tra mille occhi ciechi
Non lasciarmi divorare
dal silenzio
dagli sguardi mediocri
dal buio oscuro
della menzogna
Regalami ancora parole
Sogni
Melanconie
Sorrisi negati
Descrivi i tuoi giorni
senza fagocitare
la sabbia del deserto
che non vuoi calpestare
Un giorno
Il tempo
Senza tempo
Quando tu esisti
e io ti vedo.
Michela Intropido 2026
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Questa poesia esprime un appello accorato rivolto a una persona amata affinché non abbandoni l'autrice alla solitudine o all'indifferenza del mondo esterno. Il testo invoca una connessione profonda fatta di parole, sogni e condivisione sincera per contrastare l'oscurità delle menzogne e il vuoto del silenzio. Attraverso immagini suggestive, la scrittrice chiede al destinatario di rivelare la propria quotidianità e di affrontare insieme le difficoltà della vita senza fuggire. Il componimento culmina nella speranza di un momento eterno, in cui la semplice presenza dell'altro rende l'esistenza visibile e dotata di senso. Si tratta di una riflessione sull'importanza di essere custoditi dallo sguardo altrui per non perdersi in una realtà priva di stimoli.
Nel testo, il contrasto tra silenzio e parole rappresenta la lotta tra l'annullamento dell'identità e la salvezza attraverso la condivisione e il riconoscimento reciproco.
Ecco i punti chiave di questa contrapposizione:
- Il silenzio come forza distruttrice: Il silenzio non è descritto come una condizione di pace, ma come qualcosa di pericoloso che può "divorare" l'io poetico. Viene associato a concetti negativi come gli "occhi ciechi", la "menzogna" e gli "sguardi mediocri", suggerendo che l'assenza di comunicazione porti a una forma di isolamento oscuro e soffocante.
- Le parole come dono e cura: In opposizione al silenzio, l'autrice invoca il dono delle "parole". Le parole sono ciò che permette di dar voce ai "sogni", alle "melanconie" e persino ai "sorrisi negati", trasformando l'esperienza interiore in qualcosa di tangibile e condivisibile.
- La narrazione contro l'aridità: Chiedere all'altro di "descrivere i propri giorni" è un invito a rompere l'inerzia, rappresentata dalla "sabbia del deserto" che non si vuole calpestare. Parlare significa agire e uscire dall'immobilità.
- Esistenza e visibilità: Il contrasto si risolve nella parte finale del componimento: mentre il silenzio e il buio nascondono, la parola e la descrizione portano a un "tempo senza tempo" in cui l'altro esiste realmente perché viene finalmente visto ("Quando tu esisti / e io ti vedo").
In sintesi, mentre il silenzio simboleggia una morte interiore e l'indifferenza del mondo, le parole sono lo strumento essenziale per affermare la propria esistenza e creare un legame autentico con l'altro.
Sergio Batildi
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