Perché il mercato per sigle e separati oggi è così difficile? di Giuseppina De Biase

Sia chiaro!!  Io sono una Donna romantica, credo ancora nei sentimenti e nel valore dell'affetto. Ma oggi non vi voglio parlare  di romanticismo ma di una realtà che nessuno ha il coraggio di ammettere. Inutile girarci intorno o nascondersi dietro ai post con i cuoricini e le frasi motivazionali sul "Grande Amore" che si vedono sui social, trovare un partner dopo i 40 anni è diventata un’impresa difficile perché le regole del gioco sono cambiate. Non parliamo più di colpi di fulmine o di farfalle nello stomaco, oggi il mercato sentimentale è governato da una dura e cinica selezione naturale, dove la stabilità economica è diventata il primo, insindacabile filtro d'ingresso.
A vent'anni bastavano due cuori e una capanna, ma a quaranta la capanna non esiste.
Oggi le donne hanno aperto gli occhi e sono diventate furbe. Hanno faticato per raggiungere la propria indipendenza economica, hanno una casa, un lavoro e di  conseguenza hanno smesso di fare le crocerossine o gli ammortizzatori sociali. Un uomo "buono" ma precario non basta più: a 40 anni le donne non cercano un progetto da finanziare o un problema da risolvere, cercano certezze.
Quando mancano le risorse per gestire la quotidianità  moltissime relazioni si interrompono non per mancanza di affetto, ma perché le donne preferiscono tagliare i rami secchi prima che la barca affonda.
Il mercato oggi offre quasi solo single con le pezze al culo, e l'unica alternativa per non rimetterci è blindare la propria serenità. 
Ma non facciamo l'errore di guardare solo da una parte, perché anche l'uomo single, separato e  a 40 anni e oltre  è diventato furbo. Se ha una buona stabilità economica, non ha la minima intenzione di fare da "salvagente" finanziario a qualcun altro o di farsi carico delle spese di una donna da mantenere.
L'uomo solido usa il proprio potere economico come merce di scambio cercando  solo donne autonome per non intaccare il proprio tenore di vita.
Sa perfettamente di essere cercato anche per il portafoglio e gli va bene così, purché le regole del gioco siano chiare.
Se la povertà distrugge i sentimenti, c'è un'altra verità ancora più scomoda che smantella il mito dell'amore romantico: il denaro non solo compra l'accesso al cuore, ma compra anche il perdono. E qui la furbizia si sposta sul piano del puro calcolo materiale. Mentre un uomo in difficoltà economica viene liquidato alla prima scusa, il marito benestante gode di un'immunità speciale. Può collezionare scappatelle, condurre doppie vite e mancare di rispetto, ma difficilmente verrà buttato fuori di casa.
Quando il conto in banca è a molti zeri, la dignità sentimentale diventa stranamente flessibile. Se il partner precario commette un errore viene scaricato all'istante, se a tradire è l'uomo che garantisce lo stile di vita, le vacanze a cinque stelle e la serenità immobiliare, lo scenario cambia. Le donne scelgono di essere furbe due volte: non si fanno rovinare la vita da un divorzio che dimezzerebbe il patrimonio, e trasformano il tradimento in un "momento di sbandamento" da perdonare in cambio della sicurezza economica. 
Di fronte alla prospettiva di dover ricominciare daccapo la convenienza batte l'orgoglio.
Si preferisce non guardare il telefono per salvaguardare la facciata.
La relazione affettiva muore, ma l'alleanza economica resta d'acciaio.
Questo crea la più grande ingiustizia dei nostri tempi: L'uomo buono, fedele e presente, ma privo di grandi risorse economiche, si ritrova solo al minimo passo falso. Il traditore seriale, purché solido e generoso trova quasi sempre una porta aperta e un'insospettabile capacità di comprensione.
Chi cerca un partner oggi deve accettare questa verità: la prima forma di seduzione, piaccia o no, è l’autonomia finanziaria. Finché il denaro scorre e garantisce la sicurezza, persino le corna diventano un dettaglio sacrificabile sull'altare del benessere.
Non sono stata romantica, lo so. Ma purtroppo la realtà è questa.

 

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