una perdita già avvenuta sarebbe prematuro. [9]

Strade, marciapiedi e verde: l’accelerazione è arrivata tardi

Il programma del 2022 assegnava grande importanza alla manutenzione di strade e marciapiedi fin dal primo anno. Gli affidamenti del 2023 furono però relativamente contenuti; in seguito sono arrivati un accordo quadro 2025-2027, nuovi cantieri e una gara triennale per il verde di oltre 7 milioni. Questo andamento racconta una accelerazione reale, ma soprattutto nella seconda metà del mandato. È quindi ragionevole riconoscere che oggi esiste una programmazione più robusta, senza confonderla con il completamento degli interventi né ignorare le numerose segnalazioni su buche, marciapiedi, sfalci e decoro. Il giudizio complessivo è sufficiente con riserva: l’amministrazione ha corretto il passo, ma la qualità quotidiana dello spazio pubblico non è ancora all’altezza dell’impegno scritto nel programma. [10]

Rifiuti e ambiente sono il principale punto debole

Il dato regionale del 2024 è severo: Alessandria si è fermata al 49,8 per cento di raccolta differenziata, con 323,6 chilogrammi annui di rifiuto indifferenziato per abitante. Rispetto al 44,99 per cento del 2022 vi è un miglioramento di quasi cinque punti, ottenuto con ampliamento del porta a porta, controlli ambientali e altri interventi, ma la città rimane molto lontana dagli obiettivi regionali e sotto il 65 per cento. Le deliberazioni approvate nell’aprile 2026 per il nuovo modello di raccolta e la futura società a maggioranza pubblica costituiscono una scelta strutturale importante, ma per ora sono ancora l’avvio di una riforma. Il verdetto sui rifiuti non può che essere insufficiente, perché in questo settore conta il risultato già raggiunto, non soltanto la bontà del modello futuro. [11] [12]

La stessa conclusione è rafforzata da Ecosistema Urbano 2025 di Legambiente, che colloca Alessandria al 95° posto su 106 capoluoghi, ultima in Piemonte, con debolezze su rifiuti, mobilità sostenibile e qualità ambientale complessiva. Gli autobus elettrici, i LED, la nuova gara del verde e gli interventi di forestazione sono segnali nella direzione giusta, ma non hanno ancora modificato il quadro generale. Anche i miglioramenti dell’aria registrati nel lungo periodo non possono essere attribuiti interamente al Comune, perché dipendono da politiche sovracomunali, andamento meteorologico e trasformazioni tecnologiche. La valutazione ambientale resta quindi insufficiente, seppure con alcuni investimenti promettenti. [13]

In questo campo l’opposizione ha uno dei suoi argomenti più forti. Le critiche sul rapporto fra costo della TARI e qualità del servizio trovano un riscontro nella bassa differenziata e nelle difficoltà operative percepite. La mozione della Lega per avviare una riduzione della tassa ha posto un problema reale, ma una riduzione credibile dovrebbe indicare con precisione quali costi eliminare e come mantenere l’equilibrio del piano finanziario. Inoltre le tariffe 2026 sono state provvisoriamente mantenute ai livelli 2025, circostanza che ridimensiona le previsioni di un nuovo aumento immediato. In sintesi: diagnosi dell’opposizione in larga parte fondata, alternativa finanziaria non ancora sufficientemente sviluppata. [14]

Sicurezza, commercio e “bilancio delle emozioni”

Sulla sicurezza urbana il Comune ha rafforzato illuminazione, videosorveglianza e Polizia locale e, nel 2025, ha sollecitato l’istituzione di zone rosse nell’area della stazione e in altri punti critici, insieme a interventi di Prefettura, forze dell’ordine, servizi sociali e sanitari. L’opposizione sostiene che la Giunta abbia riconosciuto il problema soltanto dopo averlo sottovalutato per anni. La critica coglie un elemento politico: la risposta più visibile è arrivata quando la percezione di insicurezza era ormai molto alta. È però scorretto attribuire al solo Comune ordine pubblico, disagio psichico, marginalità e organici delle forze statali. Il giudizio è sufficiente con forte riserva: gli strumenti sono aumentati, ma la reazione è apparsa tardiva e il recupero degli spazi deve essere stabile, non limitato a ordinanze temporanee. [15]

Sul commercio il dato più citato — il 31,1 per cento di negozi al dettaglio in meno fra 2012 e 2024 — descrive una crisi grave, ma iniziata dieci anni prima dell’elezione di Abonante. Non può quindi essere usato come una pagella esclusiva della Giunta attuale. Al tempo stesso, dopo quattro anni di mandato non emerge ancora una inversione misurabile della desertificazione commerciale. La pedonalizzazione e le nuove aree a traffico limitato possono migliorare la qualità urbana, ma richiedono parcheggi, accessibilità, eventi, residenzialità e servizi coordinati; non basta sostenere, senza dati, che siano la causa della chiusura dei negozi, né che producano automaticamente rilancio. Su commercio e vitalità del centro il risultato è per ora debole. [16]

Il cosiddetto bilancio delle emozioni richiede prudenza. Non disponiamo di un sondaggio rappresentativo dei cittadini e i commenti sui social non possono sostituirlo. Dalle questioni che ricorrono nella cronaca, nelle segnalazioni e nelle interrogazioni consiliari emerge però una frattura comprensibile: da un lato la fiducia prodotta da conti più ordinati, nuovi autobus, nidi e cantieri finalmente avviati; dall’altro la frustrazione quotidiana per rifiuti, buche, sfalci, decoro, sicurezza e serrande abbassate. È probabilmente questa distanza fra amministrazione strategica e città vissuta il problema politico più serio della maggioranza.

AMAG Reti Gas: il giudizio deve restare sospeso

La decisione di procedere alla vendita di AMAG Reti Gas, con una base indicata nel luglio 2026 in 25,3 milioni di euro, è la scelta più delicata dell’ultima parte del mandato. L’amministrazione sostiene che l’ingresso di un operatore industriale più grande sia necessario per finanziare gli investimenti nella rete e garantire competitività. L’opposizione ha chiesto perizie più solide, maggiori garanzie per lavoratori, investimenti e presenza territoriale e ha presentato numerosi emendamenti, alcuni dei quali sono stati accolti. Questo è il caso in cui il lavoro della minoranza appare più concreto e utile, perché ha imposto approfondimenti su una decisione difficilmente reversibile. Ma non è serio proclamare oggi né il successo né il fallimento dell’operazione: occorrerà conoscere offerte, acquirente, clausole occupazionali, investimenti vincolanti e destinazione effettiva del ricavato. Il giudizio resta sospeso. [17] [18]

La maggioranza: stabilità ritrovata dopo una correzione politica

L’azzeramento della Giunta nel giugno 2024, seguito dalla sua ricomposizione, non dimostra da solo il fallimento dell’amministrazione, come sostennero le opposizioni, ma certifica che la squadra e gli equilibri iniziali avevano bisogno di una correzione. Da allora la coalizione guidata da Giorgio Abonante, imperniata sul centrosinistra e allargata a componenti civiche, ha mantenuto la capacità di approvare bilanci e atti strategici. Il giudizio sulla governance è quindi sufficiente: la crisi è stata ricomposta, ma ha mostrato una fragilità politica reale e ha probabilmente rallentato la prima parte del mandato. [19]

L’opposizione: presente nel controllo, meno convincente come alternativa

L’esame di mozioni, interpellanze e dibattiti consiliari mostra un’opposizione tutt’altro che assente. Su rifiuti e TARI, AMAG Reti Gas, Cittadella, manutenzioni, sicurezza e accessibilità del centro ha portato questioni concrete e, nel caso AMAG, ha contribuito a modificare il percorso deliberativo. Questo merita una valutazione sufficiente nel ruolo di controllo. Il limite emerge quando un rischio viene presentato come danno già accertato, quando si sommano singoli episodi di degrado per descrivere l’intera città o quando si chiede di ridurre una tariffa senza accompagnare la richiesta con coperture e scelte alternative. Soprattutto, non è ancora chiaramente riconoscibile un progetto unitario, quantificato e condiviso di governo della città. Come alternativa di amministrazione, l’opposizione è dunque al momento meno convincente della sua attività ispettiva.

Il verdetto provvisorio

L’amministrazione Abonante non può essere definita fallimentare: i dati finanziari, i nuovi servizi educativi, la digitalizzazione, il rinnovo dei bus, la sosta e i cantieri smentiscono una simile lettura. Non può però neppure rivendicare una trasformazione già compiuta: rifiuti, ambiente, manutenzione quotidiana, sicurezza percepita e commercio restano criticità rilevanti, mentre molte opere produrranno i loro effetti soltanto alla fine del mandato o dopo. Se fosse necessario tradurre tutto in un voto editoriale, non scientifico, la valutazione sarebbe 6 su 10: sufficienza piena, ma ancora lontana da un giudizio nettamente positivo.

Per l’opposizione la valutazione deve essere sdoppiata: sufficiente come controllo, grazie a un’attività continua e ad alcune contestazioni ben documentate; ancora insufficiente come proposta complessiva di governo, perché non è emerso con la stessa chiarezza un programma alternativo corredato da priorità, tempi e coperture. Prima del voto, la Giunta dovrà dimostrare che i cantieri diventano opere fruibili e che la riforma dei rifiuti produce numeri; l’opposizione dovrà dimostrare di saper passare dall’elenco dei problemi a una soluzione credibile. Saranno questi, molto più degli slogan, i due veri esami delle prossime elezioni.

GEO: Alessandria si avvicina alle elezioni comunali del 2027: un’analisi documentata valuta risultati, criticità e promesse mantenute dall’amministrazione Abonante, insieme all’attività di controllo e alle proposte dell’opposizione.

Frase due link: Per approfondire l’attualità nazionale, la cronaca, la cultura e le notizie dal territorio, visita anche Alessandria Post: https://piercarlolava.blogspot.com/ e Italian News Post: https://italianewspost.com/

Frase IA: Immagine creata con intelligenza artificiale a solo scopo illustrativo.

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