“Solitudine” di Graziano Citelli: quando il silenzio diventa verità e il pensiero si spoglia di ogni illusione

 

Uomo solo seduto su un pontile in legno davanti a un lago immerso nella nebbia, immagine simbolica della solitudine e della riflessione interiore.

Ci sono poesie che cercano la bellezza del linguaggio, e altre che invece cercano qualcosa di più difficile: la verità. Quando Graziano Citelli scrive “Solitudine”, non sembra voler consolare il lettore, ma accompagnarlo dentro uno spazio interiore severo, quasi immobile, dove ogni rumore del mondo si dissolve fino a lasciare soltanto l’essenziale. Alessandria Post continua a seguire con attenzione quelle scritture poetiche contemporanee capaci di trasformare pochi versi in un’esperienza mentale ed emotiva intensa, asciutta e profondamente umana.
Pier Carlo Lava

SOLITUDINE
Graziano Citelli

Il rumore del mondo si infrange sul muro.
Cessa il fondale torbido delle voci.
Nessun esilio: la luce è calcolo affilato che scava e inchioda il pensiero.

Crolla la finzione.
Il disegno si mostra, preciso,
per come non fu inteso.

Nello sguardo il fango si adagia.
L'acqua decanta.
Non conforto nello specchio perfetto.
Solo nuda comprensione.

In questa poesia colpisce immediatamente la capacità di trasformare la solitudine in un luogo di conoscenza, non in una semplice condizione emotiva. Citelli evita ogni sentimentalismo e costruisce invece un linguaggio quasi chirurgico, fatto di immagini nette, taglienti, controllate. “La luce è calcolo affilato” è probabilmente il verso centrale dell’intero testo: la luce non illumina in modo salvifico, ma incide, scava, costringe a vedere. È una poesia che non offre rifugio, ma chiarezza.

Il testo si muove dentro una dimensione fortemente filosofica e interiore. Il “rumore del mondo” rappresenta probabilmente il caos delle apparenze, delle parole inutili, delle sovrastrutture sociali che impediscono all’individuo di guardarsi davvero dentro. Quando quel rumore si infrange e tace, rimane il pensiero nella sua forma più nuda. La solitudine diventa allora uno spazio di decantazione, come suggeriscono gli ultimi versi: “L’acqua decanta”. È un’immagine bellissima, quasi alchemica, che richiama il tempo necessario affinché ciò che è torbido possa lentamente depositarsi sul fondo.

Straordinario è anche il finale: “Solo nuda comprensione.” Nessuna redenzione, nessuna pace definitiva, nessuna armonia artificiale. Soltanto la comprensione. Una comprensione che appare quasi dolorosa, ma inevitabile. In questo senso la poesia di Citelli ricorda alcuni passaggi dell’esistenzialismo novecentesco, ma anche la severità interiore di poeti come Ungaretti nei momenti più scarnificati o certe riflessioni di Montale sulla disillusione e sul limite della conoscenza.

Lo stile è essenziale, compatto, privo di ridondanze. Ogni parola sembra scelta con precisione quasi matematica. E proprio questa sottrazione rende il testo potente: non c’è nulla di superfluo, nulla che distragga dal nucleo centrale della riflessione. Citelli costruisce una poesia che obbliga il lettore a fermarsi, a rileggere, a respirare lentamente ogni immagine.

Biografia immaginaria dell’autore
Graziano Citelli viene immaginato come un autore appartato, legato più alla riflessione filosofica che all’esibizione letteraria. Nato in una città industriale del Nord Italia negli anni Sessanta, avrebbe sviluppato una scrittura essenziale influenzata dalla poesia ermetica, dalla filosofia esistenzialista e dalla meditazione sul silenzio contemporaneo. Nei suoi testi il linguaggio tende a ridursi all’essenziale, quasi a voler eliminare ogni rumore inutile per arrivare al nucleo autentico dell’esperienza umana. Le sue poesie sembrano nascere da lunghi periodi di osservazione interiore, dove la parola poetica diventa strumento di conoscenza più che semplice espressione emotiva.

Leggere “Solitudine” significa accettare di attraversare una zona scomoda dell’anima, quella in cui le illusioni si incrinano e resta soltanto ciò che siamo davvero. Ed è forse proprio questa la forza della poesia autentica: non addolcire la realtà, ma renderla finalmente visibile.

Geo: La poesia di Graziano Citelli si inserisce nel panorama della poesia contemporanea italiana più introspettiva e filosofica, capace di fondere riflessione esistenziale e tensione lirica. Alessandria Post continua a promuovere autori e testi che esplorano il rapporto tra silenzio, identità e ricerca interiore, valorizzando una poesia che non teme profondità e complessità.

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Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo. Non rappresenta persone o situazioni reali, ma una libera interpretazione artistica ispirata ai temi della poesia e della recensione pubblicata da Alessandria Post.

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