Ci sono paesi che, pur nelle loro dimensioni contenute, custodiscono una storia sorprendentemente ricca e affascinante. Solero, adagiato sulla riva sinistra del Tanaro a pochi chilometri da Alessandria, appartiene certamente a questa categoria. Le sue radici affondano nella preistoria e attraversano oltre duemila anni di vicende umane, religiose, politiche e culturali che hanno lasciato un'impronta profonda nell'identità della comunità locale. Dalle antiche popolazioni dell'Età del Bronzo ai Romani, dai Franchi ai Savoia, passando per santi, vescovi, nobili famiglie e artisti, Solero rappresenta una piccola ma significativa sintesi della storia del Piemonte meridionale. Ancora oggi il paese conserva monumenti, tradizioni e memorie che raccontano un passato straordinario, mantenendo viva una forte identità culturale e linguistica legata al caratteristico dialetto suliare.
Pier Carlo Lava
Le origini preistoriche e l'età romana
Le testimonianze più antiche della presenza umana nel territorio risalgono all'Età del Bronzo. Gli studi archeologici hanno identificato nell'area una cultura particolarmente significativa, tanto da attribuire alla zona il nome di Facies Alba Solero, importante espressione culturale dell'Italia nordoccidentale preistorica. La posizione lungo il Tanaro favoriva il controllo delle vie di comunicazione e degli scambi commerciali già migliaia di anni prima dell'epoca romana.
Con la conquista romana della Pianura Padana il territorio acquisì una funzione ancora più strategica. Il Tanaro costituiva infatti una vera e propria autostrada fluviale attraverso la quale transitavano merci, persone e informazioni. I primi nuclei abitati stabili si svilupparono proprio lungo il corso del fiume, dando origine al futuro insediamento di Solero.
L'età dei Franchi e l'arrivo delle reliquie di San Perpetuo
Dopo la caduta dell'Impero Romano il territorio attraversò le turbolenze delle invasioni barbariche fino all'arrivo dei Franchi. Nel 773 Carlo Magno assegnò Solero ai canonici dell'Abbazia di San Martino di Tours, una delle istituzioni religiose più prestigiose dell'Europa medievale. Il privilegio venne successivamente confermato dall'imperatore Carlo il Grosso.
Nel X secolo si verificò un episodio destinato a segnare profondamente la storia religiosa del paese. Per sottrarle alle incursioni normanne che minacciavano la Francia, i canonici trasferirono a Solero le reliquie di San Perpetuo di Tours, vescovo del V secolo. Da quel momento il santo divenne il patrono della comunità e ancora oggi rappresenta una figura centrale nella spiritualità locale.
La nascita di San Bruno e il Medioevo
Nel 1048 nacque a Solero San Bruno di Segni, destinato a diventare una delle personalità più autorevoli della Chiesa medievale. Teologo, esegeta biblico, vescovo e successivamente abate di Montecassino, fu uno dei principali sostenitori della riforma gregoriana e protagonista della celebre Lotta per le Investiture che contrappose Papato e Impero.
Durante il XII secolo la popolazione fu costretta ad affrontare un problema ricorrente: le devastanti piene del Tanaro. Le continue alluvioni convinsero gli abitanti ad abbandonare l'antico insediamento fluviale per trasferirsi in una zona più elevata e sicura. Nacque così la cosiddetta Villa Forte, nucleo fortificato costruito attorno a un piccolo rilievo ancora oggi ricordato nella tradizione popolare locale con il nome dialettale di "an sal casté".
La fondazione di Alessandria e i secoli delle guerre
Nel 1168 gli abitanti di Solero parteciparono alla fondazione di Alessandria, città nata come baluardo contro il potere imperiale di Federico Barbarossa. Da quel momento la storia di Solero si intrecciò strettamente con quella del contado alessandrino.
I secoli successivi furono segnati da guerre, assedi e passaggi di eserciti. Le campagne solerine subirono più volte devastazioni provocate dai conflitti che interessavano l'Italia settentrionale, ma la comunità riuscì sempre a ricostruire e mantenere viva la propria identità.
I Guasco, i Faà di Bruno e il castello
Nel Quattrocento Solero entrò nell'orbita del Ducato di Milano governato dagli Sforza e venne assegnata a Giovanni Tolentini. Successivamente, nel 1506, il fe
udo passò alla potente famiglia patrizia dei Guasco, che ne mantenne il controllo per secoli.
Furono proprio i Guasco ad ampliare il castello locale trasformandolo progressivamente da struttura difensiva a residenza signorile. Nel 1670 Ludovico Guasco promosse una radicale ristrutturazione che conferì all'edificio caratteristiche più eleganti e rappresentative.
Nel XIX secolo il castello passò alla famiglia Faà di Bruno, che realizzò ulteriori ampliamenti. Risale a questo periodo la caratteristica torre merlata neogotica con le eleganti bifore che ancora oggi costituisce uno degli elementi più riconoscibili del monumento.
Oggi il Castello Faà di Bruno è proprietà comunale e ospita eventi culturali, mostre, conferenze e iniziative dedicate alla valorizzazione della storia locale.
L'arrivo dei Savoia
Nel 1707, durante la Guerra di Successione Spagnola, l'intero territorio alessandrino passò dal Ducato di Milano ai Savoia. Solero entrò così nel Regno di Sardegna, avviando una nuova fase della propria storia che avrebbe portato, nel secolo successivo, all'Unità d'Italia.
Carlo Guasco e la grande lirica italiana
Tra i figli più illustri di Solero spicca Carlo Guasco (1813-1876), uno dei maggiori tenori dell'Ottocento italiano. La sua voce conquistò i principali teatri europei e attirò l'attenzione di Giuseppe Verdi.
Guasco fu scelto personalmente dal compositore per interpretare importanti ruoli nelle prime assolute dei Lombardi alla Prima Crociata, di Ernani e successivamente di Attila. Il suo nome è oggi legato in modo indissolubile ai primi grandi successi verdiani.
Dopo una brillante carriera internazionale si ritirò dalle scene e tornò nella sua Solero, dove si dedicò alla vita pubblica ricoprendo anche incarichi amministrativi e contribuendo allo sviluppo della comunità.
La Parrocchiale dei Santi Perpetuo e Bruno
Il principale edificio religioso del paese è la Chiesa Parrocchiale dei Santi Perpetuo e Bruno, le cui origini risalgono all'XI secolo. Nel corso dei secoli l'edificio venne ampliato e trasformato, mantenendo però importanti testimonianze storiche.
Al suo interno si conservano le reliquie di San Perpetuo e numerose opere d'arte. Particolarmente importante è la Via Crucis realizzata nel 1858 dal pittore alessandrino Francesco Mensi, uno dei più significativi esponenti del Romanticismo storico piemontese.
Il Santuario della Madonna del Poggio
Altro luogo simbolo della spiritualità solerina è il Santuario della Madonna del Poggio, edificato come ex voto dalla popolazione alla fine del Quattrocento. La costruzione iniziò nel 1501 e la consacrazione avvenne l'8 settembre 1520.
Il santuario sorge su un piccolo rialzo naturale che ne ha determinato il nome e che offriva una protezione naturale dalle frequenti esondazioni del Tanaro.
Il Novecento e la Solero contemporanea
Nel corso del Novecento Solero ha mantenuto la propria vocazione agricola pur beneficiando dello sviluppo economico dell'area alessandrina. Dopo la Seconda guerra mondiale il paese ha conosciuto una progressiva modernizzazione delle infrastrutture e un rafforzamento dei collegamenti con il capoluogo.
Oggi Solero conta circa 1.500 abitanti e continua a custodire con orgoglio il proprio patrimonio storico, artistico e linguistico. Le celebrazioni dedicate a San Perpetuo, gli eventi culturali legati a San Bruno e a Carlo Guasco e la valorizzazione dei monumenti storici testimoniano il forte legame della comunità con le proprie radici.
Solero rappresenta oggi uno dei centri più interessanti della pianura alessandrina, dove storia, fede, arte e tradizioni continuano a convivere in un equilibrio che racconta oltre duemila anni di civiltà sulle rive del Tanaro.
Geo
Solero si trova nella pianura alessandrina, lungo la riva sinistra del Tanaro, a pochi chilometri da Alessandria. Il comune conserva un importante patrimonio storico e artistico costituito dalla Parrocchiale dei Santi Perpetuo e Bruno, dal Castello dei Faà di Bruno, dal Santuario della Madonna del Poggio e dalle testimonianze legate a San Bruno di Segni e al tenore Carlo Guasco. Ancora oggi rappresenta una delle realtà storiche più significative del territorio alessandrino.
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