UN PIANO D’AZIONE IMMEDIATO PER LA ROBOTICA AVANZATA PIEMONTESE
INVESTIRE SU R&S E FORMAZIONE PER RICONVERTIRE L’INDUSTRIA
L’Unione Industriali Torino presenta un report per mettere a sistema competenze e tecnologie
in un settore in cui l’Italia è leader europea e il Piemonte vale la metà del fatturato nazionale.
Gay: “Come Unione Industriali Torino il nostro obiettivo è mettere insieme questi punti di forza”.
Torino, 29 giugno 2026
La robotica è una delle leve strategiche per l’industriale mondiale, con un mercato globale che dovrebbe raddoppiare il proprio valore entro il 2030 arrivando a 200 miliardi. L’Italia è il secondo produttore europeo di robot con una quota del 25%, siamo secondi anche per installazioni e siamo al sesto posto mondiale per esportazioni pari a 3 miliardi di dollari nel 2024. Il Piemonte è al centro di questo scenario ospitando il 28,6% delle imprese di robotica e concentrando la quota maggiore di fatturato (48,7%) e di addetti (64,3%).
Sono questi alcuni i principali dati del report Robotica: posizionamento strategico dell’Italia e di Torino dell’Unione Industriali Torino, che è stato presentato nel corso dell’evento Intelligenza industriale: Torino protagonista della robotica. Il pomeriggio di lavori è stato l’occasione per lanciare un vero e proprio piano d’azione rivolto a stakeholder e imprese, per trasformare il vantaggio competitivo ereditato sulla robotica dall’automotive, in un vantaggio costruito, consapevole e difendibile nel tempo. Il piano vuole contribuire alla definizione di priorità settoriali e alla validazione delle proposte legislative, supportare l’avvio di una rete dinamica di attori eterogenei comprese le Pmi, tra cui Università, Centri di ricerca, imprese, startup, istituzioni pubbliche e investitori, che interagiscano per favorire lo sviluppo, l’adozione e la scalabilità di soluzioni robotiche.
“Torino è la terza città d'Europa, dopo Francoforte e Monaco, per investimenti nella robotica. Significa che qui esiste un sistema produttivo capace di essere protagonista di un trend destinato a crescere ancora nei prossimi anni. Torino ha tutte le caratteristiche per guidare questa trasformazione: una grande tradizione manifatturiera, aziende capaci di produrre macchinari e servizi ad alto valore aggiunto, un forte ecosistema della ricerca, il Politecnico, l'Università. Dobbiamo avere la capacità di guardare al ‘what's next’, a ciò che verrà dopo. Come Unione Industriali Torino il nostro obiettivo è mettere insieme questi punti di forza. Non esiste una sola vocazione della città: dobbiamo far dialogare le diverse eccellenze e costruire una visione comune. La robotica è una delle partite decisive che possiamo giocare” ha dichiarato Marco Gay, presidente dell’Unione Industriali Torino.
Il piano d’azione è strutturato su due direttrici prioritarie: ricerca e sviluppo; formazione del capitale umano. Su quest’ultimo punto il percorso è promettente: entro il 2028, il 60% delle imprese associate attive nella robotica avanzata avrà attivato almeno un programma di upskilling per il proprio personale tecnico, con il supporto dei fondi e degli strumenti messi a disposizione. Per accelerare la ricerca e sviluppo invece, il report avanza alcune proposte di intervento legislativo complementari agli strumenti già come credito d’imposta, iper-ammortamento e Legge Sabatini. Tra queste, l’Unione Industriali Torino rilancia quanto già proposto in occasione della discussione della Legge di Bilancio 2026, ovvero l’adozione di una “nuova” ACE (Aiuto alla Crescita Economica) detassando una parte di utili in misura funzionale e crescente rispetto agli utili destinati appunto ad investimenti coerenti coi paradigmi 4.0 o 5.0. Si chiede inoltre di introdurre un meccanismo di conversione del credito d’imposta R&S in liquidità diretta (cash refund) per startup e PMI innovative con capienza fiscale insufficiente, con audit ex-post rigorosi e possibilità di certificazione preventiva del progetto da parte di un ente riconosciuto che potrà essere scelto all’interno del solido sistema della conoscenza composto da: atenei torinesi, centri di competenza per l'Industria 4.0, programmi di formazione sulle tecnologie abilitanti quali robotica collaborativa, AMR, additive manufacturing, realtà aumentata e intelligenza artificiale applicata al manifatturiero.
Al pari di quello pubblico, tanto maggiore sarà l’impegno anche del settore privato, tanto più elevata sarà la probabilità per l’Europa e l’Italia di assicurarsi un futuro industriale nella robotica, in un settore in cui a livello mondiale tra il 2021 e il 2025 sono stati investiti oltre 55 miliardi di dollari in startup della robotica a livello globale tramite venture capital. Finanza alternativa, strumenti di venture capital, leasing operativo consentiranno di perdere le startup più promettenti a favore di ecosistemi stranieri più capitalizzati e più generosi sul piano degli incentivi, valorizzando al contempo la filiera territoriale torinese e piemontese dove già ci sono produttori di robot industriali tra i pochi in Europa capaci di competere su scala internazionale nella produzione a larga diffusione. A ciò si aggiunge una filiera articolata di system integrator e fornitori di componentistica specializzata, e un numero crescente di imprese — incluse realtà di matrice internazionale — che vi hanno insediato attività di robotica e automazione avanzata. Le specializzazioni spaziano dalla robotica industriale ai cobot, dagli AMR alla robotica per l'aerospace e la difesa, su una base di competenze radicate in meccanica di precisione ed elettronica.
“Nelle aziende stiamo già vedendo nascere molti progetti che integrano intelligenza artificiale e industria. È un'onda di trasformazione straordinaria. Torino non deve dimostrare di saper produrre: lo ha già fatto nella sua storia. Deve dimostrare di saper guidare la prossima rivoluzione industriale” ha rimarcato ancora Marco Gay nel corso dei lavori cui hanno preso parte anche: Massimiliano Cipolletta, Presidente Camera di Commercio di Torino; Michele Osella, Head of Innovation Fondazione Compagnia di San Paolo; Anna Maria Poggi, Presidente Fondazione Crt; Andrea Tronzano, Assessore alle Attività produttive, Regione Piemonte; Vittorio Di Tomaso, Presidente Gruppo Digital Technologies Unione Industriali Torino; Giorgia Garola, Vicepresidente Unione Industriali Torino e Presidente Amma; Barbara Caputo, Direttore Al-Hub@Polito; Marco Pironti, Vicerettore all'innovazione e alla valorizzazione delle conoscenze Università di Torino; Enrico Pisino, Ceo CIM 4.0; Arturo Baroncelli, Consigliere Siri - Associazione Italiana Robotica e Automazione; Francesca Galli, Dirigente Segreteria Tecnica Ministero dell'Università e della Ricerca; Fabio Pammolli, Presidente Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale; Raffaele Spallone, Dirigente Ministero delle Imprese e del Made in Italy; Eleonora Faina, Vicedirettrice Generale Unione Industriali Torino.
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