“Mi piace chi sceglie con cura le parole” di Alda Merini: l’amore come verità che attraversa l’anima
Quando Alda Merini scrive “Mi piace chi sceglie con cura le parole”, sembra parlare sottovoce, ma in realtà scava in profondità nell’essenza delle relazioni umane, restituendo una visione dell’amore fatta di autenticità, presenza e consapevolezza. È una poesia che si muove sul filo della semplicità, ma che racchiude una riflessione intensa sulla qualità dei legami.
Pier Carlo Lava
Già in questi versi iniziali emerge una poetica della misura: la parola non è mai casuale, ma scelta, meditata, quasi sacra. In un mondo dominato dalla fretta e dal rumore, Merini esalta il valore del silenzio e dell’ascolto, elementi fondamentali per costruire relazioni autentiche. L’immagine di chi “sa ascoltare il vento” suggerisce una sensibilità rara, una capacità di cogliere ciò che non è immediatamente visibile.
Qui si intravede una delle costanti della poetica meriniana: la fragilità come forza. Cadere non è una sconfitta, ma parte del percorso. L’essere umano, nella visione della poetessa, è fatto di errori, tentativi, rinascite. Questo avvicina Merini a una linea esistenziale che possiamo accostare, per intensità emotiva, a Frida Kahlo o Emily Dickinson, dove il dolore diventa materia viva della creazione.
Qui Merini rompe ogni schema retorico: l’amore non è idealizzato, ma vissuto nella sua pienezza, senza finzioni. Non si tratta di un sentimento perfetto, ma di un’esperienza che richiede coraggio, esposizione, rischio. È un amore che non si accontenta della superficie, ma cerca profondità.
Dal punto di vista stilistico, la poesia si distingue per la linearità del linguaggio e la forza evocativa delle immagini. I versi brevi, quasi aforistici, rendono il testo accessibile, ma non banale. Anzi, proprio questa apparente semplicità nasconde una complessità emotiva che si rivela a ogni rilettura.
È importante sottolineare che molti testi attribuiti a Merini in rete circolano in versioni variate o adattate. Tuttavia, lo spirito di questa poesia riflette pienamente la sua visione: una ricerca costante di autenticità, una tensione tra fragilità e forza, una fiducia ostinata nell’amore come esperienza trasformativa.
In un tempo in cui le parole sono spesso consumate, Alda Merini ci ricorda che sceglierle con cura è già un atto d’amore.
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