$AGGIO: VERGA – CAPUANA – DE ROBERTO: LA TRIADE DEL VERISMO SICILIANO (a cura di Eduardo Terrana)


VERGA – CAPUANA – DE ROBERTO: LA TRIADE DEL VERISMO SICILIANO
(a cura di Eduardo Terrana)


Per la triade verista composta da Verga, Capuana e De Roberto, il destino non è una forza soprannaturale, ma una legge scientifica, sociale ed economica cieca e inflessibile. Chi nasce ultimo è condannato a rimanere tale, e ogni tentativo di riscatto sociale o di ribellione non solo fallisce, ma accelera la rovina dell'individuo. Non esiste redenzione, non esiste un aldilà che ripari i torti, e il progresso non salva gli ultimi. La Sicilia dei tre autori si rivela così una terra bellissima e tragica, dove il sole illumina una sofferenza immobile che si ripetete identica di generazione in generazione. All'interno di questa comune visione, Giovanni Verga lega la sottomissione alla lotta primordiale per la sopravvivenza materiale, dove l'uomo è come una formica che consuma le proprie energie solo per non morire oggi. Finché l'individuo resta tenacemente attaccato al proprio scoglio natale, secondo l'ideale dell'ostrica, egli sopravvive; se invece cerca di staccarsi per ambizione, viene travolto e annegato dalla spietata fiumana del progresso, mentre l'idillio del nido familiare si infrange inevitabilmente contro la durezza della realtà. Luigi Capuana sposta invece questa gabbia su un piano biologico e clinico, mostrando come il destino dei personaggi sia scritto nell'ereditarietà di tare familiari e nelle pieghe oscure della mente attraverso le nevrosi. L'essere umano risponde a impulsi patologici imperscrutabili e ai pregiudizi della società provinciale, diventando vinto della propria stessa mente, dalla quale si esce solo con la follia o la morte. Federico De Roberto, infine, firma una condanna di natura socio-politica attraverso un pessimismo storico che smaschera l'illusione del Risorgimento, inteso come la promessa – fatta solo di parole e mai mantenuta – di una liberazione dal giogo della sottomissione. La Storia dimostra invece che essa cambia tutto per non cambiare niente. I passaggi epocali si rivelano solo farse orchestrate dai potenti per mantenere intatto il potere sotto nuove bandiere, in un'umanità mossa unicamente da egoismo, sete di comando e arroganza, dove il destino dei sottomessi è restare sottomessi mentre i corrotti trionfano sempre.
 

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