RITMI E CANTI DI LIBERTÀ. Mercoledì 20 maggio il laboratorio partecipativo sulla figura della Bella Franceschina ai Carichi Sospes
RITMI E CANTI DI LIBERTÀ
Laboratorio partecipativo sulla figura della Bella Franceschina ai Carichi Sospesi
Mercoledì 20 maggio dalle ore 15.00 ai “Carichi Sospesi” - Circolo culturale in vicolo del
Portello 12 a Padova si terrà l'attività laboratoriale, inserita all'interno del calendario del Festival
dello Sviluppo Sostenibile, dal titolo "Ritmi e canti di libertà" organizzata dal dipartimento dei Beni
culturali dell'Università di Padova con il Corso di laurea in Scienze dello spettacolo e della
produzione multimediale.
L’incontro, tenuto dal musicista Massimiliano Dragoni, propone un laboratorio partecipativo
dedicato alla figura della Bella Franceschina, personaggio della tradizione della Commedia
dell’Arte legato al mondo femminile, alla musica e alla libertà di scegliere per sé stessi.
Franceschina è una delle maschere più antiche, importanti e rivoluzionarie, rappresenta
l'archetipo originario della fantesca, una figura fondamentale all'interno dei canovacci teatrali
rinascimentali e barocchi. Franceschina ha un primato straordinario: è stata uno dei primissimi
personaggi femminili a essere interpretato stabilmente da vere attrici donne sul palcoscenico come
Marina Antonazzoni o nei repertori della Compagnia dei Gelosi, rompendo la tradizione medievale
che vedeva gli uomini recitare in abiti femminili. Franceschina è la controparte femminile dello
Zanni, il servo maschio. Nelle prime rappresentazioni del Cinquecento appariva come una donna
tarchiata, rustica, sfacciata, spiccia e dotata di una sensualità prorompente e dichiarata. Non era la
classica damigella indifesa: Franceschina era una donna del popolo, scaltra, pragmatica, incline al
sesso, alla rissa verbale e alla furbizia per sopravvivere in un mondo dominato dagli uomini. Con
l'evoluzione del teatro e il passare dei decenni, il personaggio di Franceschina ha subito una
transizione psicologica e strutturale. Ha progressivamente perso i suoi tratti più grossolani, volgari e
"popolani" per rimpicciolirsi, farsi più giovane, aggraziata e raffinata, cambiando nome confluendo
nel Settecento nell'intramontabile maschera veneziana di Colombina, poi consacrata
definitivamente dalle commedie di Carlo Goldoni.
Attraverso immagini, narrazione, riferimenti storici, ritmo, canto e danza, l’attività guiderà il
pubblico alla scoperta di una tradizione performativa che intreccia patrimonio orale e pratiche
musicali popolari. Il percorso prende avvio dalle celebri incisioni di Jacques Callot, I balli di
Sfessania, e conduce i partecipanti nell’universo simbolico e storico di questa figura, emblema di
una scelta radicale di autonomia e libertà. La sua storia, insieme alle tradizioni legate al tamburello
e ai repertori di filastrocche, nenie e balli, offre l’occasione per riflettere sul valore del patrimonio
immateriale come spazio di memoria, identità e dialogo. L’incontro alternerà momenti di
introduzione storica e iconografica a momenti pratici di partecipazione musicale, permettendo ai
partecipanti potranno avvicinarsi ad alcune tecniche tradizionali del tamburo a cornice e alle
modalità di trasmissione orale del sapere musicale. Attraverso questa attività si intende evidenziare
come la valorizzazione delle tradizioni performative e musicali rappresenti uno strumento
fondamentale per la sostenibilità culturale: preservare e trasmettere il patrimonio immateriale
significa infatti promuovere comunità più consapevoli, inclusive e rispettose della diversità
culturale.
Fonte: www.unipd.it
mm

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