"Gli Animali hanno un’ anima" di Jean Prieur-Prefazione di Mons. Mario Canciani - Anno 1986 Edizioni Mediterranee- Recensione di Elena Piccinini
Genere: Scienza e spiritualità
Prefazione di Mons. Mario Canciani “Il prete che non scaccia i cani dalla chiesa”
Numero pagine 254
Anno 1986
Edizioni Mediterranee
“Ritroviamo, negli episodi della loro esistenza, manifestazioni di ciò che l’apostolo chiamava carità e che noi definiamo, invece, altruismo, assistenza, solidarietà, amore.” (Cap.9 “Come vengono messe in pratica, dagli Animali, le virtù cristiane” pag. 91)
Lo scrittore riporta una serie di episodi legati al sovrannaturale: innumerevoli e sorprendenti testimonianze di persone che, loro malgrado, hanno dovuto accettare l’evidenza dei fatti trascendenti, non altrimenti spiegabili. Gli Animali percepiscono maggiormente la dimensione che noi difficilmente possiamo anche solo immaginare. Questo li pone su un livello spirituale più elevato del nostro, poichè la loro umiltà e nudità restano intatte. Nel crescere, infatti, non subiscono influssi esterni che possano intaccare la loro vera natura. La percezione animale, più evoluta e sensibile della nostra, è in grado di vedere e sentire facendo da ponte tra noi e l’Oltre. Nessuna specie animale è esclusa dalla suggestiva descrizione degli episodi eccezionali narrati nel testo. Un privilegio del quale godono anche i serpenti (Pag. 122 “Il serpente a sonagli”) e le tartarughe (Pag.123 La tartaruga Sophie). Molte creature, dopo la morte dei proprietari, per diversi giorni, nei luoghi a loro cari, seguitano a vedere gli amati amici umani aggirarsi tra le mura domestiche, lasciando attoniti i famigliari presenti. Gli antichi Egizi credevano fermamente che anche gli Animali fossero dotati di un’anima, esattamente come gli uomini (perciò venivano entrambi sottoposti al processo della mummificazione). Nel Medioevo subentrano le prodezze demenziali degli esseri umani: prodezze che hanno la loro massima espansione nel periodo dell’Inquisizione: gatti neri, topi, e civette, venivano ritenuti complici delle streghe e, quindi, sottoposti a regolare processo da parte degli inquisitori. Ciò comportava torture e condanne a morte anche per gli sventurati compagni, giudicati complici pericolosi e soggetti a influssi satanici. Lo status animale non migliora nel Rinascimento, caratterizzato dall’antropolatria, ovvero l’esaltazione dell’essere umano. L’uomo è posto al centro dell’universo e le sue azioni spregevoli vengono legittimate come comportamenti integranti del progresso umano. Presso le residenze reali si organizzano giochi sadici, che superano i limiti del genere horror, ai danni delle povere bestiole utilizzate come oggetti di svago. Allora, in difesa della specie animale, diversi letterati, indignati, si espressero contro l’efferatezza umana.
Jule Michelet (scrittore e storico francese -1798/1874) “Non si salva da solo: l’uomo non merita la sua salvezza se non attraverso la salvezza di tutti. Anche l’animale ha i propri diritti dinanzi a Dio. L’animale, oscuro mistero, mondo immenso di sogno e di dolore muto. Ma segni troppo visibili esprimono questi dolori, anche se non ha la parola per manifestarli. La natura intera protesta contro la barbarie dell’uomo che disprezza, avvilisce, tortura il suo fratello minore.” (Pag.210- Cap. XX)
“Gli animali hanno un’anima” è un testo che consiglio soprattutto a coloro che credono ancora fermamente nella Supremazia dell’Uomo sulla Natura, legittimando il comportamento umano vigliacco e distruttivo che tutt'oggi caratterizza la nostra società. Non siamo progrediti. Siamo caduti terribilmente in basso e, nella convinzione di essere in grado di controllare tutto ciò che (non) ci appartiene, stiamo assistendo, impotenti, alla nostra autodistruzione.
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| Alessia (Immagine sotto Copyright) |
Foto di gruppo (Immagine sotto Copyright)
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| Antonio (Immagine sotto Copyright) |
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| Giuliano e Antonio (Immagine sotto Copyright) |





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