“Naoi” di Naoi di Bilkis Saba : il futuro freddo dove l’umanità diventa un algoritmo

 

Copertina del romanzo distopico “Naoi” di Bilkis Saba pubblicato da Koi Press, con una giovane ragazza seduta a terra in posizione raccolta su sfondo chiaro minimalista.

Ci sono romanzi che raccontano il futuro attraverso guerre, catastrofi e rovine. E poi ci sono libri come Naoi, capaci di inquietare il lettore con qualcosa di molto più vicino e plausibile: una società ordinata, efficiente, perfettamente burocratica, ma ormai quasi priva di empatia. È proprio questa la forza del romanzo di Bilkis Saba, un’autrice che riesce a trasformare la distopia in una riflessione psicologica e sociale di grande intensità.
Pier Carlo Lava

In un’epoca in cui si parla continuamente di algoritmi, controllo sociale, crisi demografica e intelligenza artificiale, questo romanzo pubblicato da Koi Press appare oggi ancora più attuale rispetto alla sua uscita del 2017. La storia immagina infatti un futuro nel quale la sovrappopolazione viene affrontata attraverso un sistema governativo spietatamente razionale: chi non riesce a integrarsi pienamente nella società rischia di diventare un “esubero”.

Il cuore della vicenda ruota attorno a Stuart, uno psichiatra londinese cinquantenne ormai vicino al fallimento sociale secondo le regole del “Programma”, un sistema che organizza gli incontri matrimoniali per garantire stabilità e produttività. Se il numero di tentativi fallisce, il destino è segnato: l’individuo può essere indirizzato verso l’Endream, una pillola che promette una morte dolce, accompagnata da un’esperienza onirica straordinaria.

Ed è qui che il romanzo diventa davvero inquietante. La morte non arriva come punizione violenta, ma come servizio sociale elegante, quasi rassicurante. Bilkis Saba costruisce una distopia silenziosa, fredda, amministrativa. Non ci sono rivoluzioni spettacolari né scenari post apocalittici. C’è invece un sistema che ha sostituito lentamente l’umanità con l’efficienza.

L’incontro tra Stuart e la misteriosa ragazza orientale chiamata Naoi rappresenta il centro emotivo del libro. Lei appare distante, enigmatica, quasi fuori dal tempo. Non sembra appartenere davvero al sistema che dovrebbe averla selezionata. Ed è proprio questa ambiguità a creare una tensione continua nel lettore. Chi è davvero Naoi? Una semplice anomalia statistica oppure qualcosa che potrebbe incrinare l’intero equilibrio del Programma?

Lo stile di Bilkis Saba è essenziale ma elegante. La scrittura non cerca mai effetti spettacolari, preferendo invece costruire lentamente un’atmosfera malinconica e claustrofobica. Londra diventa quasi un organismo spento, dominato da procedure e regolamenti. La solitudine dei personaggi emerge con grande forza proprio nei silenzi, negli sguardi e nei dialoghi trattenuti.

Il romanzo richiama inevitabilmente opere come 1984 di George Orwell e Il mondo nuovo di Aldous Huxley, ma riesce comunque a mantenere una propria identità contemporanea. Qui il controllo non passa tanto attraverso la repressione brutale, quanto tramite la seduzione della normalità e della comodità. È una distopia morbida, amministrativa, quasi plausibile.

Molto interessante anche il tema del sogno. L’Endream offre infatti un ultimo sogno perfetto prima della morte. E allora la domanda che il libro lascia sospesa diventa inevitabile: è meglio vivere in una realtà svuotata di senso o scegliere un’illusione finale capace almeno di regalare felicità? Il romanzo non dà risposte semplici e proprio per questo continua a restare nella mente anche dopo l’ultima pagina.

Bilkis Saba è nata a Dhaka, in Bangladesh, nel 1991, è cresciuta in Italia e vive a Londra. Ha pubblicato diversi romanzi con Koi Press, tra cui Le sfumature della luna e Feroci pulsioni. La sua narrativa si distingue per la capacità di mescolare introspezione psicologica, tensione narrativa e critica sociale.

“Naoi” è un romanzo breve ma capace di lasciare un segno profondo. Non urla mai, non cerca effetti facili, ma accompagna lentamente il lettore dentro una domanda molto contemporanea: quanto siamo disposti a sacrificare della nostra umanità in nome dell’ordine, dell’efficienza e della stabilità sociale?

Geo: Bilkis Saba nasce a Dhaka, cresce in Italia e vive a Londra, un percorso internazionale che si riflette anche nelle atmosfere dei suoi romanzi, sospesi tra culture diverse, inquietudini urbane e riflessioni universali sull’identità e sulla solitudine contemporanea. Alessandria Post continua a seguire con attenzione la narrativa indipendente e gli autori capaci di affrontare i temi più delicati della modernità attraverso la letteratura.

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