Piota e Gorzente, Pro Natura e Legambiente contro gli interventi IREN: “La priorità è il ripristino della biodiversità”

 

Torrente montano immerso nella vegetazione dell’Appennino piemontese con acqua limpida, rocce e boschi verdi, immagine simbolica della biodiversità dei corsi d’acqua naturali.

Due anni dopo il rilascio dei sedimenti dalla diga della Lavagnina, la questione ambientale che riguarda i torrenti Piota e Gorzente continua ad alimentare forti polemiche e preoccupazioni tra associazioni ambientaliste, enti locali e cittadini. Pro Natura e Legambiente hanno diffuso un duro comunicato con cui esprimono “insoddisfazione” per l’incontro tenutosi in Provincia l’11 maggio, contestando le modalità degli interventi previsti e chiedendo che la priorità assoluta diventi il ripristino della biodiversità e dell’equilibrio naturale dell’ecosistema.

Pier Carlo Lava

Secondo le associazioni ambientaliste, il territorio interessato dagli interventi sarebbe stato fortemente compromesso dagli effetti dei lavori di manutenzione della diga della Lavagnina eseguiti da IREN tra il 2024 e il 2025. Nel documento inviato alla Regione Piemonte, alla Provincia, ai Comuni e all’Ente Aree Protette dell’Appennino Piemontese, gli ambientalisti sottolineano come il corso d’acqua abbia già avviato spontaneamente un processo di riequilibrio naturale attraverso erosione, trasporto dei sedimenti e ricolonizzazione biologica.

Per questo motivo Pro Natura e Legambiente ritengono fondamentale privilegiare il miglioramento delle condizioni ambientali “a prescindere dal garantire o meno la stagione turistica 2026”.

Le associazioni chiedono particolare attenzione alla tutela del periodo riproduttivo dei pesci, degli habitat acquatici, della flora e della fauna presenti nell’area, ricordando come l’ambiente naturale sia stato coperto dai fanghi rilasciati durante le operazioni legate alla diga.

Secondo il comunicato, il ripristino dell’ecosistema non potrà avvenire rapidamente e dovrà essere effettuato “nella maniera più ambientalmente compatibile”, con costi che, secondo gli ambientalisti, dovrebbero essere sostenuti da IREN.

Molto criticate anche le proposte operative presentate durante l’incontro in Provincia. Le associazioni dichiarano infatti di non condividere i sette interventi previsti e contestano in particolare la mancata priorità assegnata alla diga di compensazione, dove ancora nei mesi scorsi sarebbe stato visibile un importante accumulo di materiale fine.

Secondo gli ambientalisti, intervenire in altri punti del torrente potrebbe addirittura peggiorare la situazione rispetto al naturale lavoro svolto dal fiume negli ultimi mesi.

Nel comunicato viene inoltre evidenziato un nuovo elemento importante: durante l’incontro sarebbe arrivata la comunicazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica relativa all’indagine per danno ambientale avviata sui torrenti Piota e Gorzente.

Il Ministero avrebbe ordinato a IREN di fornire informazioni utili per accertare l’effettiva entità dell’eventuale danno ambientale, attraverso un monitoraggio previsto dal Piano di Accertamento delle Evidenze di Danno già presentato nell’ottobre 2025 e integrato successivamente con il coinvolgimento di ISPRA e Regione Piemonte.

Il monitoraggio dovrebbe iniziare proprio nel mese di maggio 2026 e, secondo quanto sottolineano Pro Natura e Legambiente, non dovrebbe essere ostacolato dagli interventi attualmente proposti.

Le associazioni chiedono infine all’Ente di Gestione delle Aree Protette di imporre tutte le necessarie prescrizioni e di vigilare attentamente sull’esecuzione dei lavori, affinché venga adottata quella cautela che, a loro giudizio, sarebbe mancata durante gli interventi del 2024.

La vicenda continua così a intrecciare tutela ambientale, sicurezza idraulica, turismo e responsabilità industriali in una delle aree naturalistiche più delicate dell’Appennino piemontese.

Geo: Il comunicato è stato diffuso da Pro Natura e Legambiente in merito alla situazione ambientale dei torrenti Piota e Gorzente nell’Appennino piemontese dopo gli interventi legati alla diga della Lavagnina. Alessandria Post segue le principali questioni ambientali del territorio e i temi legati alla tutela degli ecosistemi naturali.

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