INTERVISTA/ WYWIAD: Barbara Krenz " Posso dire di essere piuttosto tenace. Non mi arrendo facilmente / Mogę powiedzieć że jestem raczej heroiczna. Nie poddaję się łatwo".


Intervista e traduzione in italiano Izabella Teresa Kostka.
Wywiad i przekład na włoski Izabella Teresa Kostka.

Foto pubblicate dall'archivio personale di Barbara Krenz, con il suo pieno consenso.

Zdjęcia z osobistego archiwum Barbary Krenz, opublikowane za jej zgodą.

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Barbara Krenz 

           La mia ospite di oggi, Barbara Krenz, è ben conosciuta da alcuni lettori sia in Polonia che in Italia. Anni fa, infatti, ancora prima della pandemia, partecipò come ospite speciale, insieme al coro “Metrum” e a suo marito Jarosław Krenz, allora direttore del coro, al mio programma culturale internazionale “Verseggiando sotto gli astri di Milano / Poetyzując pod gwiazdami Mediolanu”, tenutosi a Sovico.

1. I.T.K.: Cara Barbara, ti do il mio benvenuto e ti ringrazio per aver trovato il tempo per questa intervista, nonostante i numerosi impegni artistici che riempiono la tua agenda professionale. Tutti conosciamo la celebre canzone “Ballare tutta la notte” tratta dal musical My Fair Lady. Nel tuo caso, però, il titolo potrebbe essere parafrasato in “Cantare tutta la notte”, poiché la tua vita, così come quella dei tuoi familiari, è da sempre profondamente legata alla musica. Possiamo dire che l’amore per il mondo dei suoni ti sia stato trasmesso fin dalla nascita? Da dove nasce questa passione per la musica e per il canto che accomuna così tanti membri della tua famiglia?

B.K.: Sono davvero felice che tu abbia voluto realizzare questa intervista con me. Per rispondere alla tua domanda, devo dire che è stato mio padre, da sempre innamorato della musica e musicista amatoriale per molti anni, a trasmettere a me e ai miei fratelli questo grande amore. All’età di sei anni ho iniziato a frequentare la scuola di musica e, molto presto, ho sentito nascere dentro di me un profondo entusiasmo, una vera passione che mi  accompagna ancora oggi.

2. I.T.K.: Possiedi una formazione musicale. Scegliendo questo percorso, eri sicura al cento per cento che la tua vita sarebbe stata sempre legata alla musica? So bene che non è stato sempre facile, perché hai dovuto affrontare anche momenti personali estremamente difficili. Non hai mai desiderato cambiare strada e intraprendere un percorso diverso?

B.K.: Devo ammettere che non ho mai pensato di cambiare il mio percorso di studi: ho seguito la strada che avevo intrapreso e non riuscivo a immaginare me stessa senza la musica. Le difficoltà personali hanno fatto sì che, per un certo periodo, mi dedicassi a un altro tipo di attività lavorativa, ma con grande determinazione sono tornata a fare della musica la mia professione.

3. I.T.K.: Grazie alla musica, il tuo cammino si è incrociato con quello di Jarek Krenz, con il quale per molti anni hai formato una splendida unione artistica e matrimoniale. Vi univa la passione per il canto. Come è iniziato il tuo percorso nella musica corale e, di conseguenza, il legame con il coro “Metrum” di Gniezno?

B.K.: Oh sì, le nostre strade si sono incrociate grazie al Coro da Camera di Poznań, nel quale ci siamo conosciuti. Il suo direttore, il professor S. Kulczyński, mi ha trasmesso una straordinaria passione per la musica corale. Dopo alcuni anni, quello che nel frattempo era diventato mio marito assunse la direzione del Coro Misto "Metrum" di Gniezno. Fu allora che iniziò anche la mia avventura con questo coro, un’esperienza straordinaria che continua ancora oggi.

Barbara  con suo marito defunto Jarosław Krenz 


4. I.T.K.: Una delle emozioni più belle nell’arte è la possibilità di condividere la bellezza e la passione con gli altri. Il vostro coro è diventato una grande famiglia e vi uniscono legami non solo “professionali”, ma anche di amicizia. Tuo marito, Jarosław, è stato per molti anni il direttore di “Metrum”, ma purtroppo la sua prematura scomparsa è stata un colpo durissimo, sia per te sia per tutto il coro, tanto che la prosecuzione della sua attività sembrava incerta. Nutro una profonda ammirazione per la forza e l’energia che hai trovato dentro di te per prendere il posto del direttore e guidare il coro nel suo cammino. Puoi raccontarci come è avvenuto tutto questo? Dove hai trovato la motivazione per affrontare una sfida così impegnativa?

B.K.: Devo ammettere sinceramente che questo coro è davvero una grande famiglia, capace di restare unita sia nei momenti più bui e difficili sia in quelli di gioia più intensa. È incredibile quanta forza possa dare un gruppo come questo. Dopo l’improvvisa scomparsa di mio marito, Jarosław, ero immersa nel dolore, ma sostenuta da una forte adrenalina e da un profondo senso di responsabilità. Dopo appena tre settimane sono salita sul podio come direttrice del coro. Sentivo dentro di me la missione di portare avanti ciò che avevamo costruito e di continuare a creare qualcosa di prezioso. All’inizio ero intimidita, spaventata, perché non avevo mai ricoperto prima quel ruolo. Ora sono già passati cinque anni da quando dirigo il coro e posso dire con convinzione che è stata una delle decisioni migliori della mia vita, sia sul piano professionale sia su quello personale.
In questo ruolo mi realizzo pienamente in un modo che non avrei mai potuto immaginare.


"Metrum" 


5. I.T.K.: La direzione del coro “Metrum” comporta numerosi impegni, viaggi e soprattutto grandi soddisfazioni. Vorrei ricordare almeno i numerosi concerti internazionali, tra cui quelli in Italia, in Ungheria, in Belgio e persino al Parlamento Europeo di Bruxelles. Recentemente siete stati insigniti in Polonia del prestigioso riconoscimento “Benemerito per la Cultura Polacca”, conferito a personalità di spicco della cultura e dell’arte polacca. Che cosa rappresenta per te e per voi questo premio? Mi auguro che possa aprire la strada a un’ulteriore crescita del vostro percorso artistico. Avete già nuovi progetti in programma?


B.K.: Ricevere un riconoscimento di questo tipo è per noi motivo di grande gioia, soddisfazione e di forte motivazione a proseguire il nostro lavoro. Abbiamo molti progetti artistici, tante idee per nuove attività, concerti e per continuare a crescere con libertà ed entusiasmo. Siamo appena rientrati da un viaggio all’estero, durante il quale abbiamo avuto l’opportunità di esibirci nell’ambito delle Giornate della Cultura Polacca a Brno. La grande soddisfazione che ci ha dato questo concerto ci ha regalato una straordinaria energia per andare avanti. È proprio questo il senso più profondo dell’esistenza del coro.


6. I.T.K.: Sei una musicista versatile e la tua attività non si limita soltanto alla direzione del coro. Sei anche una pianista accompagnatrice talentuosa e molto attiva. Ti esibisci con grande successo nel duo “Retrospekcja” con Marta Szydlik e nel duo “PiaVo” insieme ad Anna Raieva. Come è nata questa collaborazione? Da dove è venuta l’idea?

B.K.: La musica da camera e la possibilità di accompagnare al pianoforte cantanti e strumentisti sono il mio vero punto di forza. Sono fortunata con le persone: appena penso a un progetto, si aprono davanti a me molte opportunità e arrivano persone desiderose di fare musica insieme a me. Il duo “Retrospekcja” e il duo “PiaVo” rappresentano per me qualcosa di essenziale, una parte imprescindibile della mia attività artistica. Sono molto felice che queste due artiste siano entrate nella mia vita. Creare e arrangiare musica insieme è per me una grande gioia e una profonda soddisfazione.


7. I.T.K.: L'anno scorso hai iniziato anche una collaborazione con la violinista Joanna Grützmann-Łatka, con la quale partecipi a emozionanti concerti al buio. Si tratta di un progetto molto ambizioso e spesso stressante per un pianista: suonare nell’oscurità totale, in cui non si vede nemmeno la tastiera… È incredibile come tu riesca a gestire una situazione così insolita. Puoi raccontarci la tua esperienza?


B.K.: Devo ammettere sinceramente che si tratta di una sfida piuttosto estrema, quasi al limite dell’acrobazia. Ma quando si spengono le luci e scompaiono tutte le distrazioni, rimaniamo solo io e la musica. In quel momento accade la magia e posso creare veri e propri paesaggi sonori “cosmici”. Sono eventi in cui ciò che conta è il suono, il suo peso e la sua vibrazione. Ho imparato ad amare moltissimo questi concerti e ora sto iniziando anche una nuova avventura con una sassofonista molto talentuosa.


8. I.T.K.: Sei una pianista con una formazione piuttosto classica, ma ti esibisci con successo anche in un repertorio più leggero e popolare: dalle canzoni del periodo tra le due guerre mondiali allo swing, al blues, fino all’operetta e al musical. È stato difficile per te passare dalla musica classica a quella più leggera? So bene che sono due mondi diversi e richiedono un approccio diverso sia all’esecuzione dei brani sia allo strumento. Qual è la tua opinione?



B.K.: Sì, ho una formazione classica, ma già durante gli studi ero molto attratta dalla musica leggera. Da molti anni ormai mi dedico a questo genere e, avendoci lavorato da sola con grande impegno, ne traggo ancora più soddisfazione e senso di realizzazione. Anche con il mio coro sono entrata profondamente nel repertorio leggero ed è lì che mi esprimo nel modo più completo.


9. I.T.K.: Riesci a conciliare con successo il lavoro professionale con una grande passione, l’essere una madre meravigliosa con una forte determinazione e senso del dovere. Come fai a gestire tutto questo? Hai mai momenti di sconforto in cui pensi di aver assunto troppi impegni professionali? Pensi che le donne di oggi siano diventate delle vere “eroine”?



B.K.: I momenti di dubbio sono molti, ma non mi arrendo. Sono sempre in attesa di nuovi progetti interessanti da realizzare: questo mi dà forza, mi fa crescere e mi permette di conoscere persone straordinarie. A volte il lavoro è tanto, ma quando c’è un po’ di pausa, inizio subito a desiderare le prossime esperienze sul palco. Posso dire di essere piuttosto tenace: non mi arrendo facilmente. Senza forza interiore e grande determinazione non avrei raggiunto ciò che oggi riempie la mia vita.


10. I.T.K.: Abbiamo parlato molto della tua vita professionale, ma chi è Barbara Krenz nella vita privata? Quali sogni ha Basia quando cala il sipario, si spengono le luci della ribalta e torna a casa? Hai dei progetti nel cassetto o qualche asso nella manica? Cosa ti piacerebbe realizzare nel prossimo futuro?

B.K.: Nella vita privata sono molto allegra e spontanea, molto sensibile ed esigente con me stessa. Amo le persone e la loro compagnia, ma spesso entro in una fase di raccoglimento per ritrovare il giusto equilibrio. È proprio allora che nascono nella mia mente nuove idee e ispirazioni per il futuro. Mi piacerebbe scrivere una canzone, creare arrangiamenti corali e, ancora di più, dedicarmi al canto solista… È la mia passione da sempre. Bisogna puntare in alto con i propri sogni e non smettere mai di crederci.

Grazie per l’intervista.

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Intervista realizzata tra la fine di aprile e l’inizio di maggio 2026.


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WYWIAD PO POLSKU 

        Moja dzisiejsza rozmówczyni Barbara Krenz jest niektórym z czytelników zarówno w Polsce, jak i we Włoszech dobrze znana, gdyż lata temu, jeszcze przed pandemią, wraz z chórem "Metrum" i mężem Jarosławem Krenzem (ówczesnym dyrygentem chóru), jako goście specjalni uczestniczyli w mym włoskim programie kulturalnym "Verseggiando sotto gli astri di Milano/ Poetyzując pod gwiazdami Mediolanu" w Sovico. 

1. I.T.K.: Witam Cię Barbaro, dziękuję, że znalazłaś czas na ten wywiad mimo bardzo zapełnionego artystycznego grafika. Wszyscy znamy piosenkę "Przetańczyć całą noc" ze słynnego musicalu "My fair Lady" . W twoim przypadku można sparafrazować tytuł na "Prześpiewać całą noc", gdyż Twoje życie, jak i twoich najbliższych, od zawsze związane jest z muzyką. Miłość do Muzy wyssałaś z przysłowiowym mlekiem matki? Skąd wzięła się pasja do muzyki i śpiewu, która łączy wielu członków twojej rodziny? 
B.K.: Jest mi bardzo miło, że zechciałaś przeprowadzić ze mną ten wywiad. Zatem…odpowiadając na Twoje pytanie- mój Tato, który od zawsze kochał muzykę i uprawiał ją amatorsko przez wiele lat, zaszczepił we mnie i moim rodzeństwie miłość do muzyki. W wieku 6 lat podjęłam naukę w szkole muzycznej i dość szybko poczułam w sobie pewnego rodzaju zauroczenie i pasję.
2. I.T.K.: Posiadasz wykształcenie muzyczne. Czy wybierając tę drogę byłaś w stu procentach pewna, że twoje życie będzie zawsze związane z muzyką? Wiem dobrze, że nie zawsze było łatwo, gdyż dotknęły Cię także poważne zawirowania osobiste. Nigdy nie chciałaś zmienić obranego kierunku na inny? 
B.K.: Przyznam, że nigdy nie myślałam o zmianie kierunku wykształcenia, podążałam wytyczonym torem i nie wyobrażałam sobie siebie bez muzyki. Zawirowania osobiste sprawiły , że przez czas jakiś zajęłam się innym rodzajem działalności zarobkowej, ale z determinacją powróciłam do uprawiania muzyki w moim życiu zawodowym.

3. I.T.K.: Dzięki muzyce twe kroki skrzyżowały się z Jarkiem Krenzem, z którym przez wiele lat tworzyliście cudowne artystyczne małżeństwo. Łączyła Was pasja do śpiewu. Jakie były początki przygody z muzyką chóralną, a co za tym idzie z chórem gnieźnieńskim "Metrum"?
B.K.: O tak, nasze drogi skrzyżował Poznański Chór Kameralny, w którym się poznaliśmy. Jego dyrygent prof. S. Kulczyński zaraził mnie niezwykłą pasją do muzyki chóralnej. Po kilku latach mój ówczesny już mąż został dyrygentem Chóru Mieszanego Metrum w Gnieźnie, moja przygoda z tym chórem też się wówczas rozpoczęła i trwa do dziś. 

Barbara ze ś.p. mężem Jarosławem 


4. I.T.K. : Jedną z piękniejszych emocji w sztuce jest możliwość dzielenia się pięknem i pasją z innymi. Wasz chór stał się jedną wielką Rodziną i łączą was więzi nie tylko "zawodowe", ale także przyjacielskie. Twój mąż, Jarosław, był wieloletnim dyrygentem "Metrum", niestety jego przedwczesna śmierć była ogromnym ciosem zarówno dla Ciebie, jak i całego chóru, którego dalsze działanie stanęło pod znakiem zapytania. Jestem pełna podziwu i uwielbienia dla Ciebie, że znalazłaś w sobie pokłady siły i energii, by stanąć na miejscu dyrygenta i poprowadzić chór w dalszą drogę. Możesz nam o tym opowiedzieć? Jak znalazłaś w sobie motywację, by sprostać temu wyzwaniu? 

B.K.: Przyznam szczerze, że ten chór to jedna wielka rodzina, która potrafi być ze sobą kiedy jest ciemno i mrocznie oraz w chwilach największej radości. To niesamowite, jak tego rodzaju grupa może dawać tak ogromną siłę. Po nagłej śmierci mojego męża, Jarosława, pogrążona w bólu, z dużą dawką adrenaliny krążącej we krwi już po 3 tygodniach skoczyłam za pulpit dyrygencki, czując pewnego rodzaju misję prowadzenia dalej tego dzieła i tworzenia czegoś pięknego. Na początku onieśmielona, przerażona, nigdy wcześniej nie osadzona w tej roli.Teraz mija już 5 lat, od kiedy jestem z chórem jako dyrygentka i śmiało mogę powiedzieć, że to była jedna z lepszych decyzji w moim zawodowym i osobistym życiu.
Spełniam się w tym niewyobrażalnie….


5. I.T.K.: Prowadzenie chóru "Metrum" łączy się z licznymi koncertami, wyjazdami, a przede wszystkim z dużym uznaniem. Wymienię tu tylko liczne koncerty międzynarodowe, w tym we Włoszech, na Węgrzech, w Belgii, w Parlamencie Europejskim w Brukseli itd. Ostatnio zostaliście odznaczeni w Polsce prestiżowym medalem "Zasłużony dla Kultury Polskiej", przyznawanym wybitnym postaciom polskiej kultury i sztuki. Czym jest dla Ciebie i dla Was to wyróżnienie? Mam nadzieję, że doprowadzi ono do jeszcze większego rozwoju waszej chóralnej kariery. Macie już coś w planach? 

B.K.: Wyróżnienie takie to ogromna radość i motywacja do dalszej pracy z chórem. Mamy bardzo dużo planów repertuarowych, pomysłów na działanie, koncertowanie i dalszy swobodny rozwój. Właśnie wróciliśmy z zagranicznej podróży, podczas której mieliśmy okazję śpiewać w ramach Dni Kultury Polskiej w Brnie. Duża satysfakcja koncertowa dała nam ogromny zastrzyk energii do dalszego działania. To cały sens istnienia chóru.

Chór "Metrum"

6. I.T.K.: Jesteś muzykiem wszechstronnym, a twoja działalność nie ogranicza się tylko do prowadzenia chóru. Jesteś także utalentowaną i bardzo aktywną pianistką - akompaniatorką. Występujesz z wielkim sukcesem w duecie "Retrospekcja" z Martą Szydlik oraz i w duecie "PiaVo" wraz z Anną Raievą. Jak zaczęła się ta współpraca, skąd ten pomysł? 

B.K.: Kameralne tworzenie muzyki i akompaniowanie wokalistom i instrumentalistom to mój prawdziwy “ konik”. Mam szczęście do ludzi, ledwo pomyślę o jakimś projekcie, wyrasta przede mną sporo możliwości i osób, chcących tworzyć ze mną muzykę. Duet "Retrospekcja" i "PiaVo" to moje być albo nie być. Bardzo się cieszę, że te wokalistki pojawiły się w moim życiu. To wielka dla mnie radość wspólnego tworzenia i aranżowania muzyki.

7. I.T.K.: Od zeszłego roku zaczęłaś także współpracę ze skrzypaczką Joanną Grützmann - Łatką, z którą udzielacie się w ramach emocjonujących koncertów w ciemności. To bardzo ambitny i często stresujący dla pianisty projekt. Gra w całkowitej ciemności, w której nie widać nawet klawiatury... To niesamowite, jak sobie radzisz w tej niecodziennej sytuacji? 

B.K.: Przyznam szczerze, że jest w tym spora trudność, granicząca z akrobatyką. Ale kiedy gasną światła i czuję brak rozpraszaczy jestem tylko ja i muzyka. Wtedy dzieje się magia i mogę tworzyć kosmiczne pejzaże dźwiękowe. To wydarzenia, w których liczy się dźwięk, jego barwa i wibracja. Polubiłam bardzo te koncerty, teraz zaczynam przygodę z bardzo utalentowaną saksofonistką. 


8. I.T.K.: Jesteś pianistką raczej o klasycznej formacji, ale dajesz sobie wspaniale radę w lżejszym i popularnym repertuarze od piosenek okresu międzywojennego, poprzez swing, blues, operetkę i musical. Czy przestawienie się z muzyki klasycznej na tę bardziej rozrywkową było dla Ciebie trudne? Sama wiem, że to dwa inne światy i inne podejście do grania i do instrumentu. Jakie jest twoje zdanie? 

B.K.: Owszem, wykształciłam się klasycznie, ale już na studiach kusiła mnie bardzo muzyka rozrywkowa. Już od wielu lat uprawiam ten rodzaj muzyki i dochodząc do tego sama, swoją ciężką pracą, jeszcze bardziej czuję się usatysfakcjonowana i spełniona. Z moim chórem też głęboko weszłam w repertuar rozrywkowy, w nim wyrażam się najpełniej.


9. I.T.K.: Łączysz z powodzeniem pracę zawodową z wielką pasją, bycie wspaniałą matką z wielkim samozaparciem i obowiązkowością. Jak dajesz sobie ze wszystkim radę, czy miewasz momenty, w których ogarnia cię zwątpienie i myślisz, że podjęłaś się zbyt wielu wyzwań profesjonalnych? Sądzisz, że kobiety w dzisiejszych czasach stały się prawdziwymi "heroinami"?


B.K.: Chwil zwątpienia mam bardzo dużo, ale nie poddaję się. Nieustannie czekam na realizację nowych, ciekawych dla mnie projektów. To daje mi siłę do życia, rozwija mnie, dzięki temu poznaję też cudownych ludzi. Czasem pracy jest dużo, a kiedy następuje lekkie rozluźnienie, już niecierpliwie czekam na kolejne odsłony życia koncertowego. Mogę o sobie powiedzieć, że raczej jestem heroiczna. Nie poddaję się łatwo. Bez wewnętrznej mocy i dużego samozaparcia nie osiągnęłabym tego, czym żyję na co dzień.

10. I.T.K.: Rozmawiamy tyle o sprawach zawodowych, ale kim jest Barbara Krenz prywatnie? Jakie marzenia ma Basia, kiedy opada kurtyna, gasną światła rampy i wraca do domu? Masz jakieś plany w przysłowiowej szufladzie lub asa w rękawie? Co chciałabyś może zrealizować w najbliższym czasie? 
B.K.: Prywatnie jestem bardzo wesoła i spontaniczna, bardzo wrażliwa i wymagająca od siebie bardzo wiele. Kocham ludzi, ich towarzystwo, ale często wchodzę w tryb wyciszenia, by odzyskać właściwy balans. Wtedy rodzą mi się w głowie nowe i inspirujące pomysły na przyszłość. Marzy mi się napisanie piosenki, aranżacji chóralnych i jeszcze bardziej, śpiewanie solowe…to moja miłość od zawsze. Ale… z marzeniami należy sięgać wysoko i nie przestawać w nie wierzyć.
Dziękuję za rozmowę.

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Wywiad przeprowadzony na przełomie kwietnia i maja 2026 r.

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