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“Rosso sanguigno” è una poesia che si muove tra sensualità e trascendenza, dove il desiderio non è mai fine a sé stesso, ma diventa forza generativa, capace di creare, distruggere e infine rigenerare. L’immagine iniziale del fiore rosso sul cuore è già una dichiarazione poetica: l’amore come qualcosa di visibile, carnoso, quasi tangibile, ma allo stesso tempo fragile e misterioso.
Il linguaggio scelto da Rita Frasca Odorizzi è ricco di immagini naturali e simboliche. I papaveri ondeggianti, le spighe, il vento, la primavera: tutto concorre a costruire una dimensione in cui l’amore è ciclo vitale, passaggio continuo tra perdita e rinascita. Il corpo diventa paesaggio, e il paesaggio diventa emozione. L’albero di carne innamorato è forse una delle metafore più potenti: rappresenta la vulnerabilità e la forza insieme, la capacità di spogliarsi per poi rifiorire.
C’è, in questi versi, una tensione che richiama la grande tradizione della poesia amorosa. Si possono cogliere echi della passionalità di Pablo Neruda, dove il desiderio si intreccia con la natura, e della profondità psicologica di D. H. Lawrence, capace di raccontare l’amore come forza primordiale e spesso travolgente. Tuttavia, la voce di Rita Frasca Odorizzi resta autonoma, autentica, profondamente personale, radicata in una sensibilità contemporanea.
Il passaggio finale della poesia apre a una dimensione ancora più ampia: l’amore che si fa cosmico, che supera il corpo e si espande nello spazio infinito. Le “anime erranti” non sono più solo due individui, ma diventano parte di un tutto universale, legate da una forza che va oltre il tempo e lo spazio. È una chiusura che eleva la poesia da esperienza personale a visione universale, lasciando nel lettore una sensazione di vertigine e pienezza.
ROSSO SANGUIGNO
Il tuo abito blu
ospita sul cuore
un fiore rosso, carnoso,
come un frutto colto.
E non ci sono parole
per descrivere la mia ansia,
il desiderio rosso sangue,
come quello dei papaveri
ondeggianti,
in un campo di spighe,
dove ogni spiga è un’emozione forte,
quando tu mi porgi
le tue labbra e il tuo corpo,
per fluire in me,
albero di carne innamorato,
che spogliato delle sue foglie
si riveste di fiori,
che una nuova primavera
spargerà con un sorriso
e un soffio di vento
fra i nidi
che un feroce inverno
ha svuotato.
E in questo tramonto acceso,
sanguigno come il sangue
che ci scorre nelle vene,
io sono e vivo in te amore,
con l’amore che ci possiede,
anime erranti,
nella profondità del Cosmo.
Rita Frasca Odorizzi
In conclusione, “Rosso sanguigno” è una poesia che non si limita a raccontare l’amore, ma lo fa vivere, lo rende palpabile, lo trasforma in un’esperienza sensoriale e spirituale allo stesso tempo. È un testo che lascia il segno, perché riesce a coniugare intensità emotiva e profondità simbolica, portando il lettore dentro un universo in cui ogni immagine è carica di significato e ogni parola è necessaria. Una poesia che, come il rosso che la attraversa, rimane impressa, viva, indimenticabile.
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