Pier Carlo Lava
PAESAGGIO PADANO di Graziano Citelli.
Gli strati convergono. Il disegno è impresso nella luce.
La forza della poesia di Citelli risiede anzitutto nella sua straordinaria capacità di trasformare il paesaggio in linguaggio storico. Le “righe di fossi e cardi ortogonali” richiamano immediatamente la centuriazione romana, cioè quella geometria agricola con cui Roma organizzò vaste aree della Pianura Padana. Ma qui la geografia non è mai semplice descrizione: diventa memoria sedimentata, traccia permanente della presenza umana sulla terra.
La poesia si sviluppa come un viaggio archeologico dentro il territorio. Le “pietre miliari” evocano strade romane, distanze percorse, eserciti e commerci, mentre il riferimento ai “volitivi imperi” suggerisce la volontà storica dell’uomo di dominare e ordinare il mondo. Tuttavia Citelli non indulge mai nella retorica. Al contrario, mantiene uno stile sobrio, compatto, quasi scultoreo, dove ogni parola appare scelta con precisione assoluta.
Di particolare intensità è il passaggio dedicato alle “absidi di pievi austere” e all’“ombra matildica”. In pochi versi il poeta introduce il Medioevo padano e la figura di Matilde di Canossa, creando un ponte ideale tra epoca romana e civiltà medievale. Il paesaggio diventa così un corpo vivente attraversato dai secoli, dove il fango stesso si trasforma in storia, pietra e architettura sacra.
La poesia di Graziano Citelli richiama per sensibilità alcuni aspetti della lezione di Andrea Zanzotto nella lettura del territorio come organismo culturale e linguistico, ma anche certe visioni civili di Giosuè Carducci quando il paesaggio assume una funzione identitaria e storica. Tuttavia Citelli conserva una voce personale, più essenziale e meditativa, capace di fondere contemplazione e profondità culturale.
Il verso conclusivo, “Gli strati convergono. Il disegno è impresso nella luce”, rappresenta probabilmente la chiave interpretativa dell’intero testo. La luce diventa memoria visibile, elemento capace di rivelare le stratificazioni del tempo impresse nella pianura. È una chiusura di grande eleganza poetica, sospesa tra metafisica e storia.
In “Paesaggio padano” il territorio non è sfondo ma protagonista assoluto. Graziano Citelli costruisce una poesia colta ma profondamente evocativa, dove la Pianura Padana emerge come luogo della continuità storica italiana, spazio in cui natura e civiltà convivono in una tensione silenziosa e permanente. Una poesia che invita a guardare il paesaggio non soltanto con gli occhi, ma con la memoria.
Geo: Graziano Citelli appartiene alla poesia italiana contemporanea attenta alla relazione tra territorio, memoria storica e identità culturale. Alessandria Post continua il suo percorso dedicato alla valorizzazione della letteratura d’autore e della poesia contemporanea, promuovendo opere capaci di intrecciare linguaggio, storia e riflessione civile.
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