Breaking News: addio a Edgar Morin, il filosofo della complessità che ha attraversato un secolo di storia

Il filosofo e sociologo francese Edgar Morin durante un incontro pubblico al festival letterario Le Livre sur la Place nel 2024.
Edgar Morin fotografato nel 2024. Il filosofo francese, scomparso nel 2026 all'età di 104 anni, è stato uno dei più influenti pensatori contemporanei e il teorico del "pensiero complesso".
 

Quando muore un grande pensatore, non scompare soltanto una persona. Si chiude un capitolo della storia culturale del mondo. Con la scomparsa di Edgar Morin, avvenuta a Parigi all'età di 104 anni, il pensiero contemporaneo perde una delle sue voci più originali, indipendenti e influenti. Per oltre ottant'anni Morin ha osservato il mondo, lo ha studiato, criticato e raccontato, cercando sempre di comprendere ciò che altri consideravano incomprensibile.

Alessandria Post rende omaggio a uno degli intellettuali più importanti del Novecento e del primo quarto del XXI secolo, un uomo che ha dedicato la propria esistenza alla ricerca della conoscenza e alla difesa dell'umanesimo.

Pier Carlo Lava

Nato a Parigi l'8 luglio 1921 con il nome di Edgar Nahoum, in una famiglia ebraica sefardita originaria di Salonicco, Morin crebbe in un ambiente segnato dalla cultura mediterranea e dall'amore per il sapere. La sua vita fu profondamente segnata dalla morte prematura della madre Luna, avvenuta quando era ancora bambino. Quel dolore lo accompagnò per tutta l'esistenza e contribuì a formare la sua sensibilità verso i grandi temi dell'esistenza umana, della morte e della fragilità della condizione umana.

Durante la Seconda guerra mondiale entrò nella Resistenza francese contro l'occupazione nazista. Fu proprio in quegli anni che adottò il cognome "Morin", destinato a diventare celebre in tutto il mondo. La lotta contro il nazifascismo rappresentò uno dei momenti fondativi della sua visione etica e politica. Per lui la libertà non era un concetto astratto, ma una conquista concreta da difendere quotidianamente.

Terminata la guerra aderì al Partito Comunista Francese, convinto che fosse possibile costruire una società più giusta. Tuttavia il suo spirito indipendente lo portò ben presto a criticare lo stalinismo e le derive autoritarie del comunismo sovietico. Questa posizione gli costò l'espulsione dal partito, ma segnò anche la nascita del pensatore libero che sarebbe diventato. Rimase sempre un uomo di sinistra, ma rifiutò ogni forma di dogmatismo ideologico.

La sua carriera professionale si sviluppò soprattutto all'interno del prestigioso CNRS, il Centro Nazionale della Ricerca Scientifica francese, dove entrò nel 1950 e del quale divenne successivamente direttore emerito di ricerca. Sociologo, antropologo, filosofo, storico delle idee e studioso della comunicazione, Morin rifiutò sempre le barriere tra le discipline. Per lui la realtà non poteva essere divisa in compartimenti stagni.

Questa convinzione diede origine alla sua opera più celebre, "La Méthode", un monumentale progetto in sei volumi pubblicato tra il 1977 e il 2004. In quest'opera sviluppò la teoria del pensiero complesso, secondo la quale il mondo può essere compreso soltanto mettendo in relazione fenomeni apparentemente separati. Biologia, fisica, sociologia, politica, ecologia e cultura fanno parte di un unico sistema di relazioni. Secondo Morin, la conoscenza autentica nasce proprio dalla capacità di cogliere tali connessioni.

Sul piano personale, Morin ebbe una vita intensa anche dal punto di vista affettivo. Fu sposato più volte e attribuì sempre grande importanza all'amore, all'amicizia e alle relazioni umane. Negli ultimi anni la moglie Sabah Abouessalam gli fu accanto nella vita quotidiana e nell'attività intellettuale. Fino a oltre cent'anni continuò a scrivere, partecipare a conferenze e intervenire nel dibattito pubblico, dimostrando una straordinaria vitalità mentale.

Le sue idee politiche non furono mai facilmente classificabili. Difese la democrazia, il dialogo tra i popoli, l'ecologia e una globalizzazione più umana. Criticò tanto il capitalismo finanziario quanto i totalitarismi del Novecento. Fu tra i primi intellettuali a parlare di crisi globale interconnessa, anticipando concetti oggi molto discussi come quello di "policrisi", ovvero la sovrapposizione di crisi economiche, ambientali, sociali e culturali.

Morin fu anche una figura controversa perché non esitò mai a prendere posizione su questioni delicate, dal conflitto israelo-palestinese alla crisi ambientale, dalla globalizzazione alla laicità. Non cercò mai il consenso facile. Preferì sempre il dubbio alle certezze assolute e la complessità agli slogan.

Negli ultimi anni era diventato una sorta di "nonno intellettuale" della Francia. Presidenti, studiosi, studenti e semplici lettori continuavano a guardare a lui come a una guida morale e culturale. Pur consapevole delle minacce che gravano sull'umanità, non rinunciò mai alla speranza. Amava ripetere che il futuro resta aperto e che il compito dell'uomo è costruirlo ogni giorno con responsabilità e solidarietà.

Con la morte di Edgar Morin si conclude una delle più straordinarie avventure intellettuali del nostro tempo. Restano le sue opere, tradotte in decine di lingue, e soprattutto la sua lezione più importante: comprendere il mondo significa accettarne la complessità, senza mai smettere di cercare il dialogo tra sapere, umanità e speranza.

Geo: Nato a Parigi nel 1921 e scomparso nella capitale francese nel maggio 2026, Edgar Morin è stato uno dei più importanti filosofi e sociologi europei del Novecento e del XXI secolo. Le sue opere hanno influenzato università e centri di ricerca in tutto il mondo, con particolare diffusione in Francia, America Latina, Italia e Spagna. Il suo concetto di "pensiero complesso" continua a essere studiato in numerosi ambiti, dalla filosofia alla sociologia, dall'educazione all'ecologia..

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Autore/Fotografo: Gérald Garitan
Titolo: Edgar Morin LslaP 1549751
Data dello scatto: 13 settembre 2024
Descrizione: Edgar Morin al festival letterario "Le Livre sur la Place", Nancy (Francia), 2024.
Fonte: Wikimedia Commons
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