“Mi resta solo un vago e lento lume” La poesia di Gianni Regalzi tra desiderio, memoria e disincanto

 

Donna immersa in una luce soffusa mentre osserva pensierosa fuori dalla finestra tra fogli sparsi, ombre e riflessi caldi, simbolo della memoria, della malinconia e del lento trascorrere del tempo evocati nella poesia di Gianni Regalzi.

Quando Gianni Regalzi scrive “Mi resta solo un vago e lento lume”, non racconta soltanto il ricordo di passioni vissute, ma descrive il lento sedimentarsi dell’esperienza dentro l’anima umana. È una poesia che attraversa il desiderio, il peccato, l’ebbrezza della vita e infine approda alla consapevolezza malinconica del tempo che passa. Alessandria Post propone una riflessione poetica intensa su uno dei testi più evocativi contenuti nella raccolta Silenzi e Pensieri.
Pier Carlo Lava

La poesia di Regalzi possiede una caratteristica rara: riesce a essere profondamente sensoriale senza perdere eleganza. Fin dai primi versi il lettore viene trascinato dentro un universo fisico e quasi febbrile fatto di:

  • “rovente voluttà”,
  • “profumi intensi”,
  • “ampie volute dense d’acre fumo”,
  • “fuoco nelle vene”.

Sono immagini che evocano una vita vissuta intensamente, senza difese, dove il corpo e i sensi diventano strumenti di conoscenza dell’esistenza.

MI RESTA SOLO UN VAGO E LENTO LUME
Gianni Regalzi

Ho immerso le mani nel ventre del mondo.
Rovente voluttà, peccato, oblio,
profumi intensi, suoni d'altri lidi.
Ampie volute dense d'acre fumo,
fuoco nelle vene, lampi, miraggi.
Un volto, tanti volti, mille mani,
brezze marine dolci come un bacio,
carezze di velluto, immensi sogni.

Poi d'improvviso un tonfo, un grido, un pianto
e innanzi la consueta e nuda vita.
Di quei piaceri intensi non mi resta
che un dolce ricordar d'echi infiniti.
Di tutto il resto un vago e lento lume.

Alessandria, 8 luglio 2012
(da Silenzi e Pensieri dir. ris.)

La prima parte della poesia è quasi cinematografica. Regalzi costruisce un viaggio emotivo e sensoriale dove si alternano desiderio, illusioni e piaceri intensi. I versi scorrono con una musicalità morbida e avvolgente, come se il poeta volesse trattenere il più possibile quella stagione di fuoco e passione.

Poi arriva improvvisamente la frattura.

“Poi d’improvviso un tonfo, un grido, un pianto”.

In pochi versi cambia completamente il paesaggio emotivo. La vita torna “consueta e nuda”, spogliata delle illusioni e delle vertigini precedenti. Ed è proprio qui che emerge la forza più autentica della poesia: la consapevolezza che tutto ciò che è stato vissuto intensamente non scompare del tutto, ma sopravvive nella memoria come eco lontana.

Il titolo stesso è straordinariamente simbolico. Quel “vago e lento lume” sembra rappresentare ciò che resta dopo il passaggio del tempo:

  • un ricordo attenuato,
  • una luce fragile,
  • una malinconia che non ferisce più ma continua a brillare lentamente dentro la memoria.

La poesia richiama atmosfere che ricordano certi passaggi di Baudelaire, Neruda e persino alcuni frammenti più intimisti di Pavese, dove il desiderio si intreccia inevitabilmente al senso della perdita e della precarietà umana.

Gianni Regalzi riesce così a trasformare esperienze personali in una riflessione universale sul tempo, sui piaceri della vita e sul modo in cui i ricordi continuano a sopravvivere dentro ciascuno di noi.

Geo: Alessandria. Gianni Regalzi appartiene a quella tradizione poetica capace di raccontare emozioni intime, memoria e inquietudine esistenziale con uno stile intenso e fortemente evocativo. Alessandria Post continua a promuovere poesia, cultura e autori legati al territorio e alla sensibilità contemporanea.

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Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo. Non rappresenta persone reali, ma una libera interpretazione artistica ispirata ai temi della memoria, del desiderio, della malinconia e del tempo presenti nella poesia di Gianni Regalzi pubblicata da Alessandria Post.

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