Cartelle comunali Locci (FdI): “Un regolamento per aiutare chi vuole mettersi in regola e recuperare crediti inesigibili” - Pubblicato da Giuseppina De Biase

Cartelle comunali, Locci (FdI): “Un regolamento per aiutare chi vuole mettersi in regola e recuperare crediti inesigibili”

Emanuele Locci, Presidente del Gruppo Consiliare di Fratelli d’Italia, ha presentato una mozione per chiedere al Comune di Alessandria l’introduzione di una definizione agevolata comunale delle entrate tributarie e patrimoniali, ai sensi dell’art. 1, commi 102-110, della Legge 30 dicembre 2025, n. 199.

Si tratta di una possibilità importante introdotta dal Governo Meloni - spiega Locci - che va ringraziato per aver dimostrato sensibilità verso le difficoltà concrete di cittadini, famiglie, imprese e attività economiche. Ora spetta ai Comuni utilizzare bene questo strumento, trasformando una previsione nazionale in una misura concreta a favore del territorio”.

L’obiettivo della proposta è impegnare l’Amministrazione comunale a valutare e predisporre un regolamento che consenta ai cittadini, alle famiglie, alle imprese, ai commercianti e ai professionisti con posizioni debitorie pregresse nei confronti del Comune di regolarizzare la propria situazione attraverso una disciplina chiara, sostenibile e rispettosa degli equilibri di bilancio.

Non si tratta di premiare chi non paga — dichiara Locci — ma di offrire uno strumento concreto per recuperare crediti che rischiano di restare inesigibili, ridurre il contenzioso, alleggerire situazioni ormai appesantite da sanzioni e interessi e consentire a cittadini e imprese in difficoltà di rientrare nei confronti del Comune”.

La mozione chiede alla Giunta di effettuare innanzitutto una ricognizione delle entrate comunali pregresse potenzialmente interessate dalla definizione agevolata, distinguendo tra entrate tributarie, entrate patrimoniali, sanzioni, interessi, oneri accessori, spese di riscossione e quota capitale.

Prima di approvare qualsiasi misura — prosegue Locci — è giusto che gli uffici facciano una valutazione tecnica seria: bisogna capire quali crediti possono essere interessati, quali effetti ci sarebbero sul bilancio, sui residui attivi e sul Fondo crediti di dubbia esigibilità. La proposta deve essere utile, ma anche prudente e sostenibile”.

Tra le entrate da valutare potrebbero rientrare, nel rispetto della normativa vigente, IMU, TARI, canone unico patrimoniale, entrate patrimoniali e altre entrate comunali pregresse, individuando puntualmente le annualità interessate, le tipologie di atti definibili e le modalità di adesione.

La mozione chiede inoltre di prevedere modalità semplici e accessibili per i contribuenti, la possibilità di pagamento rateale, un termine di adesione non inferiore a 60 giorni dalla pubblicazione del regolamento sul sito istituzionale e una disciplina chiara per le posizioni già oggetto di accertamento, riscossione coattiva, rateizzazione o contenzioso.

Molti Comuni stanno ragionando su strumenti di questo tipo — aggiunge Locci — perché la riscossione non può essere solo minaccia, pignoramento o accumulo di cartelle. Serve anche una politica intelligente di recupero del credito, capace di distinguere tra chi evade scientemente e chi, magari dopo anni difficili, vuole mettersi in regola ma si trova davanti importi aggravati da sanzioni, interessi e spese”.

Secondo Locci, la definizione agevolata può rappresentare anche un’opportunità per il Comune.

Se ci sono crediti vecchi, difficili da riscuotere o destinati a rimanere sulla carta — conclude — è meglio provare a recuperarne almeno la parte sostanziale, piuttosto che lasciarli nei residui senza una reale prospettiva di incasso. Questa mozione vuole aprire un dibattito pubblico serio: aiutare chi vuole regolarizzarsi, sostenere cittadini e imprese in difficoltà e migliorare la capacità del Comune di incassare ciò che gli spetta”.

La mozione impegna infine la Giunta a presentare al Consiglio Comunale una proposta di regolamento per la definizione agevolata delle entrate tributarie e patrimoniali dell’Ente, previa valutazione degli uffici competenti, della Ragioneria e dell’Organo di revisione.


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