EMPOWERMENT FEMMINILE, L’IMPEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI TORINESI - 18 giugno 2026

EMPOWERMENT FEMMINILE, L’IMPEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI TORINESI
PER LA DEFINIZIONE DEGLI STANDARD PER LE NUOVE LEADERSHIP 
Al Campus Onu l’assemblea del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali Torino 
sulle buone pratiche in materia DE&I e sull’imprenditoria femminile tra chi studia materie Stem. 
Sandrone: “Dobbiamo promuovere una cultura fondata su inclusione, responsabilità e impatto”.
Torino, 18 giugno 2026
Il superamento del divario di genere nel mercato del lavoro torinese richiede un impegno collettivo e strutturale. È questo il tema che il Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali Torino ha voluto mettere al centro della sua assemblea annuale Tides. New leadership standards che si è svolta presso il Campus Onu di Torino.
“Scegliendo la parola tides, che vuol dire maree in inglese, abbiamo voluto riassumere l’insieme di esperienze, modelli, buone pratiche e persone che stanno già forgiando una generazione di giovani leader in tutto il mondo che supererà le attuali diseguaglianze tra uomini e donne: per loro questo cambiamento non è una probabilità ma una certezza. A noi giovani di Confindustria spetta la responsabilità di realizzare quell’orizzonte nel tempo più breve. Dobbiamo avere il coraggio di esprimere una leadership che non replica i modelli del passato, ma che include, innova, investe: nelle persone, nel merito, nella qualità e nella volontà. Nella determinazione e nella passione” ha spiegato Federico Sandrone, presidente dei Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali Torino nella sua relazione. 
Il pomeriggio di lavori ha visto la partecipazione di Marie-Christine Oghly, presidente di Fcem (Les Femmes chefs d’enteprise mondiales), Elena Lavezzi, ceo di ZNext, Cristina Tumiatti, Business development chief di Sea Marconi e referente del tavolo Diversity Equity & Inclusion dell’Unione Industriali Torino, Martina Di Gioia, managing director e responsabile degli investimenti privati diretti di Samhita, e Paola Babos, direttrice aggiunta International Training Center of the Ilo. 
Nel corso di Tides è stata anche presentata un’indagine del Centro per l’Imprenditorialità e l’Innovazione (EIC), in collaborazione con il Centro Studi di Genere del Politecnico di Torino, che basandosi sui dati di Guesss (Global University Entrepreneurial Spirit Student’s Survey) ha analizzato le intenzioni imprenditoriali degli studenti e delle studentesse del sistema universitario torinese. Solo il 29,3% delle donne del campione è iscritto a corsi Stem, contro il 60,4% degli uomini. Questa sottorappresentazione si riflette nelle scelte professionali: il 26,4% delle studentesse dichiara l’intenzione di diventare fondatrice di una nuova impresa, rispetto al 40,4% degli studenti. Il divario è ancora più evidente nelle Stem, dove la quota di donne che immaginano un futuro da founder è pari al 23,2%, contro il 39,4% degli uomini. Anche osservando chi sta già provando ad avviare un’impresa, il divario rimane marcato: le imprenditrici nascenti sono il 5,9% tra le donne, contro il 14% tra gli uomini. Le donne Stem però dichiarano livelli di fiducia superiori agli uomini nello svolgere compiti come identificare opportunità di business, creare nuovi prodotti, gestire l’innovazione, costruire reti professionali e guidare una squadra di lavoro. Non è quindi la mancanza di capacità o motivazione individuale a frenare le donne, ma la percezione di un contesto meno incoraggiante, meno accessibile o meno pensato per loro. Il problema che non è solo torinese. Le barriere culturali e sistemiche sono globali, è stato rimesso al centro dai Giovani Imprenditori perché qui a Torino sono stati sviluppati alcuni strumenti molto concreti. Nel sistema confindustriale sono infatti oramai oltre 20 i progetti su questi temi che coinvolgono da Nord a Sud le associazioni territoriali e di categoria, e collaborano anche con l’Unione Industriali Torino principalmente attraverso il Tavolo Diversity Equiity & Inclusion. 
“Non credo sia un elemento di debolezza parlare di questo tema, trattarlo è fondamentale per riguarda l’intera società. Pensiamo vada raccontato a tutti i livelli, partendo dalla scuola fino ad arrivare nelle imprese. Il nostro vuole essere un racconto del possibile, portando esempi positivi come quelli che hanno partecipato a Tides, ma anche lavorando a stretto contatto con le istituzioni e con le altre associazioni datoriali, e più in generale con il mondo dell’associazioni e del Terzo Settore - spiega ancora Sandrone – per realizzare concretamente, promuovere una cultura della leadership fondata su inclusione, responsabilità e impatto”.

Invito alla lettura su italianewspost.com
https://italianewspost.com/
Per ulteriori approfondimenti su cultura, società, salute, scienza e grandi temi del nostro tempo.


Commenti