“Lo chiamano amore” di Maurizio Gimigliano: quando il sentimento diventa tempesta interiore

Ritratto intenso e realistico di una giovane donna dai capelli corti e tatuaggi, appoggiata al bordo dell’acqua con sguardo profondo e atmosfera cinematografica.

Ci sono poesie che raccontano l’amore come armonia e altre che ne mostrano invece il lato più fragile, tumultuoso e destabilizzante. In “Lo chiamano amore”, Maurizio Gimigliano trasforma il sentimento amoroso in un vero paesaggio interiore fatto di maremoti, tempeste e inquietudini profonde. Una lirica intensa e viscerale, tratta dalla raccolta Alma pubblicata da Grafiche Editore nel 2022, dove l’amore non appare come equilibrio rassicurante ma come forza capace di sconvolgere l’intera identità emotiva di chi ama. Alessandria Post propone una recensione di questa poesia che unisce delicatezza lirica e tensione passionale in una scrittura fortemente evocativa.

Pier Carlo Lava

Lo chiamano amore

Ho sempre dentro un maremoto
una tempesta
un’irrefrenabile inquietudine

Mi basta pensarti
e le fronde delle mie vene
perdono tutte le foglie
i nidi
i ripari

Eppure nessuno vede

Fuori i bastioni sono integri
la vernice intatta
la luce accecante

Ma dentro è tumulto
cado e mi rialzo
nella neve della tua assenza
nel languore del vento
negli infuocati raggi che le tue dita
mi scavano nelle pelle

Eppure sono così felice
che la follia mi riconosce
e mi avvolge

Lo chiamano amore
io
lo chiamo col tuo nome

Maurizio Gimigliano
Alma – Grafiche Editore ©2022

La poesia si apre immediatamente con immagini di forte impatto emotivo: “maremoto”, “tempesta”, “irrefrenabile inquietudine”. L’amore viene descritto come un fenomeno naturale incontrollabile, qualcosa che scuote e travolge senza lasciare spazio alla stabilità. Non c’è quiete nell’esperienza amorosa raccontata da Gimigliano: esiste invece un continuo oscillare tra perdita di controllo e desiderio di abbandono.

Molto potente è la metafora delle “fronde delle vene” che perdono “foglie, nidi e ripari”. Qui il corpo umano diventa paesaggio naturale, organismo fragile esposto alle stagioni del sentimento. È un’immagine di rara sensibilità poetica, dove il dolore dell’assenza si trasforma quasi in spoliazione autunnale dell’anima.

Uno dei temi centrali della lirica è il contrasto tra esteriorità e interiorità. “Fuori i bastioni sono integri”, scrive il poeta, mentre dentro tutto è tumulto. È probabilmente uno dei passaggi più universali della poesia contemporanea: la distanza tra ciò che mostriamo agli altri e ciò che realmente accade nel nostro mondo interiore. Gimigliano racconta la vulnerabilità nascosta dietro l’apparente controllo quotidiano.

L’amore qui assume anche una dimensione quasi ossessiva e totalizzante. La felicità convive con la follia, il desiderio con la sofferenza. Eppure il poeta non rifiuta questa condizione: la accoglie come parte inevitabile dell’esperienza amorosa. Il finale è semplice ma estremamente efficace:

“Lo chiamano amore
io
lo chiamo col tuo nome”

Tre versi che trasformano il sentimento astratto in presenza concreta, personale, irripetibile. L’amore non è più concetto universale ma identità precisa, volto, memoria, persona.

La scrittura di Maurizio Gimigliano richiama, per intensità emotiva e fusione tra corpo e sentimento, alcune atmosfere di Pablo Neruda e certe tensioni interiori della poesia di Alda Merini, pur mantenendo uno stile personale fatto di immagini fisiche, naturali e profondamente contemporanee.

“Lo chiamano amore” è una poesia che parla soprattutto della forza destabilizzante del desiderio umano. Una lirica intensa, carnale e malinconica che racconta come l’amore, anche quando rende felici, possa trasformarsi in un continuo terremoto dell’anima.

Geo: Maurizio Gimigliano è autore della raccolta poetica Alma pubblicata nel 2022 da Grafiche Editore. La sua scrittura affronta spesso i temi dell’amore, dell’inquietudine interiore e della fragilità emotiva attraverso immagini fortemente evocative. Alessandria Post continua a promuovere poesia contemporanea e autori capaci di raccontare con autenticità le emozioni umane più profonde.

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