Ci sono malattie che fanno rumore e altre che avanzano in silenzio. La pressione alta appartiene a questa seconda categoria: colpisce milioni di persone, ma spesso viene scoperta solo dopo anni, magari in seguito a un malore o a un controllo casuale. Alessandria Post torna su un tema che riguarda sempre più famiglie italiane, perché l’ipertensione è ormai una delle condizioni croniche più diffuse nel nostro Paese e rappresenta una delle principali cause di infarto, ictus e problemi cardiovascolari.
Pier Carlo Lava
L’ipertensione arteriosa, comunemente chiamata “pressione alta”, è oggi una vera emergenza sanitaria globale e l’Italia non fa eccezione. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, tra i 35 e i 74 anni risultano ipertesi circa il 49% degli uomini e il 39% delle donne. Numeri enormi, che mostrano quanto questa condizione sia ormai diffusa nella popolazione adulta italiana. Ancora più preoccupante è il fatto che molte persone non sanno di avere la pressione alta, perché spesso non provoca sintomi evidenti nelle fasi iniziali.
Per questo motivo l’ipertensione viene definita da molti medici “il killer silenzioso”. Una persona può sentirsi bene per anni mentre, lentamente, la pressione troppo elevata danneggia arterie, cuore, cervello e reni. I rischi aumentano soprattutto dopo i 50 anni, ma negli ultimi tempi si osservano valori alterati anche tra persone più giovani, complice uno stile di vita sempre più sedentario, stressante e caratterizzato da alimentazione poco equilibrata.
Tra le principali cause che favoriscono la pressione alta vi sono il consumo eccessivo di sale, il sovrappeso, la mancanza di attività fisica, il fumo, l’alcol e lo stress cronico. Anche la predisposizione genetica ha un ruolo importante. Gli esperti ricordano che l’organismo umano non è stato “progettato” per sopportare a lungo ritmi frenetici, cattive abitudini alimentari e scarso movimento fisico, condizioni che invece oggi fanno parte della vita quotidiana di milioni di persone.
I valori considerati normali sono intorno a 120/80 mmHg, mentre si parla generalmente di ipertensione quando la pressione supera stabilmente 140/90. Tuttavia, la diagnosi deve sempre essere confermata dal medico attraverso controlli ripetuti nel tempo. In molti casi basta modificare lo stile di vita per ottenere miglioramenti significativi: meno sale nei cibi, camminare ogni giorno, perdere peso, dormire meglio e ridurre il fumo possono abbassare sensibilmente la pressione arteriosa. Quando questo non basta, esistono terapie farmacologiche molto efficaci che permettono oggi a milioni di pazienti di vivere normalmente.
Negli ultimi anni la prevenzione è diventata centrale anche nelle campagne sanitarie pubbliche. I medici invitano soprattutto gli adulti sopra i quarant’anni a controllare periodicamente la pressione, anche in assenza di sintomi. Un semplice misuratore domestico può infatti aiutare a individuare precocemente eventuali problemi, evitando conseguenze molto più gravi in futuro.
L’aumento dell’ipertensione riflette anche i cambiamenti sociali degli ultimi decenni. Alimentazione industriale, lavoro sedentario, utilizzo continuo di dispositivi elettronici e riduzione del movimento quotidiano stanno modificando profondamente la salute cardiovascolare degli italiani. Secondo molti specialisti, la vera sfida dei prossimi anni sarà proprio quella di educare le nuove generazioni a uno stile di vita più equilibrato, prima ancora che curare la malattia.
Geo: In Italia la pressione alta rappresenta una delle principali problematiche sanitarie legate all’invecchiamento della popolazione e agli stili di vita moderni. Anche il Piemonte registra una forte diffusione delle patologie cardiovascolari, con crescente attenzione da parte di ospedali, medici di base e campagne di prevenzione. Alessandria Post continua a seguire i temi della salute pubblica con particolare attenzione all’informazione preventiva e alla qualità della vita dei cittadini.
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