«Eva Statiella è già un testo» parla il linguista forense
Ad Acqui Terme un assessore non avrà corpo, ma avrà una voce istituzionale. È qui che comincia la questione, per chi si occupa di linguaggio.
«Il nome è già un testo», osserva Antonello Fabio Caterino, CEO dell'Istituto Nazionale di Linguistica Forense. «Eva richiama la prima donna, Statiella gli antichi Liguri Statielli: un'operazione onomastica che innesta la narrazione tecnologica su uno strato identitario antico. Ma c'è un'eco ulteriore, probabilmente involontaria: in genetica delle popolazioni, l'Eva mitocondriale è l'unico nodo comune da cui discende, per via materna, l'intera trasmissione del DNA mitocondriale oggi esistente. Lo stesso concetto è stato evocato, con molta cautela e su un terreno altamente speculativo che la comunità scientifica non ha né validato né archiviato, in alcune ipotesi sull'origine del linguaggio protoumano. Se Eva Statiella diventasse la matrice della comunicazione comunale, l'analogia si farebbe inquietante: un'unica sorgente generativa da cui discende l'intero repertorio linguistico dell'amministrazione».
Il punto, per il docente universitario, non è la responsabilità giuridica, già discussa altrove, ma lo statuto dei testi prodotti. «Un assessore umano ha un idioletto, uno stile riconoscibile, una variabilità che misure come la type-token ratio o la MTLD sanno intercettare. Un sistema generativo produce un profilo stilometrico piatto, costante, prevedibile. Non è necessariamente un difetto: potrebbe finalmente semplificare il burocratese italiano. Ma potrebbe anche riprodurlo e amplificarlo, se addestrato su quel registro».
Il rischio più sottile è la disomogeneità interna. «Se il linguaggio dell'assessore artificiale diverge da quello degli uffici tradizionali, il cittadino si trova a interagire con due lingue istituzionali diverse. Un disallineamento linguistico si traduce rapidamente in un disallineamento percepito di affidabilità. La mutua intelligibilità non è un dettaglio stilistico: è una condizione di funzionamento».
«La prima occasione reale di osservare sul campo se un sistema generativo può diventare la lingua madre di un'amministrazione, o se finirà semplicemente per imparare a parlare come lei».
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