TERRORE A MONACO: Esplosione di uno zaino bomba ferisce una famiglia ucraina

 

Esplosione notturna di uno zaino bomba davanti a un palazzo residenziale di Monaco. Fiamme e fumo fuoriescono dall’ingresso, luci di emergenza blu e rosse illuminano la scena, polizia e soccorsi sul posto. Titolo in sovraimpressione: “TERRORE A MONACO”.
L’esplosione di uno zaino bomba avvenuta la sera del 29 giugno 2026 in rue Révérend-Père-Louis-Frolla a Monaco ha ferito gravemente un oligarca ucraino, la moglie e il figlio 13enne. Le autorità indagano su un attentato terroristico.


Monaco di Baviera, 30 giugno 2026 – Una serata di terrore ha scosso il Principato di Monaco. Lunedì 29 giugno, intorno alle 21:00, una potente esplosione ha devastato l’ingresso di un edificio residenziale in rue Révérend-Père-Louis-Frolla, nel quartiere La Rousse-Saint-Roman, vicino alla frontiera francese. Le autorità trattano il caso come un attentato terroristico.La dinamica dell’attaccoSecondo le prime ricostruzioni, un individuo è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza mentre depositava uno zaino (o un pacco) nell’atrio dell’edificio prima di allontanarsi rapidamente. Pochi istanti dopo, l’ordigno è esploso. L’esplosivo era artigianale e conteneva bulloni e frammenti metallici, progettato per massimizzare le ferite da schegge.Il Ministro di Stato di Monaco, Christophe Mirmand, ha dichiarato all’AFP: «È molto probabile che si tratti di un attentato». Il Procuratore Generale Stéphane Thibault ha confermato che si tratta di un «atto doloso» e ha sottolineato come sia «la prima volta nella storia» che un episodio del genere colpisce il Principato, noto per la sua sicurezza e come rifugio di ultra-ricchi.Le vittimeLe tre persone ferite appartengono alla stessa famiglia ucraina:
  • Vadym Yermolaiev (o Vadim Ermolaev), imprenditore e oligarca ucraino sanzionato da Kiev, in condizioni gravissime.
  • La compagna/moglie, anch’essa tra i 50 e i 60 anni, in pericolo di vita.
  • Il figlio 13enne, ferito in modo meno grave ma comunque ricoverato.
Yermolaiev viveva a Monaco come “rifugiato VIP” dall’inizio della guerra in Ucraina. L’esplosione è avvenuta nei pressi della Cuomo Foundation, un’organizzazione filantropica, anche se le vittime si trovavano nell’atrio di un palazzo residenziale adiacente.Le indaginiUna vasta caccia all’uomo è in corso, coordinata tra polizia monegasca e autorità francesi. Il sospetto, ripreso mentre fuggiva a piedi verso la Francia, indossava abiti scuri. Al momento rimane latitante. Prince Albert II ha condannato l’accaduto definendolo un «crimine odioso».Le indagini si concentrano sui legami della vittima: affari nel settore immobiliare, sanzioni ucraine e possibili connessioni con il contesto della guerra in Ucraina. Non sono state ancora rivendicate responsabilità.Un segnale preoccupanteMonaco, da sempre sinonimo di lusso, yacht e tranquillità, vive ore di shock. L’episodio rappresenta un campanello d’allarme per la sicurezza di uno dei luoghi più protetti d’Europa e riapre interrogativi su tensioni trasversali legate al conflitto ucraino che si estendono anche nei paradisi fiscali e residenziali dell’alta società.Le autorità hanno invitato alla calma, mentre i residenti e la comunità internazionale seguono con apprensione gli sviluppi di un’indagine che potrebbe rivelare retroscena geopolitici complessi.Monaco non è più un’isola felice. Il terrore ha bussato anche alle sue porte blindate.Immagine realizzata con IA

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