Alessandria, con la mostra "The Tim Burton collector-The exhibition" un viaggio fantastico nell'universo del regista


Un viaggio immersivo nel mondo di un regista di culto attraverso una selezione della più grande collezione privata italiana.
 
A Palatium Vetus di Alessandria la mostra “The Tim Burton Collector – The ExhibitionViaggio in una collezione privata di oggetti e visioni dall’universo di Tim Burton” la prima rassegna italiana “non ufficiale” dedicata al regista “di culto” americano, nata dalla passione di colui che è considerato il principale collezionista italiano di opere, materiali e cimeli del cinema visionario di Tim Burton: Daniel Serruto, alessandrino nato a Valenza nel 1984 che dal 2005 ha dedicato buona parte della sua vita a collezionare l’arte di Tim Burton.
 
Curatore della mostra è lo stesso Daniel Serruto, ovvero The Tim Burton Collector, che ha dedicato la vita a collezionare l’arte di Tim Burton, affiancato da Michael Camisa co-curatore.



 
Sabato 30 maggio la mostra è stata arricchita dalla presenza anche delle due curatrici della fanpage ufficiale italiana di Tim Burton, che hanno effettuato un ampio reportage sull'evento.
 
L’esposizione si snoda all’interno del Broletto, al piano terreno del Palazzo, attraverso un percorso di 25 teche tematiche ciascuna dedicata ai diversi film di Tim Burton, e circa 150 pezzi accuratamente selezionati nell’ambito della vastissima collezione – composta da 1860 pezzi – che Serruto ha raccolto nel corso della sua vita.




 
La passione di Serruto per Tim Burton nasce nel 2005 con la visione del film “La sposa cadavere”. Dall’emozione suscitata da una delle opere principali del regista americano e l’identificazione con i personaggi e la loro romantica storia, è nata una ricerca, che a partire dal primo pezzo legato proprio a questo film, ricostruisce un percorso di vita e di collezionismo che ha portato il collezionista a vedere le principali mostre ufficiali legate al mondo di Tim Burton, da Parigi a Torino, da Praga a Milano, e a incontrare personalmente il regista in diverse occcasioni. Un’attività che non è solo conservativa, ma che è una vera e propria promozione culturale dell’universo burtoniano.



 
In mostra anche le locandine originali, oggetti, memorabilia e merchandising che illustrano la genesi dell’ideazione dei film, disegni e quadri firmati dal regista, e i i Napkinspezzi unici su cui Tim Burton ha realizzato sketch originali, eseguiti direttamente per Daniel Serruto durante gli incontri.

 
Napkins sono il “pezzo forte” della mostra, testimonianze intime e irripetibili, che offrono ai visitatori l’occasione di ammirare dal vivo opere mai esposte in precedenza, rivelando il gesto creativo immediato e personale dell’artista.
 
Quella di Alessandria è una mostra assolutamente inedita e originale, proveniente da una collezione privata raramente esposta al pubblico, che offre ai visitatori una panoramica a 360 gradi dell’universo visionario di Tim Burton e delle sue creazioni.
 
In mostra materiale proveniente dall’intera filmografia di Tim Burton, da “Beetlejuice Spiritello Porcello” del 1988 alla recentissima serie tv dedicata a “Mercoledì” spin off de “La famiglia Addams” passando per le opere cult “Edward Mani di Forbice” “Nightmare Before Christmas” e “La sposa cadavere” fino alle opere cinematografiche più recenti come Big Eyes e The Big Fish.


 
Tra gli oggetti più curiosi, le mutande “ufficiali” indossate dalle attrici donne del film Ed Wood, considerato uno dei “peggiori” registi della storia, al quale Burton, cantore degli outsider e dei personaggi irregolari e fuori dagli schemi, ha dedicato un film unico. Interessante anche la teca dedicata ai “tragic toys” una linea di giocattoli per ragazzi e ragazze legati all’immaginario “dark” dei suoi film. C'è anche una grande scultura che riproduce le "mani di forbice" del leggendario personaggio interpretato da Johnny Depp




 
Tim Burton, con la sua impronta registica visionaria che tiene insieme l’estetica gotica e horror con il romanticismo e l’ironia come in “Mars Attacks” del 1996, è un artista “di culto” apprezzato anche oltre la cerchia degli amanti del cinema e dell’estetica gotica come dimostra il successo universale delle sue mostre. Come ha affermato il curatore durante la visita, i suoi “mostri” in realtà non sono spaventosi, ma spaventati, e proprio per questo alcuni di loro sono così amati dal pubblico.
 
La mostra, che nei primi weekend di apertura ha registrato un altissimo numero di visitatori, è un’esperienza immersiva non solo nel mondo fantastico di Tim Burton, ma anche nella mente e nelle emozioni del collezionista che l’ha ideata e che qua mette a disposizione della cittadinanza una parte selezionata del suo mondo “burtoniano”.
 
IL COLLEZIONISTA
 
Daniel Serruto, collezionista dal 2005, è possessore di una delle più grandi e complete collezioni al mondo dedicate al regista Tim Burton. Ha visitato 12 mostre nel mondo in città come Londra, Praga, Parigi, Berlino, Firenze e Torino, tra contesti espositivi esteri e italiani, incontrando personalmente l’artista e raccogliendo numerosi autografi con dedica.

IL REGISTA 
 
 
Tim Burton è uno dei registi e artisti contemporanei più riconoscibili al mondo per la sua estetica originale e visionaria. Il suo universo creativo fonde elementi surreali, gotici e spettrali con una sensibilità romantica e ironica. Nei suoi film e disegni, il mondo è capovolto, gli outsider trovano spazio e ogni oggetto o personaggio diventa espressione di un immaginario unico, a volte malinconico eppure profondamente vivo.
 
 
 
La mostra resterà aperta dal 23 maggio al 6 settembre 2026 presso Palatium Vetus, piazza della Libertà 28, Alessandria, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, con ingresso libero e possibilità di visite guidate senza prenotazione.
 
 
 
Andrea Macciò
 

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