LA RIVOLUZIONE DELLA “DINONTORGANICA”


Oltre i limiti di capitalismo e marxismo: la proposta di una sociologia costruttiva per rifondare l'azione comunitaria e la gestione aziendale...

Dal Realismo Dinamico di Tommaso Demaria alla Progettazione Sociale ed ESG: una via per rigenerare la Società e l'Impresa.

di Antonio Rossello (*)

Nel panorama contemporaneo, le scienze sociali e l’economia si trovano spesso strette in una morsa: da un lato l'analisi quantitativa e la descrizione fredda della realtà, dall'altro una spinta critico-decostruttiva che denuncia i limiti strutturali del capitalismo — dalle crisi ricorrenti al degrado ambientale — senza però riuscire a edificare un'alternativa concreta. È in questo spazio vuoto che la figura di Tommaso Demaria (1908-1996), teologo e filosofo salesiano, emerge oggi con una forza profetica inaspettata. Lungi dal rimanere confinata nelle accademie teologiche, la sua intuizione centrale, il Realismo Dinamico, si offre come una vera e propria "cassetta degli attrezzi" per una sociologia costruttiva e operativa, capace di rifondare tanto la progettazione sociale quanto la prassi aziendale.

La Scoperta dell'Ente Dinamico: dove la Storia si fa Essenza

Per comprendere la portata di questa visione, occorre partire da quella che Demaria definiva «l'unica grande scoperta metafisica»: l'Ente Dinamico Universale e Concreto (EDUC). La filosofia classica ci ha abituati all'idea di un ente statico, la cui essenza è compiuta fin dal primo istante. Una roccia o un albero si accrescono per sviluppo naturale, non per composizione; la loro natura è data.

Ma quando entriamo nel regno dell'agire umano e della storia, questa categoria non basta più. Le scelte di una persona e le relazioni che intesse non sono semplici dettagli accidentali. Se rimanessimo all'ente statico, paradossalmente non vi sarebbe differenza ontologica tra un San Francesco e un Hitler. L'ente dinamico è invece un ens cuius essentia fit: un essere la cui essenza non è predeterminata, ma si costruisce attivisticamente nello spazio e nel tempo. Da questa categoria fioriscono gli enti interumani di secondo grado: la famiglia, lo Stato, la comunità e l'azienda. Enti realissimi che, proprio come un computer non è riducibile ai meri minerali che lo compongono, non sono la semplice somma degli individui, ma il frutto di una sintesi superiore.

La Realtà Storica diventa così un gigantesco superorganismo dinamico. Non un teatro inerte dove gli uomini recitano, ma un attore vivo che ci influenza e che noi, attraverso la nostra prassi quotidiana, contribuiamo continuamente a sintetizzare, plasmare o, purtroppo, avvelenare.

L'Esperto di Progettazione Sociale come Professionista della Sintesi

Laddove la sociologia tradizionale applica metodi analitici che scompongono la realtà in bisogni e risorse finendo per frammentarla, il Realismo Dinamico propone il metodo sintetico. Questo cambio di paradigma trasforma radicalmente la figura dell'Esperto di Progettazione Sociale (EPS).

L'EPS dinontorganico (termine che fonde la dimensione dinamica, ontologica e organica) smette di essere un semplice burocrate della caccia ai bandi o un tecnico dei servizi socio-assistenziali. Diventa un "costruttore di realtà storica". Nella fase di ideazione di un intervento, non si limita a chiedere "cosa manca?", ma interroga il futuro: "qual è il nuovo ente dinamico che vogliamo far emergere?". Il progetto sociale viene così concepito come un organismo vivo che deve fecondare il territorio.

Per fare questo, il progettista deve far muovere l'azione comunitaria lungo cinque binari formali, che Demaria chiama trascendentali dinamici:

  • Religiosità: intesa non in senso confessionale, ma come tensione unitaria e apertura dell'azione al senso ultimo.

  • Educatività: la capacità del progetto di riplasmare e formare i partecipanti.

  • Moralità: il dovere etico di non danneggiare il superorganismo sociale.

  • Missionarietà: l'attitudine a propagare la propria logica positiva all'intero sistema.

  • Socialità: l'istanza inclusiva che non lascia indietro nessuna "materia" umana.

Al cuore di questo processo batte il principio altruico organico: il superorganismo vive per le sue cellule (le persone) e le persone donano se stesse per la vita dell'organismo. È il superamento definitivo dell'individualismo predatorio.

L'Impresa Dinontorganica e l'Oltre-ESG

Questo impianto metafisico trova una sponda straordinariamente concreta nel mondo economico, scardinando il dogma del laicismo liberal-capitalista basato sulla selezione competitiva del mors tua, vita mea. Al suo posto, il modello dinontorganico d'impresa propone la formula vita tua, vita mea.

In un'azienda dinontorganica il profitto non è lo scopo ultimo, ma lo strumento essenziale per alimentare la creatività e la costruttività. L'attività economica cessa di essere una sfera isolata e predatrice per riscoprirsi parte del tutto, orientata alla bellezza, alla verità e al bene comune.

Ma come verificare se un'azienda sta davvero costruendo società o se sta solo producendo merci? Il saggio suggerisce un confronto serrato con i moderni parametri ESG (Environmental, Social, Governance). Sebbene la misurazione della sostenibilità sia ormai imprescindibile per gli investitori globali, i rating ESG attuali mostrano limiti evidenti: spesso si riducono a checklist burocratiche, a misurazioni di conformità interna o a scudi contro i rischi reputazionali, lasciando spazio al pericolo del greenwashing.

La sfida della dinontorganica è il passaggio verso un rating ESG dinontorganico. Non basta più chiedere a un'impresa "quanti rischi ambientali hai evitato?", ma bisogna domandare "quanta costruttività ontologica hai generato?". Si tratta di valutare se i processi aziendali integrano i trascendentali dinamici, se formano i dipendenti come "persone-cellule" e se il beneficio economico è strutturalmente ridistribuito su dipendenti, fornitori, comunità e ambiente secondo una reale sintesi altruica.

Verso una Sociologia Costruttiva

Le applicazioni pratiche di questo modello sono molteplici: dal welfare di comunità alla rigenerazione territoriale, dai laboratori di co-design dell'innovazione sociale fino alla rimodulazione dei bandi pubblici ed europei, che potrebbero premiare i progetti non solo per l'efficienza quantitativa, ma per la loro capacità di generare "superorganismo".

Certamente restano aperte grandi sfide metodologiche, a partire dalla necessità di tradurre concetti densi come "sintesi altruica" in indicatori misurabili e statisticamente validi, fino al bisogno di far dialogare il Realismo Dinamico con i padri della sociologia contemporanea come Bourdieu o Luhmann.

Tuttavia, il merito storico della proposta di Tommaso Demaria risiede nell'aver ricordato alle scienze sociali che la neutralità non esiste. Ogni analisi, ogni progetto e ogni azione economica sono atti costitutivi che curano o frammentano il tessuto del mondo. Abbracciare il Realismo Dinamico significa smettere di subire passivamente le logiche economiche dominanti per riappropriarsi della responsabilità ontologica di edificare, consapevolmente, una storia più umana.

Bibliografia Essenziale

  • Demaria, T. (1963). Realismo dinamico. Il “settimo trattato” della metafisica. Editrice S.A.S.

  • Demaria, T. (2005). Realismo dinamico: metafisica della realtà storica: la realtà storica come ente dinamico. LAS.

  • Demaria, T. (2006). Realismo dinamico: la realtà storica come superorganismo dinamico: dinontorganismo e dinontorganicismo. LAS.

  • Mantovani, M., Pessa, A., & Riggi, O. (A cura di). (2011). Oltre la crisis. Prospettive per un nuovo modello di sviluppo: il contributo del pensiero realistico dinamico di Tommaso Demaria. LAS.

  • Rossello, A. (2026). Realismo dinamico, progettazione sociale e impresa dinontorganica: una proposta di sociologia costruttiva.

(*) ANTONIO ROSSELLO | SOCIOLOGO

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