Piemonte, 20 milioni ai giovani agricoltori: la Regione punta sul ricambio generazionale nelle campagne

 

Giovane agricoltore in un vigneto del Piemonte mentre controlla i grappoli d’uva al tramonto, simbolo del ricambio generazionale e dei nuovi investimenti regionali nell’agricoltura.

C’è un Piemonte rurale che non vuole invecchiare, ma ripartire dai giovani, dalle nuove aziende agricole e dall’innovazione. Alessandria Post guarda con attenzione a questo bando regionale da 20 milioni di euro, perché il futuro dell’agricoltura passa anche dalla capacità di sostenere chi sceglie la terra come lavoro, impresa e progetto di vita.
Pier Carlo Lava

La Regione Piemonte ha annunciato un nuovo bando da 20 milioni di euro per favorire l’insediamento dei giovani in agricoltura e la nascita di aziende agricole under 41. La misura, illustrata dal presidente Alberto Cirio e dall’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni, rappresenta un investimento quasi raddoppiato rispetto al precedente bando da 11,6 milioni.

Il provvedimento nasce per affrontare una delle questioni più delicate del settore agricolo piemontese: il ricambio generazionale. Negli ultimi anni, infatti, anche in Piemonte si registra una riduzione del numero delle aziende agricole, accompagnata però da una crescita delle superfici produttive e da un progressivo invecchiamento degli operatori. In questo scenario, il sostegno ai giovani diventa decisivo per evitare che competenze, territori e produzioni di qualità perdano continuità.

Il bando prevede contributi differenziati: 45 mila euro per l’insediamento di un singolo giovane agricoltore, con ulteriori 10 mila euro se l’attività nasce in zona montana; 35 mila euro a testa per due soci; 30 mila euro a testa per insediamenti congiunti di più di due giovani, fino a un massimo di cinque. Una struttura pensata per sostenere sia l’iniziativa individuale sia forme associative e imprenditoriali condivise.

Particolare attenzione viene riservata a imprenditoria femminile, produzioni Dop, Igp, Doc, Docg, biologico, aree marginali, zone sottoposte a tutela ambientale e gestione responsabile delle risorse idriche. Sono elementi che indicano una direzione precisa: non solo aumentare il numero delle aziende agricole, ma favorire un’agricoltura più sostenibile, qualificata e capace di valorizzare le eccellenze agroalimentari piemontesi.

Secondo i dati riportati dalla Regione, l’ultimo bando ha permesso l’avvio di 299 aziende agricole under 41 e il numero complessivo delle imprese giovani è cresciuto da 5.902 nel periodo 2023–2024 a 6.346 nel 2025, con un incremento del 7,5%.

Geo: La misura riguarda l’intero Piemonte, con particolare rilievo per le aree agricole, collinari e montane, comprese le province di Alessandria, Asti, Cuneo, Torino, Novara, Vercelli, Biella e Verbano Cusio Ossola. Per territori come l’Alessandrino e il Monferrato, il sostegno ai giovani agricoltori può rappresentare un’opportunità concreta per rafforzare filiere locali, produzioni di qualità e presidio del territorio.

Fonte: ANSA.

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