ALLO SPAZIO "LA VACCHERIA" DICIOTTO ARTISTE INTERPRETANO IL TEMA DELLA RINASCITA FEMMINILE NELLA MOSTRA ORGANIZZATA DI FAG ART VISIVE
Domenica 5 luglio presso lo spazio culturale “La Vaccheria” nel cuore dell’Eur sarà presentata la mostra fotografica collettiva REBIRTH, progetto organizzato da FAG Arti Visive e curato da Monica Bisin e riconosciuto dalla FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche.
Dal 5 al 19 luglio la mostra sarà esposta allo spazio La Vaccheria, il 24 e il 24 Luglio a Palazzo Velli Expo.
Il progetto presenta i lavori di 18 autrici attorno al tema della rinascita femminile, un atto che per molte donne non è unico e silenzioso, ma è una sequenza di piccole rivoluzioni che avvengono nel tempo, nello spazio e nello sguardo. Ogni fotografia si presenta come una tappa di questo viaggio verso la rinascita, che inizia spesso proprio nel momento più oscuro, quando tutto sembra più incerto. Quando una donna riconosce la perdita, di un amore, di un ruolo, di un’identità costruita per gli altri, il terreno sembra sgretolarsi sotto i piedi, ma è in quel momento che si insinua il seme di una nuova vita. Rinascita non come ritorno a ciò che si era, ma come invenzione di qualcosa che ancora non esisteva.
La mostra si propone di essere un tributo a tutte le donne che hanno scelto più e più volte di rinascere, attraverso i lavori fotografici di 18 artiste, con “incursioni” di AI e Digital Art.
Le 18 artiste presentano progetti che, pur nella specificità delle ricerche individuali, analizzano in un percorso condiviso il tema della trasformazione e della rinascita.
In mostra: Anna Maria Beligotti, Elisa Gambalonga, Elisabetta Maetzke, Federica Fazio - Giulia Efisi, Giulia Nardinocchi, Laura Domenichelli, Letizia Rostagno, Marzia Bernini, Marzia Francesconi, Monica Bisin, Monica Zorzi, Paola Zucchelli, Patrizia Eichenberger, Rossella Priori, Silvia Battaglio, Silvia Mariani, Valeria Ciardulli.
L’immagine della locandina è di Giulia Nardinocchi, in mostra anche al Lettere Caffè con il progetto personale “Oltre il buio”.
“REBIRTH- affermano gli organizzatori nella presentazione- è un progetto espositivo articolato che si sviluppa tra i due spazi, configurandosi come un unico percorso su due sedi.
La scelta del doppio spazio risponde all’esigenza di restituire la dimensione processuale del progetto, intesa come attraversamento e sequenza di passaggi.
La scelta del doppio spazio risponde all’esigenza di restituire la dimensione processuale del progetto, intesa come attraversamento e sequenza di passaggi.
La distribuzione su due sedi consente di evidenziare questa continuità in movimento, offrendo al pubblico un’esperienza di fruizione che riflette il tema della trasformazione, Le opere sono presenti integralmente in entrambe le sedi, con differenti modalità di allestimento.
La Vaccheria presenta un allestimento più articolato, in cui le opere fotografiche sono affiancate da oggetti e materiali di supporto.
La Vaccheria presenta un allestimento più articolato, in cui le opere fotografiche sono affiancate da oggetti e materiali di supporto.
Questa configurazione consente una maggiore stratificazione del percorso espositivo e una lettura ampliata delle relazioni tra immagini e contesto, contribuendo a restituire la complessità del progetto nella sua dimensione installativa.
Palazzo Velli Expo propone invece un allestimento più essenziale, in cui le opere sono presentate senza elementi integrativi, secondo una modalità espositiva che mantiene la continuità del percorso attraverso una diversa condizione di fruizione.
La mostra si sviluppa attorno al tema della rinascita femminile e dei processi di trasformazione personale, intesi come percorsi non lineari, caratterizzati da fasi di crisi, passaggio, ridefinizione dell’identità. Attraverso il linguaggio fotografico, il progetto costruisce un racconto corale che attraversa dimensioni corporee, percettive e interiori, restituendo una visione plurale dell’esperienza femminile contemporanea.
Le opere si collocano in una dimensione di trasformazione che prende avvio da momenti di perdita di riferimenti affettivi, identitari o esistenziali, dando forma a processi di ridefinizione progressiva del sé. In questo contesto, il cambiamento si manifesta come sequenza di micro-passaggi, attraversamenti e riassetti percettivi.
Il progetto fa riferimento al concetto del kintsugi, pratica tradizionale giapponese di riparazione che valorizza le fratture attraverso l’oro, assumendo la traccia della rottura come parte integrante della storia dell’oggetto. In questa prospettiva, la fragilità non viene intesa come elemento da rimuovere, ma come componente generativa dei processi di trasformazione. La rinascita è qui intesa come processo non lineare, che non implica il ritorno a una condizione originaria, ma la costruzione di una nuova configurazione del sé attraverso l’integrazione delle esperienze pregresse”.
Palazzo Velli Expo propone invece un allestimento più essenziale, in cui le opere sono presentate senza elementi integrativi, secondo una modalità espositiva che mantiene la continuità del percorso attraverso una diversa condizione di fruizione.
La mostra si sviluppa attorno al tema della rinascita femminile e dei processi di trasformazione personale, intesi come percorsi non lineari, caratterizzati da fasi di crisi, passaggio, ridefinizione dell’identità. Attraverso il linguaggio fotografico, il progetto costruisce un racconto corale che attraversa dimensioni corporee, percettive e interiori, restituendo una visione plurale dell’esperienza femminile contemporanea.
Le opere si collocano in una dimensione di trasformazione che prende avvio da momenti di perdita di riferimenti affettivi, identitari o esistenziali, dando forma a processi di ridefinizione progressiva del sé. In questo contesto, il cambiamento si manifesta come sequenza di micro-passaggi, attraversamenti e riassetti percettivi.
Il progetto fa riferimento al concetto del kintsugi, pratica tradizionale giapponese di riparazione che valorizza le fratture attraverso l’oro, assumendo la traccia della rottura come parte integrante della storia dell’oggetto. In questa prospettiva, la fragilità non viene intesa come elemento da rimuovere, ma come componente generativa dei processi di trasformazione. La rinascita è qui intesa come processo non lineare, che non implica il ritorno a una condizione originaria, ma la costruzione di una nuova configurazione del sé attraverso l’integrazione delle esperienze pregresse”.
In occasione dell’evento, è previsto un incontro con la Dott.ssa Patrizia Niddoni, psicologa e psicoterapeuta, che offrirà una lettura psicologica del progetto attraverso un intervento in collegamento diretto.
Per la parte fotografica interverrà Mariano Fanini, consigliere nazionale Fiaf e a seguire una performance dell’autrice Paola Zucchello
La mostra è curata da Monica Bisin e organizzata da FAG Arti visive, con il patrocinio del Municipio IX del Comune di Roma.
Vernissage: domenica 5 Luglio allo Spazio La Vaccheria, Via Giovanni L’Eltore, Roma.
Andrea Macciò
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