Confindustria Albania: dieci anni di una storia che unisce due sponde dell’Adriatico di Artur Nura - Pubblicato da Giuseppina De Biase
Il decimo anniversario di Confindustria Albania rappresenta molto più di una ricorrenza associativa. È l’occasione per riflettere su una storia fatta di coraggio imprenditoriale, visione strategica e amicizia tra due popoli che, negli ultimi trentacinque anni, hanno costruito una delle relazioni economiche e umane più significative dell’area adriatica.
Quando si parla di rapporti tra Italia e Albania, si tende spesso a concentrarsi sui dati economici, sugli investimenti o sugli scambi commerciali. Eppure, la vera forza di questa relazione risiede nelle persone. Prima delle istituzioni, prima degli accordi bilaterali e delle strategie di cooperazione, furono uomini e donne, imprenditori e lavoratori, a costruire un ponte concreto tra le due sponde del mare.
Tutto ebbe inizio nei primi anni Novanta. L’Albania usciva da uno dei periodi più complessi della sua storia contemporanea e si apriva al mondo dopo decenni di isolamento. In quel contesto, caratterizzato da grandi sfide ma anche da immense opportunità, alcuni imprenditori italiani ebbero il coraggio di guardare oltre le difficoltà del momento. Scelsero di investire in Albania quando ancora mancavano molte delle condizioni che oggi consideriamo normali: infrastrutture moderne, un quadro normativo consolidato, istituzioni economiche mature.
Quegli imprenditori furono pionieri. Non portarono soltanto capitali. Portarono competenze, tecnologie, modelli organizzativi e una cultura industriale che contribuì alla trasformazione dell’economia albanese. Molti di loro affrontarono rischi significativi, guidati però dalla convinzione che l’Albania possedesse un grande potenziale di crescita e che il rapporto con l’Italia potesse diventare un fattore decisivo per il suo sviluppo.
Negli anni successivi, il numero delle imprese italiane presenti nel Paese aumentò costantemente. Settore manifatturiero, tessile, calzaturiero, costruzioni, energia, servizi, agricoltura e turismo divennero ambiti di collaborazione sempre più intensi. Accanto alle aziende arrivarono manager, tecnici, professionisti e famiglie che contribuirono a creare una vera comunità economica italo-albanese.
Con il passare del tempo maturò la consapevolezza che questa presenza imprenditoriale dovesse essere rappresentata e organizzata in modo più strutturato. Non bastava più l’iniziativa dei singoli. Era necessario costruire una casa comune capace di dare voce alle imprese, favorire il dialogo con le istituzioni e promuovere una visione condivisa dello sviluppo economico.
La sua costituzione segnò un momento storico nelle relazioni economiche tra i due Paesi. Per la prima volta le imprese italiane presenti in Albania si dotavano di un’organizzazione ispirata al modello di Confindustria, capace di rappresentarne gli interessi e di promuovere una presenza sempre più qualificata e responsabile nel Paese.
La nascita di Confindustria Albania fu il risultato di un percorso collettivo che vide protagonisti imprenditori, associazioni territoriali di Confindustria e numerosi sostenitori istituzionali sia italiani che albanesi. Tra le figure che contribuirono alla realizzazione di questo progetto va ricordato il ruolo svolto da Donato D’Agostino, primo presidente dell’organizzazione, e da quanti credettero nella necessità di creare una rappresentanza stabile e riconosciuta del sistema imprenditoriale italiano in Albania.
Nel corso degli anni, Confindustria Albania è cresciuta fino a diventare una delle più importanti realtà associative imprenditoriali del Paese. Da un gruppo iniziale di ventitré aziende fondatrici si è sviluppata una rete che oggi rappresenta un numero molto più ampio di imprese operanti nei principali settori dell’economia albanese.
Tuttavia, la sua importanza non può essere misurata soltanto attraverso il numero degli associati.
Confindustria Albania è diventata un punto di riferimento per il dialogo tra il mondo delle imprese e le istituzioni. Da un lato rappresenta gli interessi e le esigenze delle aziende italiane presenti nel Paese; dall’altro contribuisce alla costruzione di un clima favorevole agli investimenti, alla crescita economica e alla cooperazione bilaterale.
Nel corso di questi dieci anni, l’associazione ha svolto un ruolo fondamentale nel consolidare il rapporto tra il settore privato e il Governo albanese, favorendo il confronto su temi strategici quali la competitività, la formazione professionale, l’innovazione, l’energia, la sostenibilità e l’integrazione europea.
Allo stesso tempo, Confindustria Albania è diventata un interlocutore privilegiato delle istituzioni italiane, in particolare dell’Ambasciata d’Italia a Tirana, che ha sempre sostenuto il rafforzamento delle relazioni economiche tra i due Paesi. Questo rapporto ha consentito di affrontare insieme le sfide del contesto internazionale e di valorizzare le opportunità offerte da un mercato in continua evoluzione.
Il significato del decimo anniversario è stato sottolineato dalla presenza di importanti rappresentanti delle istituzioni albanesi e italiane. La partecipazione della Vice Primo Ministro dell’Albania, Albana Kociu, dell’Ambasciatore d’Italia a Tirana Marco Alberti, e della Presidente della Commissione parlamentare per l’Economia e la Produzione Milva Ekonomi, ha confermato il valore strategico che Confindustria Albania ha assunto nel corso degli anni.
Particolarmente significativo è stato il riconoscimento attribuito a Milva Ekonomi, già ministra e oggi tra le figure istituzionali più autorevoli del Paese, definita da molti la “madrina” di questa esperienza. Un appellativo che non nasce soltanto dal suo sostegno alle iniziative imprenditoriali italiane, ma dalla costante attenzione dedicata allo sviluppo delle relazioni economiche tra Italia e Albania. La sua vicinanza al mondo produttivo e la sua capacità di comprendere le esigenze delle imprese hanno contribuito a creare un clima di fiducia reciproca che ha favorito investimenti e collaborazioni.
In questo senso, la storia di Confindustria Albania è anche una storia politica nel significato più nobile del termine. Non politica di parte, ma politica come costruzione del bene comune, come capacità di creare connessioni tra interessi diversi e di trasformarli in opportunità di crescita condivisa.
Le relazioni economiche tra Italia e Albania rappresentano oggi uno dei casi di maggiore successo nell’area mediterranea. L’Italia continua a essere il principale partner commerciale dell’Albania e uno dei più importanti investitori esteri nel Paese. Migliaia di lavoratori albanesi operano in aziende italiane presenti sul territorio nazionale, mentre centinaia di migliaia di cittadini albanesi residenti in Italia costituiscono un ulteriore ponte umano, culturale ed economico tra le due nazioni.
In questo contesto, Confindustria Albania ha saputo interpretare un ruolo che va oltre la semplice rappresentanza associativa. È diventata una comunità di persone, esperienze e valori. Una piattaforma attraverso la quale imprenditori italiani e albanesi possono confrontarsi, collaborare e contribuire insieme allo sviluppo dei rispettivi Paesi.
Gratitudine verso quei pionieri che, a partire dal 1991, credettero nell’Albania quando pochi erano pronti a farlo. Verso gli imprenditori che hanno investito risorse, energie e competenze per costruire aziende, creare occupazione e generare sviluppo. Verso le istituzioni che hanno accompagnato questo percorso con responsabilità e lungimiranza.
Fiducia perché le sfide del futuro richiederanno una collaborazione ancora più stretta tra Italia e Albania. La transizione energetica, la digitalizzazione, l’innovazione tecnologica, la formazione delle nuove generazioni e il percorso europeo dell’Albania rappresentano ambiti nei quali il contributo delle imprese sarà determinante.
Se i primi trentacinque anni delle relazioni economiche moderne tra i due Paesi sono stati caratterizzati dal coraggio dei pionieri, i prossimi decenni saranno probabilmente definiti dalla capacità di costruire insieme un modello di sviluppo sempre più innovativo, sostenibile e inclusivo.
Per questo motivo, il decimo anniversario di Confindustria Albania non deve essere considerato un punto di arrivo. È piuttosto una nuova partenza. Una partenza fondata sulla consapevolezza che il vero patrimonio costruito in questi anni non è rappresentato soltanto dagli investimenti, dai bilanci o dagli scambi commerciali, ma dalla fiducia reciproca che si è consolidata tra due popoli amici.
Una fiducia nata dall’iniziativa di singoli imprenditori e trasformata, nel tempo, in un’istituzione autorevole e riconosciuta. Una fiducia che oggi si chiama Confindustria Albania. E che continua a rappresentare una delle espressioni più concrete, solide e promettenti dell’amicizia tra Italia e Albania.
Storia telegrafica dei Presidenti di Confindustria Albania
2016–2017
Donato D’Agostino
- Guida la fase costitutiva dell’associazione.
- La presidenza viene espressa inizialmente da Confindustria Bari-BAT fino alla prima assemblea generale.
- Obiettivo principale: creare una rappresentanza stabile delle imprese italiane in Albania.
2017–2025
Sergio Fontana
- Imprenditore farmaceutico pugliese (Farmalabor).
- Eletto nel marzo 2017 e successivamente riconfermato.
- Durante il suo mandato l’associazione cresce fino a circa 170-200 imprese associate e oltre 15.000 dipendenti rappresentati.
- Rafforza il dialogo con le istituzioni albanesi e consolida il ruolo di Confindustria Albania nel sistema Confindustria dell’Europa sud-orientale.
2025–oggi
Davide Rogai
- Imprenditore del settore ICT originario di Firenze.
- Socio fondatore dell’associazione nel 2016 e consigliere fin dalla nascita.
- Eletto presidente il 27 marzo 2025.
- Ha indicato come priorità l’espansione territoriale dell’associazione oltre Tirana e il rafforzamento delle sezioni settoriali (ICT, energia, infrastrutture, servizi, ecc.).
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