- Ottieni link
- X
- Altre app
Pippo Bunorrotri
Questa Poesia di Pippo Bunorrotri nasce da un fuoco interiore dominato da una passionalità travolgente.
"Lo Sguardo" è una Poesia che ci trascina nel cuore pulsante del desiderio e della vulnerabilità umana. Attraverso una sinfonia di immagini e metafore il Poeta esplora il contrasto tra l'estasi dell'unione e il terrore della perdita. È il canto di un uomo che scopre nell'Amore l'unico antidoto al vuoto esistenziale, regalandoci versi che fanno sognare per la loro assoluta intensità emotiva.
La Poesia si apre con una confessione d'Amore totale, segnata da una "paura terribile": quella di perdere la luce degli occhi della sua Donna che paragona a una "dea pagana".
Bunorrotri esprime qui una passionalità pura e carnale in cui gli occhi della figura femminile possiedono una forza seducente e intima, capace di scuotere l'anima. Il bacio notturno e la brezza del sospiro creano un'atmosfera sensoriale intensa, quasi palpabile, in cui l'ardore del sentimento diventa l'aria stessa necessaria per respirare.
Nella Poesia emerge anche la sua sofferenza e il senso di impotenza di fronte a una passione travolgente ma ostacolata dalla distanza.
Ma nei versi finali la distanza si annulla in una dichiarazione di totale fusione emotiva. L'amata non è più solo una divinità lontana, ma diventa il paesaggio stesso dell'anima: "mare trasparente", "misteriosa profondità" e "spiaggia bagnata".
Bunorrotri si spoglia di ogni difesa testimoniando un abbandono sentimentale assoluto.
Il finale è un grido disperato,
un'invocazione di bruciante passionalità contro la cecità del mondo "Non lasciarmi cieco senza il tuo sguardo".
È una Poesia di straordinaria bellezza, la Poesia stessa diventa l'unico strumento capace di "decorare il vuoto" del tempo cessando di essere semplice testo e si trasforma in carne, sangue e brivido: un'arma sublime per fecondare il vuoto del tempo con i versi di un sentimento eterno. È il trionfo assoluto di un amore che travolge, fa sognare e urla la sua fame d'infinito, lasciando il lettore senza fiato di fronte a tanta struggente bellezza.
Giuseppina De Biase
Esta poesía de Pippo Bunorrotri nace de un fuego interior
dominado por una pasionalidad arrolladora.
"La mirada" es un poema que nos arrastra al corazón palpitante del deseo y de la vulnerabilidad humana. A través de una sinfonía de imágenes y metáforas, el poeta explora el contraste entre el éxtasis de la unión y el terror de la pérdida. Es el canto de un hombre que descubre en el amor el único antídoto al vacío existencial, regalándonos versos que hacen soñar por su absoluta intensidad emotiva.
El poema se abre con una confesión de amor total, marcada por un miedo terrible: el de perder la luz de los ojos de su mujer, a quien compara con una diosa pagana.
Bunorrotri expresa aquí una pasionalidad pura y carnal, en la que los ojos de la figura femenina poseen una fuerza seductora e íntima, capaz de conmover el alma. El beso nocturno y la brisa del suspiro crean una atmósfera sensorial intensa, casi palpable, en la que el ardor del sentimiento se convierte en el aire mismo necesario para respirar.
En la poesía emerge también su sufrimiento y el sentimiento de impotencia ante una pasión arrolladora pero obstaculizada por la distancia. Sin embargo, en los versos finales la distancia se anula en una declaración de total fusión emotiva. La amada ya no es solo una divinidad lejana, sino que se convierte en el paisaje mismo del alma: mar transparente, misteriosa profundidad y playa mojada. Bunorrotri se despoja de toda defensa, testimoniando un abandono sentimental absoluto.El final es un grito desesperado, una invocación de ardiente pasionalidad contra la ceguera del mundo: "No me dejes ciego sin tu mirada". Es una poesía de extraordinaria belleza; el poema mismo se convierte en el único instrumento capaz de decorar el vacío del tiempo, dejando de ser un simple texto para transformarse en carne, sangre y escalofrío: un arma sublime para fecundar el vacío del tiempo con los versos de un sentimiento eterno. Es el triunfo absoluto de un amor que arrolla, hace soñar y grita su hambre de infinito, dejando al lector sin aliento ante tanta conmovedora belleza.
Giuseppina De Biase
LA MIRADA
Tengo pánico de perder
la mirada seductora,
indiscreta, íntima
de tus ojos de diosa pagana
y el beso que la noche
coloca sobre mis labios
sintiendo la brisa
de tú suspiro.
Tengo pesar de ser esta orilla
de arena y espuma
donde las olas baten tus besos
y se van con mi lamento,
siento no ser ese velero
que se va en las olas
dejando el lamento
de mi sufrimiento.
Tú eres mi secreto oculto
eres mi mar transparente
y misteriosa profundidad,
y eres mi playa mojada
y yo soy la emoción
de tu deseo.
No me dejes ciego
sin tu mirada,
decora el vacío
de tus horas
con los versos
de mi sentir.
Pippo Bunorrotri
LO SGUARDO
Ho una paura terribile di perdere
lo sguardo seducente,
indiscreto, intimo
dei tuoi occhi di dea pagana
e il bacio che la notte
poggia sulle mie labbra
sentendo la brezza
del tuo sospiro.
Ho il rimpianto di essere questa riva
di sabbia e schiuma
dove le onde battono i tuoi baci
E se ne vanno con il mio lamento,
Mi dispiace, non essere quel veliero
che se ne va tra le onde
lasciando il lamento
della mia sofferenza.
Tu sei il mio segreto nascosto
Tu sei il mio mare trasparente
e misteriosa profondità,
e sei la mia spiaggia bagnata
E io sono l'emozione
del tuo desiderio.
Non lasciarmi cieco
senza il tuo sguardo,
decora il vuoto
delle tue ore
con i versi
del mio sentire.
Pippo Bunorrotri
Commenti
Posta un commento
Grazie per il tuo commento torna a trovarci su Alessandria post