“Gli anni in bianco e nero”: il nuovo romanzo di Francesca Giannone che racconta il coraggio delle donne e il desiderio di cambiare il proprio destino
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Ci sono libri che raccontano una storia e altri che restituiscono un’epoca. “Gli anni in bianco e nero” appartiene a questa seconda categoria: un romanzo che attraversa sogni, rinunce e conquiste femminili in un’Italia che sta cambiando volto, ma che spesso continua a guardare le donne con gli occhi del passato.
Commento introduttivo di Pier Carlo Lava
Dopo il grande successo di La portalettere e Domani, domani, la scrittrice Francesca Giannone torna con un romanzo che conferma la sua capacità di intrecciare vicende private e trasformazioni storiche. Gli anni in bianco e nero è una storia intensa, ambientata nel Salento degli anni Sessanta, che mette al centro quattro sorelle e la loro ricerca di libertà in una società ancora dominata da regole rigide e aspettative soffocanti.
Il romanzo si svolge all'interno della sartoria della famiglia Elia, dove il tempo sembra procedere lentamente tra ago, filo e tradizioni. Le protagoniste sono Maria, Giovanna, Ada e Mimì, quattro sorelle molto diverse tra loro ma accomunate dalla volontà di non accettare passivamente il ruolo che la società ha scelto per loro. Mentre il padre cerca di proteggerle limitandone la libertà, ciascuna coltiva un sogno personale che diventa una forma di resistenza quotidiana.
Maria rappresenta il desiderio di una vita diversa e più ampia rispetto ai confini imposti dalla famiglia. Giovanna trova nella musica una forma di ribellione. Ada si rifugia nella letteratura e nei romanzi di Jane Austen, mentre Mimì, la più giovane, scopre nel cinema uno strumento per osservare e raccontare il mondo. Sarà proprio lei, attraverso la macchina da presa, a diventare la memoria vivente della famiglia e della loro trasformazione.
Uno degli aspetti più riusciti del libro è la capacità di collocare le vicende personali all'interno di un contesto storico in fermento. Sullo sfondo scorrono infatti le lotte operaie, le occupazioni studentesche e la nascita dei primi movimenti femministi. Tuttavia Giannone evita il tono didascalico e preferisce mostrare come la grande storia entri nelle case, nei rapporti familiari e nelle scelte individuali.
Dal punto di vista stilistico, la scrittura è fluida, coinvolgente e ricca di dettagli emotivi. L'autrice riesce a costruire personaggi credibili e profondamente umani, facendo emergere paure, desideri e fragilità senza mai cadere nella retorica. Chi ha apprezzato La portalettere ritroverà la stessa attenzione alle figure femminili e alle radici del Sud Italia, ma con una maturità narrativa ancora più evidente.
Il tema centrale del romanzo è probabilmente la trasformazione. Gli "anni in bianco e nero" non sono soltanto quelli della fotografia del passato, ma rappresentano metaforicamente un'esistenza vissuta entro limiti rigidi. Le protagoniste cercano invece di aggiungere colore alla propria vita, conquistando il diritto di scegliere chi essere. È una riflessione che parla anche al presente, ricordandoci quanto siano preziose le libertà conquistate e quanto sia importante continuare a difenderle.
Francesca Giannone, nata a Lecce nel 1982, si è affermata come una delle voci più amate della narrativa italiana contemporanea. Dopo gli studi in comunicazione e cinematografia, ha esordito con La portalettere, fenomeno editoriale tradotto in decine di Paesi e vincitore del Premio Bancarella. Con Domani, domani ha consolidato il proprio successo, mentre Gli anni in bianco e nero conferma la sua capacità di raccontare l'identità femminile e la memoria collettiva italiana.
In conclusione, Gli anni in bianco e nero è un romanzo che emoziona e fa riflettere. Non racconta soltanto la storia di quattro sorelle, ma quella di un'intera generazione di donne che ha cercato di trasformare i propri sogni in realtà. Un libro consigliato a chi ama le saghe familiari, i romanzi storici e le storie di emancipazione raccontate con sensibilità e autenticità.
Geo
Francesca Giannone è originaria di Lecce e continua a mantenere un forte legame con il Salento, territorio che rappresenta spesso il cuore narrativo delle sue opere. Attraverso le sue storie restituisce voce a persone comuni, soprattutto donne, trasformando vicende locali in racconti universali. Alessandria Post segue con attenzione gli autori italiani contemporanei che contribuiscono a valorizzare la memoria storica e culturale del nostro Paese.
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