“Nulla due volte” di Wisława Szymborska: la poesia che trasforma l’imperfezione nella vera bellezza della vita

 

Ritratto della poetessa polacca e Premio Nobel Wisława Szymborska con cappello chiaro e cappotto scuro durante un evento pubblico.

Ci sono poesie che si leggono una volta e altre che continuano a ritornare nella mente perché toccano qualcosa di universale. “Nulla due volte” di Wisława Szymborska appartiene a questa seconda categoria: un testo apparentemente semplice, quasi colloquiale, che in realtà custodisce una delle riflessioni più profonde sulla condizione umana. Attraverso versi limpidi e musicali, Szymborska racconta l’impossibilità di ripetere davvero qualsiasi momento della vita, trasformando la precarietà dell’esistenza in una forma di struggente bellezza. Alessandria Post dedica questa recensione a una poesia che continua ancora oggi a parlare a milioni di lettori nel mondo.

Pier Carlo Lava

“Nulla due volte” di Wisława Szymborska

Nulla due volte accade
né accadrà.
Per tal ragione si nasce senza esperienza,
si muore senza assuefazione.

Anche agli alunni più ottusi
della scuola del pianeta
di ripeter non è dato
le stagioni del passato.

Non c’è giorno che ritorni,
non due notti uguali uguali,
né due baci somiglianti,
né due sguardi tali e quali.

Ieri, quando il tuo nome
qualcuno ha pronunciato,
mi è parso che una rosa
sbocciasse sul selciato.

Oggi, che stiamo insieme,
ho rivolto gli occhi altrove.
Una rosa? Ma cos’è?
Forse pietra, o forse fiore?

Perché tu, malvagia ora,
dài paura e incertezza?
Ci sei — perciò devi passare.
Passerai — e qui sta la bellezza.

Cercheremo un’armonia,
sorridenti, fra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d’acqua.

La grandezza della poesia di Wisława Szymborska risiede nella sua capacità di rendere filosofico ciò che appare quotidiano. Il testo parte da un’affermazione semplice ma assoluta: nulla accade due volte. Nessun giorno si ripete davvero, nessun amore è identico a un altro, nessuno sguardo può essere ricreato nello stesso modo. È una riflessione sul tempo, ma anche sulla fragilità della memoria e sulla condizione irripetibile dell’esistenza umana.

La poetessa polacca riesce a trattare un tema immenso senza retorica né pesantezza filosofica. I versi scorrono con apparente leggerezza, quasi come un dialogo intimo. Eppure dietro quella semplicità si nasconde una visione profondissima: la vita è preziosa proprio perché destinata a cambiare e a svanire. È il tempo che passa a dare valore agli incontri, ai sentimenti e persino al dolore.

Straordinario è il passaggio dedicato alla rosa “sbocciata sul selciato”. In pochi versi Szymborska mostra quanto siano mutevoli le emozioni umane: ieri il nome amato evocava bellezza assoluta, oggi la percezione è già diversa. La realtà cambia continuamente insieme al nostro sguardo. È una poesia che parla anche dell’amore, ma senza idealizzarlo: l’amore vive proprio dentro la precarietà e l’incertezza.

Il verso forse più celebre dell’intero testo è: “Ci sei — perciò devi passare. Passerai — e qui sta la bellezza.” Qui emerge tutta la grandezza poetica di Szymborska. La bellezza non nasce dall’eternità ma dalla transitorietà delle cose. È un concetto che richiama certe riflessioni esistenziali di Eugenio Montale e, per certi aspetti, anche la sensibilità filosofica di Jorge Luis Borges sul tempo e sulla memoria.

Wisława Szymborska ha sempre saputo unire ironia, lucidità e profondità umana. Nelle sue poesie non esistono verità assolute o toni solenni: esiste piuttosto la meraviglia fragile dell’esistenza quotidiana. “Nulla due volte” continua ancora oggi a emozionare lettori di ogni età proprio perché parla della vita reale, di ciò che tutti sperimentano ma raramente riescono a esprimere con parole tanto semplici e perfette.

Geo: Wisława Szymborska, nata in Polonia nel 1923 e Premio Nobel per la Letteratura nel 1996, è considerata una delle voci poetiche più importanti del Novecento europeo. La sua poesia, tradotta in tutto il mondo, unisce riflessione filosofica, ironia e sensibilità esistenziale. Alessandria Post continua a valorizzare la grande poesia internazionale e gli autori che hanno saputo raccontare la fragilità e la complessità dell’essere umano contemporaneo.

Foto di Wisława Szymborska scattata a Cracovia il 23 ottobre 2009.
Autore: Mariusz Kubik (Wikimedia Commons, utente “Kmarius”).
Fonte: Wikimedia Commons / Wikipedia.
Licenza: Creative Commons Attribution 3.0 Unported (CC BY 3.0). 


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