Nicola Basile, il sindaco della ricostruzione che ha segnato la storia di Alessandria

 

Nicola Basile, storico sindaco di Alessandria, fotografato nel 1959 durante un evento pubblico.
Una rara immagine di Nicola Basile, protagonista della rinascita di Alessandria nel dopoguerra e tra i sindaci più amati della storia cittadina.

Ci sono figure politiche che amministrano una città e figure che finiscono per identificarsi con essa. Nicola Basile appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Per intere generazioni di alessandrini il suo nome è rimasto legato a un’idea di politica fatta di impegno civile, educazione, cultura e vicinanza alle persone. Sindaco di Alessandria dal 1947 al 1964, fu il protagonista di una delle fasi più delicate e decisive della storia cittadina: quella della ricostruzione dopo la tragedia della Seconda guerra mondiale.

Ancora oggi, a distanza di decenni, Nicola Basile viene ricordato come uno dei sindaci più amati della storia di Alessandria, un amministratore capace di coniugare idealismo socialista, concretezza amministrativa e profondo senso umano.

Pier Carlo Lava

Nicola Basile nacque a Viggiano, in provincia di Potenza, l’8 settembre 1883, in una famiglia profondamente legata all’istruzione. Il padre era professore di educazione fisica e aveva partecipato, come bersagliere, alla Breccia di Porta Pia, mentre la madre era maestra. Fin da giovane sviluppò una forte sensibilità sociale e politica, aderendo al Partito Socialista Italiano già in età adolescenziale.

La sua formazione culturale fu profondamente influenzata dal dibattito sulla questione meridionale. Condivideva il pensiero di figure come Giustino Fortunato e Gaetano Salvemini, impegnandosi attivamente nella sensibilizzazione delle popolazioni lucane sulle problematiche economiche e sociali del Mezzogiorno. In Basilicata fondò il giornale “Il Ribelle”, una pubblicazione che ebbe una vita sorprendentemente lunga per l’epoca e che rappresentò uno strumento importante di diffusione culturale e politica.

Nel 1910 si trasferì ad Alessandria, città che sarebbe diventata la sua vera patria adottiva. Qui visse per circa sessant’anni, fino al 1970, dedicando gran parte della propria vita all’insegnamento. Fu maestro elementare per oltre quarant’anni e considerò sempre la scuola uno strumento fondamentale di emancipazione sociale. Tra i suoi modelli ideali figurava Edmondo De Amicis, con il quale intrattenne anche una corrispondenza epistolare.

Durante il periodo fascista subì persecuzioni, aggressioni e rappresaglie a causa delle sue idee politiche. Rimase tuttavia fedele ai propri principi socialisti anche negli anni più difficili della clandestinità. Questa coerenza morale contribuì a rafforzare il prestigio personale che avrebbe poi accompagnato tutta la sua attività pubblica.

Dopo la Liberazione fu nominato assessore alla Pubblica Istruzione e successivamente ricoprì anche il ruolo di provveditore agli studi, confermando il suo legame con il mondo dell’educazione. Nel 1947 arrivò la svolta politica più importante della sua vita: venne eletto sindaco di Alessandria.

La città usciva allora da anni drammatici. I bombardamenti avevano provocato devastazioni, molte infrastrutture erano compromesse e il tessuto sociale portava ancora le ferite della guerra. Nicola Basile divenne così il sindaco della ricostruzione, guidando Alessandria in una fase di rinascita economica, urbanistica e civile. Sotto le sue amministrazioni furono ripristinati servizi essenziali, sviluppate opere pubbliche e avviati interventi che contribuirono a ridare fiducia alla popolazione.

La sua lunga permanenza alla guida della città, dal 1947 al 1964, rappresenta ancora oggi una delle esperienze amministrative più significative della storia alessandrina. Fu rieletto più volte e riuscì a mantenere un rapporto diretto con i cittadini grazie anche alla collaborazione con la stampa locale, in particolare con Il Piccolo, sulle cui pagine interveniva frequentemente con articoli dedicati alla storia cittadina e al dibattito pubblico.

Ma Nicola Basile non fu soltanto politico e amministratore. Fu anche uno scrittore prolifico e uno studioso appassionato della storia locale. Tra le sue opere più importanti figura “La città mia”, un volume dedicato alla storia, alle strade, alle piazze e ai personaggi di Alessandria, diventato negli anni un punto di riferimento per chi desidera conoscere le radici della città.

La sua produzione letteraria è vastissima e comprende opere educative, testi scolastici, studi storici, racconti per ragazzi e saggi culturali. Tra i titoli più noti figurano Ai ragazzi di Alessandria (1919), Dante e i preti (1921), Appunti di folklorismo alessandrino (1934), Il Socialismo in Alessandria (1964), Il sorgere ed il divenire della città mia (1968) e il Dizionario Dantesco pubblicato nel 1977, quando aveva ormai superato i novant’anni.

La sua figura rappresenta un raro esempio di fusione tra educatore, intellettuale e amministratore pubblico. Per Basile la politica non era separata dalla cultura e dall’istruzione, ma ne costituiva una naturale prosecuzione. Questa visione contribuì a renderlo una figura trasversale, rispettata anche da chi non ne condivideva le posizioni politiche.

Dopo aver lasciato la vita amministrativa continuò a essere un punto di riferimento morale per Alessandria. Morì a Genova il 16 novembre 1979, all’età di novantasei anni. La città non ha mai dimenticato il suo contributo. Oggi il suo nome è ricordato attraverso intitolazioni pubbliche, luoghi culturali e testimonianze storiche che continuano a tramandarne il ricordo.

A distanza di oltre mezzo secolo dalla fine del suo mandato, Nicola Basile resta una delle figure simbolo dell’Alessandria del Novecento. Un uomo arrivato dal Sud che riuscì a diventare una delle personalità più rappresentative della città piemontese, lasciando un’eredità fatta di cultura, solidarietà, educazione e passione civile.

Biografia

Nicola Basile nacque a Viggiano l’8 settembre 1883 e si trasferì ad Alessandria nel 1910. Maestro elementare, dirigente scolastico, scrittore e politico socialista, dedicò gran parte della propria vita all’educazione e all’impegno civile. Fu sindaco di Alessandria dal 1947 al 1964, guidando la città durante gli anni della ricostruzione postbellica. Autore di numerose opere storiche e pedagogiche, morì a Genova il 16 novembre 1979. È considerato una delle figure più importanti della storia politica e culturale alessandrina del Novecento.

Geo

Viggiano, in Basilicata, diede i natali a Nicola Basile, ma fu Alessandria a diventare la città della sua vita e del suo impegno pubblico. Qui operò come insegnante, scrittore e amministratore, contribuendo in modo determinante alla rinascita del dopoguerra. Ancora oggi il suo nome rappresenta un simbolo della memoria civile cittadina. Alessandria Post dedica questo approfondimento a una delle personalità che più hanno contribuito a costruire l’identità moderna della città.

Nicola Basile durante il periodo della sua attività pubblica ad Alessandria. Fotografia del 1959, autore sconosciuto. Fonte originale: Wikimedia Commons – File “Nicola Basile.jpg”. Immagine classificata in pubblico dominio secondo le indicazioni riportate da Wikimedia Commons e Wikipedia.

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