“Mi scappa da vivere”: la poesia di Vittoria Aitollo e quel coraggio fragile di restare innamorati del mondo

Donna dai capelli rossi inginocchiata su un pavimento in legno, illuminata dalla luce calda del tramonto che entra da una finestra, in un’atmosfera elegante e cinematografica.

Ci sono poesie che non cercano di spiegare la vita, ma la attraversano come un battito improvviso, fragile e potentissimo. Nei versi di Vittoria Aitollo si avverte una tensione autentica tra dolore e meraviglia, tra ferita e desiderio, tra la stanchezza del vivere e l’impossibilità di rinunciare alla bellezza. È una poesia breve, essenziale, quasi sussurrata, e proprio per questo capace di arrivare in profondità. Alessandria Post propone oggi una riflessione su un testo che parla direttamente al cuore di chi, nonostante tutto, continua a sentire dentro di sé il richiamo ostinato della vita.
Pier Carlo Lava

Mi piace vivere.
Mi scappa da vivere.
Entusiasma di vita —
pazza, folle, innamorata
di questo mondo
che sgocciola acqua di bellezza.
Ristora;
ti scava fin dentro le viscere.
Il dolore è insopportabile —
eppure mi sento viva.

La forza di questa poesia nasce immediatamente dal contrasto iniziale: “Mi piace vivere. Mi scappa da vivere.” In due frasi soltanto Vittoria Aitollo riesce a racchiudere una delle contraddizioni più profonde dell’esistenza umana. Vivere è desiderio, ma anche fuga; entusiasmo e stanchezza; immersione totale e bisogno improvviso di sparire. La poetessa non cerca una soluzione teorica a questo conflitto: lo accoglie nella sua nudità emotiva, lasciandolo vibrare nei versi con sincerità quasi disarmante.

L’espressione “Entusiasma di vita” appare volutamente irregolare, quasi istintiva, come se la grammatica stessa dovesse piegarsi all’urgenza emotiva del sentire. È una poesia che non teme l’imperfezione perché punta all’autenticità. E quando l’autrice si definisce “pazza, folle, innamorata di questo mondo”, emerge un amore viscerale per la realtà, nonostante tutto ciò che essa comporta. Non è un’idealizzazione ingenua della vita, ma un innamoramento consapevole anche delle sue ombre.

Particolarmente intensa è l’immagine del mondo che “sgocciola acqua di bellezza”. Qui la bellezza non è monumentale o astratta: è qualcosa che cola lentamente, che stilla goccia dopo goccia dentro la quotidianità. Una bellezza fragile, intermittente, ma sufficiente a giustificare il desiderio di restare. È un’immagine che ricorda certa sensibilità contemporanea vicina alla poesia confessionale, ma anche la tensione emotiva di autrici come Alda Merini, capaci di trasformare il dolore in materia luminosa.

Il verso “Ristora; ti scava fin dentro le viscere” introduce invece il doppio volto dell’esistenza. La vita consola, ma contemporaneamente ferisce e penetra in profondità. Non c’è superficie in questa poesia: tutto accade nel corpo, nelle viscere, nella parte più vulnerabile dell’essere umano. Ed è proprio qui che il testo raggiunge il suo culmine emotivo con l’affermazione finale: “Il dolore è insopportabile — eppure mi sento viva.” Una frase che sembra contenere l’intero paradosso della condizione umana. Il dolore non viene negato, minimizzato o romanticizzato; resta insopportabile. Eppure proprio quella sensibilità estrema diventa prova di esistenza, testimonianza di essere ancora pienamente vivi.

Vittoria Aitollo consegna così ai lettori una poesia breve ma intensa, capace di parlare a chiunque abbia conosciuto il peso delle emozioni profonde e, allo stesso tempo, la meraviglia inattesa di sentirsi ancora attraversato dalla vita. In un tempo spesso anestetizzato, questi versi ricordano che vivere davvero significa anche accettare la fragilità, il disordine emotivo, la ferita. Forse è proprio lì, nelle crepe, che continua a filtrare quella “acqua di bellezza” di cui parla la poetessa.

Biografia immaginaria dell’autrice: Vittoria Aitollo è una poetessa contemporanea immaginaria legata a una scrittura intimista e viscerale, capace di intrecciare fragilità emotiva e tensione esistenziale. Nei suoi testi convivono slanci vitali e ombre interiori, con uno stile essenziale ma profondamente evocativo. La sua poesia si muove tra confessione personale e riflessione universale sul dolore, sull’amore e sul bisogno ostinato di restare umani.

Intervista immaginaria all’autrice

“Perché scrive poesie così intime?”
“Perché le emozioni trattenute troppo a lungo diventano silenzio pesante. La poesia è il modo che ho per restituire voce a ciò che dentro continua a muoversi.”

“Il dolore nella sua poesia è distruzione o rinascita?”
“Entrambe le cose. Il dolore distrugge molte illusioni, ma a volte lascia intatta la parte più vera di noi.”

“Cosa significa per lei sentirsi viva?”
“Accorgermi ancora della bellezza, anche nei giorni peggiori.”

Geo: La poesia contemporanea italiana continua a esplorare temi legati alla fragilità emotiva, all’identità e al rapporto tra dolore e desiderio di vivere. Testi come quello di Vittoria Aitollo si inseriscono in una sensibilità poetica moderna che privilegia autenticità, immediatezza e intensità emotiva. Alessandria Post dedica spazio alla poesia come forma di riflessione umana e culturale capace di parlare direttamente all’esperienza quotidiana dei lettori.

Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo. Non rappresenta persone reali, ma una libera interpretazione artistica ispirata ai temi visivi ed emozionali pubblicati da Alessandria Post.

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