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| Ricostruzione illustrativa dedicata a Otello Finzi, grande chirurgo dell’Ospedale Civile e presidente dei Grigi dal 1934 al 1937. |
Ottant’anni fa moriva lontano da Alessandria il professor Otello Finzi, uno dei protagonisti più autorevoli e amati della vita cittadina nella prima metà del Novecento. Medico e chirurgo di straordinaria reputazione, primario dell’Ospedale Civile, promotore di importanti iniziative sanitarie e presidente dell’Alessandria Calcio, Finzi fu costretto dalle leggi razziali fasciste ad abbandonare la professione, la città e il Paese al quale aveva dedicato competenza ed energie.
Pier Carlo Lava
Nato a Ferrara nel 1885 da una famiglia di religione ebraica, Finzi si laureò in Medicina a Pisa e lavorò inizialmente a Campiglia Marittima e Chioggia. Dopo aver vinto il concorso per il primariato di Chirurgia dell’Ospedale Civile di Alessandria, entrò in servizio nel settembre 1926. In pochi anni divenne un punto di riferimento non soltanto per la preparazione professionale, ma anche per le doti umane con cui si rapportava ai pazienti e alle loro famiglie. La ricostruzione biografica pubblicata da La Stampa documenta il ruolo centrale assunto dal chirurgo nella società alessandrina.
La sua fama era tale da entrare persino nel linguaggio popolare. Quando le condizioni di un malato apparivano ormai disperate, gli alessandrini dicevano in dialetto: “Ul salva nònca Finsi”, ossia “Non lo salva neanche Finzi”. Non era una critica, ma il riconoscimento estremo delle sue capacità: se persino lui non poteva intervenire con successo, significava che la situazione non lasciava quasi più speranze.
Finzi non limitò il proprio impegno all’attività in sala operatoria. Contribuì alla nascita dell’Associazione chirurgica alessandrina, della sezione dedicata alla lotta contro i tumori e del gruppo dei donatori di sangue, costituito nel 1934. Partecipò inoltre alla vita del nascente Rotary cittadino. La medicina, per lui, non era soltanto esercizio professionale, ma responsabilità sociale, prevenzione, solidarietà e costruzione di una rete capace di sostenere l’intera comunità.
Il presidente dell’Alessandria Calcio
Il legame con la città passava anche attraverso lo sport. Dopo aver ricoperto gli incarichi di responsabile sanitario e vicepresidente della società, Otello Finzi venne eletto presidente dell’Alessandria il 30 giugno 1934. Rimase alla guida dei Grigi fino al dicembre 1937, come conferma anche l’elenco storico dei presidenti dell’Alessandria Calcio.
Durante la sua presidenza la società dovette affrontare difficoltà economiche e gestionali, ma visse anche una delle stagioni più prestigiose della propria storia. Nel campionato 1935-1936 l’Alessandria militava in Serie A e raggiunse la finale di Coppa Italia, dopo avere eliminato Cremonese, Modena, Lazio e Milan. L’11 giugno 1936, allo stadio Luigi Ferraris di Genova, i Grigi furono sconfitti dal Torino per 5-1, ma quel percorso resta il migliore mai compiuto dal club nella competizione nazionale.
La credibilità e il prestigio personale di Finzi furono importanti per una società che aveva bisogno di ritrovare stabilità e sostegno. Anche nel calcio portò lo stesso spirito che caratterizzava il suo lavoro in ospedale: serietà, senso del dovere e attenzione verso la comunità.
Le leggi razziali e l’esilio
Nel 1938 la sua vita venne sconvolta dalle leggi razziali fasciste, che esclusero gli ebrei dalla vita civile e professionale italiana. Il 18 agosto dello stesso anno Finzi era stato confermato nell’incarico di primario per il decennio 1938-1948, un riconoscimento che dimostrava quanto il suo lavoro fosse stimato. Pochi mesi dopo, tuttavia, fu costretto a dimettersi “per ovvie ragioni”, come scrisse con dignità e amarezza. La sospensione definitiva dal servizio entrò in vigore il 31 dicembre 1938.
La persecuzione cancellò con un provvedimento discriminatorio quanto egli aveva costruito attraverso anni di studio e dedizione. Non furono le capacità professionali a venire meno, ma lo Stato a tradire uno dei suoi cittadini migliori, privando l’ospedale e la città di un medico di grande valore soltanto perché ebreo.
Quando lasciò Alessandria, alla stazione si raccolsero numerosi amici, colleghi ed ex pazienti. Quella presenza rappresentò una silenziosa testimonianza dell’affetto della popolazione, ma non poté impedire l’esilio. Finzi raggiunse El Salvador, dove continuò a mettere la propria esperienza al servizio delle istituzioni sanitarie locali.
Morì il 25 marzo 1946, proprio mentre si preparava a rientrare in Italia dopo la fine della guerra e la caduta del fascismo. Il ritorno tanto desiderato non poté avvenire in vita. Le sue spoglie furono successivamente ricondotte ad Alessandria e oggi riposano accanto a quelle della moglie nel cimitero ebraico cittadino.
A ottant’anni dalla morte, ricordare Otello Finzi significa restituire il giusto spazio a un medico eccellente, un dirigente sportivo e un cittadino profondamente legato ad Alessandria. Significa anche ricordare le conseguenze concrete delle leggi razziali: non un capitolo astratto dei libri di storia, ma vite spezzate, professionisti allontanati, famiglie costrette alla fuga e comunità private dei loro talenti.
La sua vicenda conserva un valore profondamente attuale. Alessandria gli deve riconoscenza per le persone curate, per le istituzioni che contribuì a creare, per il servizio reso all’ospedale e per la passione dedicata ai Grigi. La memoria di Otello Finzi appartiene alla città intera e custodirla è un dovere civile, affinché l’eccellenza, la dignità e l’umanità di quest’uomo siano più forti dell’ingiustizia che lo costrinse all’esilio.
GEO: Otello Finzi, nato a Ferrara nel 1885 e divenuto una delle figure più autorevoli della vita alessandrina, fu primario di Chirurgia dell’Ospedale Civile di Alessandria, promotore del gruppo locale dei donatori di sangue e presidente dell’Alessandria Calcio. Costretto dalle leggi razziali fasciste a rifugiarsi in El Salvador, morì il 25 marzo 1946. Le sue spoglie riposano nel cimitero ebraico di Alessandria.
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Immagine creata con intelligenza artificiale a solo scopo illustrativo.
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