Ci sono poesie che non si leggono soltanto, ma si ascoltano dentro, come una melodia lenta che resta sospesa tra cuore e memoria. Quando Nadezhda Slavova scrive “Poi ti lascerò al sogno”, costruisce un paesaggio emotivo fatto di attese, presenze e assenze, dove l’amore non è mai pienamente possesso ma continua tensione verso ciò che sfugge. È una lirica che vibra di malinconia e desiderio, capace di trasformare l’addio in un atto quasi necessario, intimo, inevitabile.
Pier Carlo Lava
“Poi ti lascerò al sogno” di Nadezhda Slavova
Poi ti lascerò al sogno
Come fosse musica
un verso staccato dalla tua voce,
quello che, stanotte, vorrei da te
accanto al mio essere in fuga.
Cosa resterà di me
dopo che il silenzio diventerà mio sposo
e, tutto intorno, gelo sarà
baciato dalle mie mute labbra?
Non voglio.
Voglio sentire i tuoi passi in eterno,
che vengono, che vanno,
e quella paura che mi nasce
quando all’alba la tua anima si allontana.
È un perpetuo turbamento del marinaio
che non scorge mai il faro nella burrasca.
Come fosse musica
un verso staccato dall’albero della vita,
uno sguardo, un sospiro, un avido bacio di addio,
quello che, stanotte, vorrei da te.
Poi ti lascerò al sogno
ed io mi allontanerò.
(Nadezhda Slavova)
Recensione
La poesia di Nadezhda Slavova si muove su un filo sottile, sospeso tra presenza e perdita. Il tema centrale è l’addio, ma non un addio definitivo e brusco: piuttosto un distacco lento, consapevole, quasi dolce nella sua inevitabilità. Fin dai primi versi, la musica diventa metafora dominante. L’amore è un “verso staccato”, qualcosa che nasce dalla voce dell’altro ma che resta incompiuto, come una melodia interrotta. Questa immagine restituisce immediatamente il senso di incompletezza e desiderio che attraversa l’intero componimento.
Il silenzio, poi, assume una dimensione quasi nuziale: “diventerà mio sposo”. Una scelta linguistica potentissima, che trasforma la solitudine in un legame definitivo, sottolineando quanto l’assenza possa diventare una presenza costante, quasi inevitabile. Tra le immagini più riuscite spicca quella del marinaio. Il “perpetuo turbamento” di chi non vede il faro nella tempesta rappresenta perfettamente lo smarrimento interiore, la ricerca di un punto fermo che non arriva mai. È una metafora universale, che amplia il significato della poesia oltre la dimensione personale.
Il ritmo è fluido, musicale, scandito da ripetizioni che creano un effetto circolare. Il ritorno del verso iniziale “Come fosse musica” e della chiusura “Poi ti lascerò al sogno” conferisce alla poesia una struttura quasi ciclica, come se l’addio fosse destinato a ripetersi, a non concludersi mai davvero. Ma ciò che colpisce di più è la tensione tra volontà e impotenza. “Non voglio” è un grido breve, essenziale, che racchiude tutta la resistenza emotiva del soggetto poetico, subito contraddetto dalla consapevolezza che la separazione è inevitabile.
Biografia dell’autrice
Nadezhda Slavova è una poetessa contemporanea di origine bulgara, la cui scrittura si distingue per una forte componente lirica e introspettiva, capace di esplorare le dinamiche dell’amore, della perdita e dell’identità. La sua poetica si colloca in una tradizione europea che unisce sensibilità emotiva e ricerca simbolica, con uno stile essenziale ma profondamente evocativo.“Poi ti lascerò al sogno” è una poesia che resta, che ritorna, che si insinua lentamente. Non racconta solo un addio, ma il momento esatto in cui l’amore si trasforma in memoria, in eco, in sogno. Ed è proprio in questa trasformazione che la poesia trova la sua forza più autentica: nel saper dire, con delicatezza e verità, ciò che spesso non riusciamo a esprimere.
Geo
La voce poetica di Nadezhda Slavova si inserisce nel panorama della poesia europea contemporanea, dove l’introspezione e la dimensione emotiva diventano strumenti per raccontare esperienze universali. La sua scrittura attraversa confini culturali e linguistici, dimostrando come il linguaggio della poesia possa unire sensibilità diverse in un’unica esperienza condivisa. Alessandria Post continua a valorizzare queste voci internazionali, offrendo ai lettori uno spazio di incontro tra culture e sentimenti.
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