Alessandria, la chiesa ortodossa di San Nicola in via Guasco: dall’antica cappella contro la peste a una comunità senza confini

 

Facciata della chiesa ortodossa di San Nicola in via Guasco ad Alessandria, con icona sacra sopra l’ingresso, croci sulla sommità e campanile laterale sotto un cielo azzurro.
La caratteristica facciata della chiesa ortodossa di San Nicola ad Alessandria, luogo di culto e punto di riferimento spirituale per la comunità ortodossa cittadina. Foto scattata da Stefania Marina 

Nel cuore storico di Alessandria, all’incrocio tra via dei Guasco, via Plana, via Canefri e via Boidi, sorge una chiesa piccola nelle dimensioni ma straordinariamente ricca di significati. L’antica chiesa della Beata Vergine Assunta, oggi sede della parrocchia ortodossa russa di San Nicola di Myra, unisce la memoria delle epidemie che colpirono la città, la devozione popolare, il dialogo tra confessioni cristiane e la storia contemporanea di una comunità proveniente da numerosi Paesi dell’Europa orientale.

Pier Carlo Lava - Alessandria Post - italianewspost.com

Una cappella nata durante il tempo della peste

La chiesa si trova al numero 33 di via dei Guasco, in una posizione che non appare casuale. Le cappelle dedicate ai santi invocati contro le epidemie venivano spesso costruite nei crocevia, affinché le celebrazioni potessero essere ascoltate anche dalle persone costrette a rimanere nelle proprie abitazioni. Il piccolo edificio rappresentava così una presenza religiosa visibile, ma anche un segno collettivo di protezione e speranza nei momenti più drammatici.

Le fonti disponibili non concordano completamente sulla data della sua prima costruzione. Il Fondo per l’Ambiente Italiano ritiene possibile che una prima cappella sia stata innalzata alla fine del Quattrocento, in occasione di una delle numerose pestilenze che colpirono Alessandria. Altre ricostruzioni storiche locali collocano invece l’edificazione all’inizio del Seicento, a spese della comunità cittadina. L’antica dedicazione a San Rocco, tradizionalmente invocato contro la peste, conferma comunque il legame originario dell’edificio con la paura dei contagi e con il bisogno di protezione spirituale.

Una visita pastorale del 1618 ricorda la chiesa con la denominazione de Mandrinorum, probabilmente perché affidata alle cure della famiglia Mandrini, residente nelle vicinanze. Anche la pala dell’altare, raffigurante San Rocco inginocchiato davanti alla Vergine Assunta, rimanda alla prima storia dell’edificio e all’antica devozione sorta durante le epidemie.

Nel 1750 la chiesa fu acquistata da Francesco Saverio Agosti, avvocato dei poveri, che nel 1788 la fece ricostruire dalle fondamenta su progetto dell’architetto Giuseppe Zani. Il nuovo edificio, intitolato alla Beata Vergine Assunta, fu benedetto nel 1790 dal vescovo Carlo Giuseppe Pistone. Nel 1850 Francesca Melazzi Agosti promosse ulteriori interventi di abbellimento e fece costruire il piccolo campanile che ancora oggi contribuisce a rendere immediatamente riconoscibile la chiesetta. Questi passaggi sono ricostruiti nell’approfondimento storico degli Amis ad Lisòndria.

Per generazioni la chiesa rimase legata alla devozione cattolica della città. Dopo una fase di progressivo abbandono, fu sottoposta a un importante intervento di recupero, concluso intorno al 2015. Il restauro ne ha salvaguardato la struttura, preparando indirettamente l’inizio di una nuova pagina della sua lunga storia.

Il passaggio alla comunità ortodossa

Nel 2020 la Diocesi di Alessandria affidò l’edificio al Patriarcato di Mosca, consentendo alla comunità ortodossa di stabilire in via dei Guasco la propria sede liturgica. L’antica chiesa della Beata Vergine Assunta divenne così la parrocchia ortodossa di San Nicola di Myra, conosciuto nella tradizione orientale come San Nicola il Taumaturgo.

L’appartenenza ecclesiastica è confermata dall’elenco ufficiale delle parrocchie della Chiesa ortodossa russa in Italia, nel quale compare la comunità di Alessandria con sede in via dei Guasco 33, inserita nell’Amministrazione delle parrocchie del Patriarcato di Mosca. L’attuale guida indicata è l’arciprete Sergej Bespalov.

La trasformazione non ha cancellato la storia cattolica dell’edificio, ma le ha aggiunto un nuovo significato. Una cappella nata per proteggere la popolazione durante le epidemie è diventata una casa spirituale per persone arrivate da territori differenti, spesso lontane dalle famiglie e dalle proprie tradizioni. È un passaggio che racconta anche l’evoluzione sociale di Alessandria, sempre più caratterizzata dalla presenza di culture, lingue e confessioni diverse.

San Nicola di Myra è una delle figure più amate da tutto il cristianesimo. Vescovo vissuto tra il III e il IV secolo nell’attuale Turchia, è ricordato come difensore dei poveri, protettore dei bambini, dei marinai, dei viandanti e delle persone indifese. La tradizione orientale lo chiama Taumaturgo per i numerosi miracoli attribuiti alla sua intercessione. La scelta di dedicargli la parrocchia appare quindi particolarmente significativa: San Nicola diventa simbolicamente il buon pastore di una comunità composta anche da persone che hanno affrontato migrazioni, distanze e difficoltà di inserimento.

Il calendario giuliano e le principali celebrazioni

Essendo legata al Patriarcato di Mosca, la parrocchia segue il calendario giuliano, spesso chiamato “Vecchio Calendario”, per le festività liturgiche. Attualmente tra calendario giuliano e calendario gregoriano, quello civile utilizzato in Italia, esiste una differenza di 13 giorni. Ciò significa che il 25 dicembre del calendario giuliano corrisponde al 7 gennaio del calendario gregoriano.

Il Natale ortodosso viene quindi celebrato il 7 gennaio. Non si tratta di un Natale diverso, ma della medesima solennità della nascita di Cristo osservata secondo un diverso computo del tempo. La celebrazione è accompagnata dalla Divina Liturgia, dai canti della tradizione bizantina e slava, dalla venerazione delle icone e da un clima di raccoglimento nel quale la luce assume un intenso valore simbolico.

Il 19 gennaio ricorre la Teofania, corrispondente al 6 gennaio del calendario giuliano. Mentre nella tradizione cattolica l’Epifania è legata soprattutto all’arrivo dei Magi, nell’Ortodossia la festa è incentrata sul Battesimo di Cristo nelle acque del Giordano e sulla manifestazione della Trinità. Uno dei momenti più suggestivi è la benedizione solenne dell’acqua, che i fedeli possono portare nelle proprie case come segno di purificazione, protezione e rinnovamento spirituale.

La festa patronale di San Nicola viene celebrata il 19 dicembre, corrispondente al 6 dicembre del calendario giuliano. È una ricorrenza particolarmente sentita dalle comunità russe e dell’Europa orientale: il santo viene ricordato non come una figura lontana, ma come una presenza familiare, vicina ai bambini, ai poveri e a chi affronta un viaggio o un momento di difficoltà.

La Pasqua ortodossa, chiamata Pascha, è invece una festa mobile. Il suo calcolo segue il cosiddetto computo orientale, basato sul calendario giuliano e sulle tradizionali tavole ecclesiastiche. Per questa ragione può coincidere con la Pasqua cattolica oppure cadere una o più settimane dopo. La celebrazione notturna della Risurrezione rappresenta il momento culminante dell’intero anno liturgico: la comunità passa simbolicamente dal buio alla luce, mentre viene proclamato l’annuncio «Cristo è risorto», al quale i fedeli rispondono «È veramente risorto».

Una comunità multietnica che supera i confini nazionali

Le informazioni raccolte indicano un nucleo stabile di circa settanta fedeli, provenienti non soltanto dalla provincia di Alessandria, ma anche dall’Astigiano e dal vicino territorio pavese. Nei giorni delle grandi festività la partecipazione può naturalmente diventare più ampia.

La parrocchia accoglie ucraini, moldavi, romeni, russi, bielorussi, lituani, serbi, greci, albanesi e italiani avvicinatisi alla fede ortodossa. La definizione di “chiesa russa” indica quindi soprattutto l’appartenenza canonica al Patriarcato di Mosca e la tradizione liturgica seguita, non l’esistenza di una comunità riservata a una sola nazionalità.

In un tempo segnato da guerre e contrapposizioni tra alcuni dei Paesi di provenienza, la presenza sotto lo stesso tetto di russi, ucraini, moldavi e fedeli di altre nazionalità acquista un valore particolare. Non annulla le sofferenze, le divergenze e le ferite personali, ma mostra come una comunità religiosa locale possa continuare a essere uno spazio d’incontro, di preghiera e di relazioni umane.

Per molte persone immigrate la parrocchia svolge inoltre una funzione che va oltre le celebrazioni. Conservare la lingua liturgica, i canti, le icone, il calendario e le ricorrenze tradizionali aiuta a mantenere un legame con le proprie radici, mentre la partecipazione alla vita cittadina favorisce l’integrazione nel nuovo territorio. La chiesa diventa così luogo spirituale, punto di orientamento e rete di solidarietà contro la solitudine.

Via Guasco, una strada che racconta diverse anime religiose

La posizione della chiesa permette di costruire un piccolo itinerario nella storia religiosa di Alessandria. Al numero 11 della stessa via si trova la chiesa cattolica di Santa Maria del Carmine, una delle più importanti testimonianze del gotico lombardo in città. La sua costruzione iniziò intorno al 1320 e proseguì nei secoli con ampliamenti, cappelle e interventi di restauro. La sua storia e le opere custodite sono illustrate nel portale dei beni ecclesiastici Città e Cattedrali.

Proseguendo verso Borgo Rovereto si raggiunge piazza Santa Maria di Castello, cuore del nucleo urbano più antico. La chiesa di Santa Maria di Castello conserva nel sottosuolo i resti di edifici religiosi precedenti, risalenti anche all’età altomedievale, e viene indicata dal Comune di Alessandria come il luogo più antico della città.

In poche centinaia di metri si incontrano quindi la tradizione cattolica medievale, la memoria delle epidemie, la devozione popolare e l’attuale presenza ortodossa. Via dei Guasco non è soltanto una strada del centro storico: è un percorso attraverso epoche e identità differenti, capace di raccontare come gli edifici religiosi possano cambiare funzione senza perdere la propria memoria.

La chiesa di San Nicola appare discreta, quasi raccolta tra le abitazioni, ma racchiude una storia molto più ampia delle sue dimensioni. Nata come risposta alla paura della peste, ricostruita nel Settecento e rinata nel XXI secolo come parrocchia ortodossa, continua a offrire alla città ciò per cui probabilmente era stata edificata: un luogo nel quale cercare protezione, comunità e speranza.

GEO: La Chiesa ortodossa russa di San Nicola di Myra si trova in via dei Guasco 33, nel centro storico di Alessandria, vicino a Borgo Rovereto. Anticamente dedicata a San Rocco e successivamente alla Beata Vergine Assunta, dal 2020 ospita la parrocchia appartenente al Patriarcato di Mosca. La comunità segue il calendario giuliano e celebra il Natale ortodosso il 7 gennaio, la Teofania il 19 gennaio e la festa patronale di San Nicola il 19 dicembre.

Per approfondire l’attualità, la cultura, la storia e le notizie dal territorio, visita anche Alessandria Post e Italian News Post.


Commenti