Quante volte abbiamo guardato indietro a un’occasione persa pensando: Se solo fossi stato più attento! Capita continuamente. Viviamo immersi nel rumore delle notifiche, delle scadenze e delle ansie per il futuro. Esauriamo le nostre energie per pianificare le nostre giornate ma poi finiamo per camminare ad occhi chiusi nel presente. Il risultato? L'opportunità della nostra vita ci passa accanto e svanisce per sempre.
I greci chiamavano questo attimo fuggente Kairos.
Ma i greci non avevano solo questa parola per definire il tempo, ma anche un'altra distinta e complementare Chronos: Il tempo quantitativo. È il ticchettio dell'orologio, la sequenza logica dei secondi, la burocrazia del calendario che scorre inesorabile.
La buona notizia è che il Kairos non è un colpo di fortuna cieco. È una competenza cognitiva e spirituale. Ecco come possiamo educare il nostro sguardo per vederlo arrivare e trovare il coraggio di afferrarlo.
Ciò non si trova nei moderni manuali di crescita personale, ma nelle parole dei filosofi storici di duemila anni fa. Seneca, Epitteto e l'imperatore romano Marco Aurelio che erano uomini d'azione, capaci di prendere decisioni vitali in mezzo a guerre, pestilenze e complotti politici. Per loro, non perdere il momento opportuno era una questione di sopravvivenza.
Gli antichi greci non cercavano di controllare il futuro, ma allenavano la mente a essere geometricamente pronta a qualsiasi scenario.Nel suo capolavoro "La brevità della vita" Seneca scriveva:
"Non è vero che abbiamo poco tempo, la verità è che ne perdiamo molto."
Per gli antichi, la vera perdita di tempo non era l'ozio, ma il non essere presenti a se stessi. L'opportunità non era un traguardo da pianificare, ma la capacità interiore di convertire l'imprevisto in virtù, trasformando ogni ostacolo in una linea di partenza.
Per i filosofi di duemila anni fa, il controllo del tempo passava attraverso tre pilastri concettuali che chiunque può applicare oggi stesso:
La prontezza come virtù (Prosochê)
Per gli antichi l'attenzione vigile è la madre di tutte le virtù. Non puoi afferrare un'opportunità al volo se la tua mente sta ancora rimuginando su un litigio di ieri o si sta angosciando per il fatturato di domani. Praticare la prosochê significa vivere come una sentinella al proprio posto di blocco: vigile, concentrata sul presente, pronta a scattare quando si profila una novità.
Il valore dell'istante: Seneca ricordava che il passato non ci appartiene più e il futuro è incerto. L'unica porzione di tempo di cui siamo padroni assoluti è l'istante presente. Saper cogliere questo millesimo di secondo significa possedere l'intero segreto del tempo.
La regola del controllo:
Esistono cose che dipendono
da noi (i nostri pensieri, le nostre reazioni, la nostra attenzione) e cose che non dipendono da noi (il meteo, l'economia, le azioni degli altri). Il tempo lineare che scorre (Chronos) non è sotto il nostro controllo. Ma la nostra capacità di accorgerci del momento giusto (Kairos) dipende interamente da noi. Smettere di sprecare energia sulle cose incontrollabili libera lo spazio mentale necessario per vedere le occasioni.
L'arte del disincanto: Spesso non cogliamo il Kairos perché siamo accecati dalle nostre stesse aspettative. Speriamo che l'opportunità si presenti con un tappeto rosso e i riflettori puntati.
Gli antichi ci insegnano a guardare la realtà per quella che è, senza filtri. Spesso il momento perfetto si nasconde dietro un imprevisto, un problema da risolvere o una conversazione casuale con uno sconosciuto.
La mitologia greca rappresentava il Kairos come un giovane con le ali ai piedi e un lungo ciuffo di capelli sulla fronte. La nuca, invece, era completamente calva.Questa immagine racchiude una lezione brutale e bellissima: il momento opportuno può essere afferrato solo mentre ti viene incontro, guardandolo in faccia. Una volta che ti ha superato, non c'è modo di trattenerlo da dietro, non troverai nulla a cui aggrapparti.
Smettere di subire il tempo e iniziare ad abitarlo richiede coraggio. Richiede di abbandonare la sicurezza del già pianificato per abbracciare il rischio dell'istante. Ma è solo in quel preciso millesimo di secondo, quando l'azione si fonde perfettamente con l'occasione, che l'esistenza smette di essere una catena di impegni e diventa, finalmente, un'opera d'arte.
Allora quando ci sentiamo sopraffatti dalla fretta di correre dietro al tempo, ricordiamoci di Seneca:
"La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l'opportunità".
Non serve rincorrere l'orologio. Serve sintonizzare la mente sulla frequenza del presente. Perché il Kairos è un treno ad altissima velocità: non si ferma alla stazione ad aspettare.
Le lancette di Chronos continueranno a girare, ma la scelta di sintonizzarsi su un'altra frequenza spetta solo a noi.
Allora non aspettiamo, cogliamo l’attimo.
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