“Non lasciarmi incustodita” di Michela Intropido: la richiesta fragile e potente di essere visti davvero: la richiesta fragile e potente di essere visti davvero
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“Non lasciarmi incustodita” di Michela Intropido
Non lasciarmi incustodita
tra mille occhi ciechi
Non lasciarmi divorare
dal silenzio
dagli sguardi mediocri
dal buio oscuro
della menzogna
Regalami ancora parole
Sogni
Melanconie
Sorrisi negati
Descrivi i tuoi giorni
senza fagocitare
la sabbia del deserto
che non vuoi calpestare
Un giorno
Il tempo
Senza tempo
Quando tu esisti
e io ti vedo.
Recensione: La poesia si apre con un’immagine fortissima: “Non lasciarmi incustodita / tra mille occhi ciechi”. Qui si concentra già tutto il senso del testo: non è la solitudine fisica a spaventare, ma quella emotiva, quella che nasce quando si è circondati da persone incapaci di vedere davvero.
Il lessico è essenziale, quasi spoglio, ma proprio per questo efficace. Ogni parola pesa, ogni verso è costruito per colpire senza deviazioni. Il “silenzio” non è pace, ma minaccia; gli “sguardi mediocri” diventano una forma di giudizio superficiale; il “buio della menzogna” è uno spazio in cui l’identità rischia di dissolversi.
Uno degli elementi più interessanti è l’invocazione: “Regalami ancora parole / Sogni / Melanconie / Sorrisi negati”. Qui la poesia si trasforma in relazione. Non basta esistere, serve uno scambio, una reciprocità. La parola diventa cura, presenza, possibilità di salvezza.
La metafora del deserto introduce un passaggio più complesso:
“senza fagocitare la sabbia del deserto / che non vuoi calpestare”.
È un’immagine di rifiuto, di distanza da ciò che è arido, sterile, privo di vita. L’altro è invitato a raccontarsi senza perdersi, senza cedere a ciò che lo svuota.
Il finale è sospeso, quasi metafisico:
“Quando tu esisti / e io ti vedo”.
Qui la poesia si chiude su una verità essenziale: esistere davvero significa essere riconosciuti. Non basta esserci, bisogna essere visti, accolti, nominati.
Dal punto di vista stilistico, la scrittura di Michela Intropido si colloca in una linea contemporanea, essenziale e diretta, con echi della poesia emotiva di Alda Merini, ma anche con una sensibilità moderna che privilegia l’immediatezza e la relazione rispetto alla costruzione formale.
Biografia dell’autrice:
Michela Intropido, autrice contemporanea, si muove all’interno di una poesia intimista e relazionale, dove il centro è l’esperienza emotiva vissuta e condivisa. La sua scrittura si distingue per l’uso di un linguaggio diretto, capace di trasformare sentimenti complessi in immagini accessibili. Nei suoi versi emerge una costante ricerca di autenticità, una tensione verso l’altro che diventa dialogo, richiesta, presenza.
“Non lasciarmi incustodita” è una poesia che parla a chiunque abbia sentito, almeno una volta, il bisogno di essere visto davvero. Non chiede grandi gesti, ma attenzione, parole, verità. E in questo, trova la sua forza più grande: ricordarci che l’esistenza passa sempre attraverso lo sguardo dell’altro.
Geo: La poesia di Michela Intropido si inserisce nel panorama della poesia contemporanea italiana, oggi diffusa soprattutto attraverso canali digitali e piattaforme indipendenti. Realtà editoriali come Alessandria Post contribuiscono a valorizzare queste voci, offrendo spazio a una scrittura autentica e vicina alla sensibilità del presente.
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