Il PRIMO DELITTO SULLA STRADA DEI RIBALTABILI di Massimo Brusasco




In piena estate, nella profondissima provincia del nordovest italiano, in un paese di pianura tra Bassa Valle Scrivia e Lomellina, tra Piemonte e Lombardia, viene ritrovato il corpo senza vita di Olga Cerbotari, quarantacinquenne di origine moldava.

La donna si trovava nella strada vicinale detta “dei ribaltabili” perché frequentata da coppie che cercano di appartarsi in auto, nella frazione “Cascinali Gelati” di Tremebondo Sott’Acqua. Ad indagare sul mistero che scuote un paesino sonnolento dove quasi tutti sognano solo di partire per le vacanze sono i due carabinieri, il maresciallo De Nitto e l’appuntato Poletto, ma anche una serie di investigatori improvvisati, tra i quali l’aspirante giornalista Erika Barletta, reclutata assieme a Enzino Bergonzi per sostituire i giornalisti di una televisione locale partiti tutti assieme per le ferie proprio nei giorni dell’omicidio.

Un paese anonimo privo di grandi attrazioni si trova improvvisamente al centro dell’attenzione mediatica. Nel corso dell’indagine sfilano i suoi personaggi, dalla “Maria del Bar” al sindaco, dalla “ragazza del meteo” Veronica Garbatelli aspirante modella ormai giunta a 35 anni al loquace barbiere Bernardo, all’imprenditore del “biogas” Luciano Polizzi, all’insegnante Alice Corallo, un passato da aspirante “rivoluzionaria” e un presente da leader dei “comitati del no” che sorgono in questi luoghi su ogni tema.

L’indagine appare molto complessa, e a portarla avanti non sono tanto lo svogliato maresciallo che sogna le vacanze, ma la studentessa aspirante giornalista e l’appuntato Stefano Poletto, che la segue nelle sue indagini sulla “strada dei ribaltabili” sperando che il suo interesse non sia solo professionale.

Un giallo dalle sfimature ironiche e surreali, ma non troppo, visto che se Tremebondo Sott’Acqua non esiste affatto, in provincia di Alessandria troviamo “Alluvioni Cambiò” e un affresco caricato, ma tutto sommato credibile, della provincia profonda della pianura padana nella sua parte più meridionale, soffocata dal caldo estivo, nella quale si scontrano gli interessi di aziende la cui comunicazione è improntata al “greenwashing” e di “comitati del no” che si attivano per qualsiasi tema anche ai limiti dell’assurdo, da esponenti delle forze dell’ordine non certo abituati a fronteggiare grande imprese criminali, dall’aspirante star Veronica che sembra aver perso l’occasione della sua vita per liberarsi dalla soffocante cappa del paese natio, dove rappresenta ancora il sogno proibito di molti uomini della zona.

La trama gialla si compendia molto bene con questo affresco ironico e impietoso, ma tutto sommato credibile, di una provincia sempre uguale a sé stessa, nella quale dietro l’apparente monotonia quotidiana dormono lati oscuri pronti ad esplodere. Quello del “giallo di provincia” è una sorta di sottogenere della letteratura italiana, che Massimo Brusasco in questo libro interpreta in maniera efficace, restando fedele al suo stile improntato all’ironia.

L'autore

Massimo Brusasco (Alessandria 1970) vive a Fubine (AL) ed è giornalista professionista. Autore per il teatro e per il cabaret, ha pubblicato di versi libri, tra cui i romanzi Sognavamo le Ragazze Cin Cin, Palla tonda teste quadre, I Promessi sposi, la Passione e il gatto che non voleva stare solo e Il raduno dei Gramigna. Per puntoa capo, ha dato alle stampe Secondo me finisce bene (2022). È attore e regista della Compagnia Teatrale Fubinese di Fubine Monferrato (AL), scrive canzoni e racconti. Dal 1990 collabora con emittenti radiofoniche locali e dal 2002 conduce il talk show teatrale Il salotto del Mandrogno. È presidente del Gruppo Aido del proprio paese.

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                                               Andrea Macciò

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