Cercare la felicità di Michela Intropido: il ritorno alla purezza dell'infanzia come rifugio dell'anima

 

Bambina che corre felice in un prato ricco di margherite bianche mentre un cane la osserva e la accompagna a distanza. Sullo sfondo colline verdi, alberi e una calda luce del tramonto creano un'atmosfera serena e sognante.

Ci sono poesie che non cercano effetti speciali o immagini grandiose. Preferiscono invece parlare sottovoce, affidando alle emozioni più semplici il compito di raggiungere il lettore. "Cercare la felicità" appartiene a questa categoria di testi: una poesia breve ma intensa, che attraversa il confine tra realtà e memoria per ritrovare un luogo interiore dove il dolore del presente lascia spazio alla serenità dell'infanzia.

Pier Carlo Lava

La poesia si apre con una sensazione di sospensione esistenziale: «Il mio corpo è sospeso tra sogno e realtà». Fin dai primi versi emerge una dimensione interiore fragile e inquieta, nella quale i confini tradizionali sembrano dissolversi. La protagonista vive uno stato di smarrimento, osservando un mondo segnato da immagini confuse e da «crudeli misfatti» che irrigidiscono l'animo e rendono difficile mantenere viva la speranza.

È proprio da questa sofferenza che nasce il desiderio di fuga. Non una fuga fisica, ma un viaggio nella memoria. La poetessa sceglie di tornare alla bambina che era stata, a quel tempo in cui la felicità non richiedeva spiegazioni e il mondo appariva ancora capace di accogliere senza ferire. L'immagine del prato colmo di margherite possiede una forza simbolica straordinaria: rappresenta l'innocenza, la leggerezza e la capacità di vivere in armonia con la natura.

Particolarmente suggestivo è il verso in cui il peso del corpo diventa così lieve da non spaventare neppure i fiori. È una metafora delicata che parla della perdita delle sovrastrutture dell'età adulta e del ritorno a una condizione di purezza originaria. Le margherite, simbolo universale di semplicità e autenticità, non temono la presenza della bambina perché ella appartiene ancora al loro stesso universo di innocenza.

La figura del cane introduce poi un elemento affettivo profondamente umano. L'animale non parla, non interviene, ma osserva e protegge da lontano. In questa immagine emerge il valore dell'amore incondizionato, della fedeltà e della sicurezza emotiva che spesso accompagna i ricordi più felici dell'infanzia.

Il finale, con il semplice verso «Sono felice», arriva quasi in punta di piedi. Non vi sono enfasi né dichiarazioni solenni. La felicità viene scoperta come una condizione essenziale che nasce dal recupero di sé stessi, dalla riconciliazione con il proprio passato e dalla capacità di custodire dentro di sé i luoghi più luminosi della memoria.

CERCARE LA FELICITA’ di Michela Intropido

Il mio corpo è sospeso
tra sogno e realtà.
Non ha linee di confine.
Ha sguardi
oltre il divenire possibile.
Fra immagini
confuse dal mondo
irrigidisco
davanti a crudeli misfatti.
Tento la fuga
nel ricordo di me bambina.
Saltello
su un prato colmo di margherite
ma il mio peso è leggero
ed esse
non mi temono.
Odoro il profumo del mio cane:
mi guarda da lontano,
mi protegge.
Sono felice.

Biografia dell'autrice

Michela Intropido autrice di "Cercare la felicità" dimostra una particolare sensibilità verso l'esplorazione del mondo interiore. La sua scrittura predilige immagini semplici ma evocative, capaci di trasformare ricordi personali in esperienze universali. Attraverso una poesia essenziale e intimista, affronta temi come la memoria, l'innocenza, la fragilità dell'esistenza e la ricerca di serenità in un mondo spesso attraversato da inquietudini e contraddizioni.

La sua poetica sembra fondarsi sulla convinzione che la felicità non sia necessariamente un traguardo esterno da conquistare, ma una dimensione nascosta dentro di noi, accessibile attraverso il recupero delle emozioni autentiche e dei legami affettivi più profondi.

In un'epoca dominata dalla velocità e dalla continua esposizione alle notizie negative, questa poesia ci ricorda che esiste ancora uno spazio interiore capace di proteggerci. La felicità evocata dall'autrice non è euforia né successo, ma riconciliazione con la parte più autentica di sé. Ed è forse proprio questa semplicità a rendere il testo così efficace e toccante.

Geo: L'opera si inserisce nella tradizione della poesia intimista contemporanea, dove il ricordo personale diventa strumento di riflessione universale. Alessandria Post promuove e valorizza la poesia d'autore come forma privilegiata di dialogo tra esperienza individuale e sensibilità collettiva, offrendo spazio a testi capaci di parlare al cuore dei lettori.

Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo. Non rappresenta persone o situazioni reali, ma una libera interpretazione artistica ispirata ai temi dell'articolo, della poesia o della recensione pubblicata da Alessandria Post.

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