Tolleranza zero verso l’uso irregolare dei monopattini in APU e ritorno stabile dei vigili in bicicletta”
“Quanto accaduto in Corso Roma, dove una donna è stata investita da un monopattino mentre passeggiava con il marito, è un episodio grave che impone una riflessione seria sulla sicurezza del centro cittadino e dell’Area Pedonale Urbana. Non possiamo limitarci al rammarico dopo l’ennesimo fatto di questo tipo: bisogna capire cosa è successo, se il mezzo fosse in regola, quali violazioni siano state contestate e soprattutto quali misure concrete il Comune intenda adottare per evitare che episodi simili si ripetano. Massima solidarietà alla vittima di questo ennesimo episodio, spero che il mezzo sia stato sequestrato e che il conducente paghi severamente per l'omissione di soccorso”.
Lo dichiara Emanuele Locci, Presidente del Gruppo Consiliare di Fratelli d’Italia ad Alessandria, annunciando la presentazione di un’interpellanza urgente dopo l’investimento avvenuto in Corso Roma.
“Corso Roma non è una strada qualunque: è una delle vie simbolo del centro ed è ricompresa nell’Area Pedonale Urbana. Se però in piena area pedonale una persona può essere investita da un monopattino, allora è evidente che qualcosa non funziona. Un’area pedonale non può esistere soltanto sulla carta, né può diventare uno spazio in cui anziani, famiglie, bambini e persone fragili devono avere paura del passaggio incontrollato di monopattini, bici elettriche o altri mezzi condotti in modo imprudente”.
Locci ricorda che “non si tratta purtroppo di un caso isolato”. “Ad Alessandria si sono già verificati episodi analoghi, come quello di via Milano nell’ottobre 2024, quando un pedone venne travolto da un monopattino con fuga del conducente poi identificato, o quello di via Falcone nel gennaio 2024, quando una donna fu investita da un monopattino il cui conducente non si fermò a prestare soccorso. Sono fatti che dimostrano l’esistenza di una criticità reale e non più rinviabile”.
“Il Governo nazionale ha fatto la sua parte, introducendo regole più severe per i monopattini elettrici, con nuovi obblighi su casco, contrassegno identificativo, assicurazione, requisiti tecnici e possibilità di controllo. Ma le norme nazionali, da sole, non bastano: se sul territorio non ci sono controlli costanti, presenza visibile della Polizia Locale e sanzioni certe, anche le migliori regole rischiano di restare lettera morta. Serve tolleranza zero verso l’uso irregolare dei monopattini in Area Pedonale Urbana e controlli severi in tutta la città”.
Nell’interpellanza, Locci chiede al Sindaco e alla Giunta di chiarire la dinamica dell’episodio, la conformità del monopattino coinvolto, le eventuali violazioni contestate, il numero di incidenti e sanzioni legati a monopattini e bici elettriche negli ultimi anni, e quali misure siano state adottate o si intendano adottare per disciplinare il transito nel centro storico e nelle aree a maggiore presenza pedonale.
“Chiediamo anche se l’Amministrazione ritenga adeguato l’attuale livello di controllo nel centro cittadino e se intenda predisporre immediatamente un piano straordinario della Polizia Locale nelle fasce orarie di maggiore afflusso. La sicurezza urbana si garantisce con uomini e donne sul territorio, controlli mirati, regole chiare e capacità di intervento”.
Un punto centrale riguarda anche il servizio di pattuglia in bicicletta della Polizia Locale. “Negli ultimi tempi questo servizio risulta essere stato progressivamente ridotto fino a diventare sporadico. È una scelta sbagliata. I vigili in bicicletta non sono un servizio accessorio o di facciata, ma una forma concreta di polizia di prossimità: sono particolarmente utili nei centri storici, nelle aree pedonali, nei parchi, sulle piste ciclabili e nei luoghi dove il contatto diretto con i cittadini e la rapidità di intervento fanno la differenza”.
“Proprio contro l’uso irregolare dei monopattini e delle biciclette elettriche, le pattuglie in bicicletta sarebbero uno strumento efficace: più agili delle pattuglie motorizzate, più vicine ai cittadini, più adatte a intercettare comportamenti pericolosi e a contestare tempestivamente le violazioni. Ridurre questo servizio significa indebolire il presidio del territorio e la percezione di sicurezza”.
“Per questo – conclude Locci – chiediamo che il servizio venga ripristinato e potenziato stabilmente, soprattutto nel centro storico e nelle aree pedonali. Alessandria non ha bisogno di un’Area Pedonale Urbana percepita dai cittadini soprattutto come strumento per fare cassa con le sanzioni agli automobilisti, ma di un centro davvero sicuro, vivibile e controllato. Dopo l’episodio di Corso Roma, la Giunta Abonante deve dare risposte e assumersi la responsabilità di intervenire”.
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